Esteri

Nuove sanzioni Usa contro gli oligarchi russi: coinvolto anche ex genero di Putin

Da sinistra, il presidente russo Vladimir Putin con Aleksej Miller, ad di Gazprom, anche lui "sanzionato" oggi (afp)
Il dipartimento del Tesoro ha sanzionato sette oligarchi, 17 funzionari di governo e 14 enti russi vicini al Cremlino: sono accusati di “attività nocive”. Salgono così a 189 gli individui e gli enti russi finiti nel mirino da quando Trump è presidente americano
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MOSCA - Il dipartimento del Tesoro statunitense ha sanzionato sette oligarchi, 17 funzionari di governo e 14 enti russi vicini al Cremlino. Sono accusati di “attività nocive”. Salgono così a 189 gli individui e gli enti russi finiti nel mirino delle autorità statunitensi da quando Donald Trump ha assunto la presidenza degli Stati Uniti. “Senza fondamento e ostili”, così ha definito le nuove misure Konstantin Kossaciov, presidente della Commissione Esteri della Camera alta del Parlamento russo. 

“Il governo russo è impegnato in una serie di attività ostili in tutto il mondo, tra cui continuare a occupare la Crimea e istigare la violenza nell’Est Ucraina, rifornire il regime siriano di Bashar al Assad con materiale e armi mentre bombarda i suoi stessi civili, tentare di rovesciare le democrazie occidentali e cyber attività”, ha precisato il segretario del Tesoro Steve Mnuchin in un comunicato stampa.  Per Mnuchin, “gli oligarchi e le élite russe che traggono profitto da questo sistema corrotto non saranno più protetti dalle conseguenze delle attività destabilizzanti del loro governo”.  

I sette oligarchi colpiti sono: Kirill Shamalov, l’ex genero di Vladimir Putin ed ex miliardario più giovane di tutta la Russia, che aveva sposato Katerina Tikhonova nel 2013 prima di annunciare la separazione poche settimane fa; Igor Rotenberg, figlio di Arkadij Rotenberg, ex compagno di judo di Vladimir Putin;  Suleiman Kerimov, azionista di diverse aziende e proprietario della squadra di calcio Anzhi; l’oligarca Oleg Deripaska, l’ex presidente del più grande produttore di alluminio Rusal e della holding energetica En+, vicino all’ex presidente della campagna elettorale di Donald Trump Paul Manafort; Andrei Skoch, magnate dei metalli; Vladimir Bogdanov, tycoon del petrolio, e Viktor Vekselberg, presidente di Renova. Tra gli alti funzionari sanzionati vi sono Aleksej Miller, ad di Gazprom, e Andrej Kostin, a capo di Vtb, la seconda banca russa. 

Le sanzioni prevedono il congelamento di ogni bene riconducibile agli individui o alle compagnie sanzionate sotto la giurisdizione statunitense e vieta ai cittadini americani di intrattenere affari con loro. Sono il frutto del cosiddetto Caatsa, Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act, la legge approvata dal Congresso lo scorso anno e firmata da Trump nonostante varie obiezioni.