La Pennsylvania boccia Trump, i democratici tornano a sperare
Federico Rampini , dal nostro inviato FEDERICO RAMPININelle elezioni speciali nello Stato che a sorpresa aveva votato per il presidente repubblicano si impone il candidato dem Conor Lamb. Qui prevale la rabbia operaia e la stategia vincente è stato un moderato protezionismo
PITTSBURGH (Pennsylvania) - Una suspense degno di un'elezione presidenziale, un conteggio di voti che si prolunga nella notte, il risultato appeso a poche centinaia di voti, con il controllo a mano sulle schede inviate per corrispondenza. L'America ha seguito col fiato sospeso un'elezione che in altri tempi sarebbe passata quasi inosservata e che oggi è un test di portata nazionale. La maggioranza degli americani sono andati a letto quando il candidato democratico era in leggerissimo vantaggio ma senza sapere con certezza a chi andrà quel seggio di deputato vacante, in gioco in questo collegio della Pennsylvania occidentale che include la periferia di Pittsburgh: la capitale dell'acciaio, al centro dell'attenzione anche per la guerra dei dazi lanciata una settimana fa da Donald Trump. Ed è proprio un test su Trump, quello che molti vogliono leggere in questa sfida tra il repubblicano Rick Saccone e il democratico Conor Lamb.
Il sostanzial…
Il sostanzial…
PITTSBURGH (Pennsylvania) - Una suspense degno di un'elezione presidenziale, un conteggio di voti che si prolunga nella notte, il risultato appeso a poche centinaia di voti, con il controllo a mano sulle schede inviate per corrispondenza. L'America ha seguito col fiato sospeso un'elezione che in altri tempi sarebbe passata quasi inosservata e che oggi è un test di portata nazionale. La maggioranza degli americani sono andati a letto quando il candidato democratico era in leggerissimo vantaggio ma senza sapere con certezza a chi andrà quel seggio di deputato vacante, in gioco in questo collegio della Pennsylvania occidentale che include la periferia di Pittsburgh: la capitale dell'acciaio, al centro dell'attenzione anche per la guerra dei dazi lanciata una settimana fa da Donald Trump. Ed è proprio un test su Trump, quello che molti vogliono leggere in questa sfida tra il repubblicano Rick Saccone e il democratico Conor Lamb.
Il sostanziale pareggio (Lamb aveva 800 voti di vantaggio quando ancora mancavano un migliaio di schede per corrispondenza) è di per sé un risultato clamoroso e denso di implicazioni: nel novembre 2016 in questa stessa circoscrizione Donald Trump aveva stravinto su Hillary Clinton, infliggendole un distacco di quasi venti punti percentuali. Quindi Saccone è stato protagonista comunque di una rimonta clamorosa rispetto al match Trump-Clinton.
In questo risultato i democratici vogliono vedere la conferma che il partito del presidente sta franando anche nelle zone dove era più forte. Dunque il test della Pennsylvania sarebbe di buon augurio per l'elezione legislativa generale che si terrà a novembre: il mid-term, che a metà del mandato presidenziale rinnoverà tutta la Camera dei deputati, un terzo del Senato, e molti governatori. (Oggi i repubblicani hanno la maggioranza nei due rami del Congresso). Altri test locali negli ultimi mesi hanno dato lo stesso verdetto: in Alabama, Virginia e New Jersey hanno vinto i democratici. Si fa più concreta per l'opposizione la speranza che a novembre possa riconquistare la maggioranza in almeno uno dei due rami del Congresso, il che toglierebbe molta libertà di manovra al presidente.
Il test della Pennsylvania però contiene altri messaggi contraddittori. I fan di Trump fanno notare che il repubblicano Saccone nei sondaggi era dato molto indietro fino a poche settimane fa, cioè fino a quando Trump ha annunciato i dazi sulle importazioni di acciaio dall'estero e ha fatto un comizio in Pennsylvania: a riprova che il presidente è ancora in grado di recuperare voti. In seno al partito democratico poi la buona performance di Lamb rilancia un aspro scontro sulla strategia giusta per conquistare il consenso degli elettori.
Lamb è un ex militare, un moderato, un uomo d'ordine. Ha abbracciato con entusiasmo i dazi di Trump. E' fiero possessore di un fucile, e difende il diritto a comprare e possedere armi. Se davvero lui rappresenta il profilo giusto per rinsaldare un rapporto con la classe operaia bianca del Midwest e degli Stati industriali - decisivi nel portare Trump alla Casa Bianca - è tuttavia molto indigesto per la sinistra radicale che domina nelle due coste, in serbatoi tradizionali di voti progressisti come la California e New York. Il "caso Pennsylvania" quindi può rendere ancora più aspra la lotta per il controllo dell'anima del partito, e per il rinnovamento della classe dirigente in vista delle prossime sfide: novembre 2018 e naturalmente la corsa alla Casa Bianca nel 2020.
Il sostanziale pareggio (Lamb aveva 800 voti di vantaggio quando ancora mancavano un migliaio di schede per corrispondenza) è di per sé un risultato clamoroso e denso di implicazioni: nel novembre 2016 in questa stessa circoscrizione Donald Trump aveva stravinto su Hillary Clinton, infliggendole un distacco di quasi venti punti percentuali. Quindi Saccone è stato protagonista comunque di una rimonta clamorosa rispetto al match Trump-Clinton.
In questo risultato i democratici vogliono vedere la conferma che il partito del presidente sta franando anche nelle zone dove era più forte. Dunque il test della Pennsylvania sarebbe di buon augurio per l'elezione legislativa generale che si terrà a novembre: il mid-term, che a metà del mandato presidenziale rinnoverà tutta la Camera dei deputati, un terzo del Senato, e molti governatori. (Oggi i repubblicani hanno la maggioranza nei due rami del Congresso). Altri test locali negli ultimi mesi hanno dato lo stesso verdetto: in Alabama, Virginia e New Jersey hanno vinto i democratici. Si fa più concreta per l'opposizione la speranza che a novembre possa riconquistare la maggioranza in almeno uno dei due rami del Congresso, il che toglierebbe molta libertà di manovra al presidente.
Il test della Pennsylvania però contiene altri messaggi contraddittori. I fan di Trump fanno notare che il repubblicano Saccone nei sondaggi era dato molto indietro fino a poche settimane fa, cioè fino a quando Trump ha annunciato i dazi sulle importazioni di acciaio dall'estero e ha fatto un comizio in Pennsylvania: a riprova che il presidente è ancora in grado di recuperare voti. In seno al partito democratico poi la buona performance di Lamb rilancia un aspro scontro sulla strategia giusta per conquistare il consenso degli elettori.
Lamb è un ex militare, un moderato, un uomo d'ordine. Ha abbracciato con entusiasmo i dazi di Trump. E' fiero possessore di un fucile, e difende il diritto a comprare e possedere armi. Se davvero lui rappresenta il profilo giusto per rinsaldare un rapporto con la classe operaia bianca del Midwest e degli Stati industriali - decisivi nel portare Trump alla Casa Bianca - è tuttavia molto indigesto per la sinistra radicale che domina nelle due coste, in serbatoi tradizionali di voti progressisti come la California e New York. Il "caso Pennsylvania" quindi può rendere ancora più aspra la lotta per il controllo dell'anima del partito, e per il rinnovamento della classe dirigente in vista delle prossime sfide: novembre 2018 e naturalmente la corsa alla Casa Bianca nel 2020.