"Xi presidente per sempre", la Cina censura online anche la lettera "N"
Due riproduzioni di Mao Zedong e Xi Jinping in un negozio di souvenir a piazza Tiananmen a Pechino, in Cina (afp)
Come riporta il "Guardian", subito dopo l'annuncio dello stop al limite dei due mandati per il capo di Stato, Pechino ha oscurato sul web parole e critiche contro la decisione del partito: tra queste, anche i riferimenti a George Orwell, ai suoi libri e, misteriosamente, anche una lettera dell'alfabeto
1 minuti di lettura
PECHINO - Nella stretta sul web dopo l'annullamento dei limiti dei due mandati per il presidente Xi Jinping (rendendolo di fatto un possibile capo di Stato a vita), la Cina ha censurato online molte discussioni, scritti e parole ritenute pericolose. Stavolta però c'è stata una novità. Come riporta il Guardian, oltre ad aver oscurato su Weibo e altri social network parole come "non sono d'accordo", "culto della personalità", "emigrare", "immortalità", "senza vergogna", "Xi Zedong" (un misto tra Xi Jinping e Mao Zedong per richiamare il grande potere cui aspirerebbe il primo), "George Orwell", e i suoi "1984" e "La fattoria degli animali" (i corrispettivi letterari più usati dai critici per descrivere l'attuale situazione di Pechino, stavolta la Cina, per alcune ore, ha censurato anche la lettera "N".
Cina, addio a Liu Xiaobo eroe di Tienanmen e Nobel per la Pace: le immagini
Il dissidente cinese Liu Xiaobo si è spento, in prigionia, a 61 anni per un cancro all'intestino. La sua sedia vuota alla cerimonia di premiazione del Nobel per la pace nel 2010 resterà per sempre un simbolo della repessione di Pechino e della sua battaglia contro la negazione dei diritti umani. Nella primavera del 1989 aveva partecipato alle proteste di piazza Tienanmen, diventando un simbolo della Primavera cinese. L'ultimo arresto era avvenuto nel 2008 per aver firmato insieme ad altri dissidenti il documento intitolato ''Carta 08'', per promuovere riforme volte alla democrazia. Pensatore filo occidentale, Xiaobo era molto noto nei circoli intellettuali della capitale cinese ed è stato visiting professor all'Università di Oslo in Norvegia, alla Columbus University e all'università delle Hawaii. Leggi l'articolo
Perché? Ovviamente, non c'è alcuna spiegazione ufficiale. Ma gli osservatori cinesi si sono sbizzarriti nel cercare una risposta. Secondo il Guardian, la causa principale sarebbe questa: nella furia censoria di Stato dopo l'annuncio dei giorni scorsi, la lettera "N" sarebbe finita nella tagliola oscurantista perché molto utilizzata dai critici del regime cinese per indicare il numero (cioè "n.") dei due mandati di Xi, che ora ovviamente potrebbero essere molti di più. Quindi, soprattutto a ridosso dell'annuncio, sarebbe stata momentaneamente censurata per motivi di sicurezza.