La rivelazione della nuova base è stata fatta dall’esercito di Israele, che ha passato le foto satellitari dell’installazione alla “Fox News” americana: tutti i siti di notizie israeliani hanno ripreso stamattina le foto e la notizia, seguendo la procedura standard che aggira la censura militare (ancora in vigore) e che permette di pubblicare notizie sulle operazioni militari israeliane solo a patto che provengano da fonti straniere.
La settimana scorsa per esempio il New York Times aveva pubblicato una cartina moto dettagliata con una quarantina di basi, caserme e altre installazioni militari iraniane in Siria, che assieme alle postazioni dell’Hezbollah libanese sono diventate un serio problema per Israele. Sulla cartina è indicata anche la base “T4” vicino Palmira. E’ quella dalla quale il 10 febbraio è stato lanciato il drone iraniano che è stato colpito dagli israeliani, dando il via a una ritorsione israeliana in cui per la prima volta da 30 anni è stato abbattuto un caccia F-16.
F-16 israeliano a caccia di un drone iraniano abbattuto dai siriani, salvi i piloti
Alta tensione nei cieli del Medioriente: un caccia israeliano F-16, impegnato a inseguire e distruggere un drone iraniano lanciato dalla Siria, è stato abbattuto dalla contraerea di Damasco. I piloti sono riusciti a lanciarsi con il paracadute e a mettersi in salvo in territorio israeliano, nel villaggio di Harduf. Nelle immagini i resti del velivolo abbattuto
Secondo Anshel Pfeffer, esperto militare di Haaretz, «per la Russia è inutile spostare questi aerei nel teatro siriano: i velivoli stealth hanno il compito di provare a infiltrarsi in territori difesi da sistemi radar e di contraerea molto sofisticati, mentre adesso in Siria gli aerei russi bombardano bersagli indifesi, come centri cittadini, ospedali o panetterie con la gente in fila».
I SU 57 potrebbero essere quindi un deterrente contro nuovi, eventuali attacchi aerei come quello che gli americani hanno fatto contro un centinaio di mercenari russi che avevano provato a varcare l’Eufrate, il confine di fatto fra operazioni russe e americane in Siria. Altra interpretazione è quella secondo cui i SU 57 sono in Siria per dare un avvertimento proprio ad Israele. Per scoraggiarlo dal continuare nei raid aerei contro i convogli di Hezbollah e dei pasdaran iraniani che riforniscono di missili le postazioni della milizia sciita in Libano e ormai anche in Siria.
Siria, la bimba con il pigiama rosa simbolo della tragedia dei civili sotto attacco a Ghouta
Il soccorritore in bilico sul bordo di quello che resta di un appartamento passa una bambina di circa otto anni a qualcuno sotto di lui, pronto con le braccia tese ad afferrarla. Il rosa del pigiama della bimba, probabilmente sorpresa dai bombardamenti durante il sonno, rompe il grigiore delle macerie e della polvere sollevata dall'attacco: l'immagine, scattata ieri e condivisa sulla pagina Facebook dagli 'White helmets', il corpo di soccorritori indipendente attivo in Siria dal 2014, rappresenta in maniera drammatica la situazione di pericolo che stanno vivendo i civili di Ghouta, come testimoniano anche tante altre foto. In questa area della periferia di Damasco sta proseguendo per il quarto giorno consecutivo l'offensiva dell'aviazione siriana contro la più grande roccaforte dei ribelli. La situazione sarebbe "catastrofica", secondo quanto ha riferito un medico raggiunto dall'emittente 'Bbc'. Gli intensi attacchi contro Ghouta, definita "la grande operazione finale" dai vertici di Damasco, avrebbe causato secondo le ong locali tra i 200 e i 250 morti tra i civili. Qui riesiedono ancora 400mila persone strette tra il fuoco dell'esercito regolare sostenuto dalla Russia e le ultime postazioni dei ribelli, che dal 2011 cercando di rovesciare il governo di Bashar al-Assad.