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Ungheria, Agnes Heller: "Cittadini stanchi di Orbán, corruzione e totalitarismo"

La filosofa parla delle elezioni, "le più importanti da 24 anni", mai così incerte
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"Gli ungheresi sono stanchi di Orbán, di corruzione e onnipresenza totalitaria, ma può vincere indebolito e divenire più duro contro tutti". Ce lo dice Agnes Heller.

Orbán ce la farà?
"Sono le elezioni piú importanti da 24 anni. Mai prima tanta incertezza. La gente è stanca di Orbán, non sa piú lanciare messaggi oltre slogan nazionalisti o antimigranti. È diventato noioso. Il problema non è la sua debolezza bensì l'opposizione: potrebbe vincere solo con un candidato unico in ogni circoscrizione".
        
È immaginabile una grande coalizione anti-Orbán o no?

"Dipende chi vincerà. Se l'opposizione vince sarà costretta a trovarsi il miglior candidato. È improbabile ma non impossibile che vinca. Allora occorrerebbe una coalizione temporanea tra i socialisti e Jobbik. Avrebbero potuto pensarci prima…
"Gli ungheresi sono stanchi di Orbán, di corruzione e onnipresenza totalitaria, ma può vincere indebolito e divenire più duro contro tutti". Ce lo dice Agnes Heller.

Orbán ce la farà?
"Sono le elezioni piú importanti da 24 anni. Mai prima tanta incertezza. La gente è stanca di Orbán, non sa piú lanciare messaggi oltre slogan nazionalisti o antimigranti. È diventato noioso. Il problema non è la sua debolezza bensì l'opposizione: potrebbe vincere solo con un candidato unico in ogni circoscrizione".
        
È immaginabile una grande coalizione anti-Orbán o no?

"Dipende chi vincerà. Se l'opposizione vince sarà costretta a trovarsi il miglior candidato. È improbabile ma non impossibile che vinca. Allora occorrerebbe una coalizione temporanea tra i socialisti e Jobbik. Avrebbero potuto pensarci prima".
        
Negli ultimi tempi Jobbik è cambiato?
"Jobbik non è piú razzista - si è spostato al Centro mentre Orbán si spostava a destra contro migranti e Ue - e contende elettori al premier. Sono un centrodestra normale, non piú contro ebrei, rom, sindacati. Dimentichiamo il passato, guardiamo avanti. A intese tra Jobbik e Ps su valori comuni".     

Inimmaginabile ieri, cos'è successo?
"Il particolare tipo di corruzione: Orbán ha creato un sistema in cui non i politici dipendono dai ricchi bensí ricchi e oligarchi dipendono dai favori dei politici. Secondo gli economisti dal 20 al 30 per cento degli aiuti Ue è finita in tasca alla Fidesz, con ovvie conseguenze per il rating agli occhi degli investitori. Soldi sprecati per gli investimenti: troppi stadi di calcio di cui Orbàn è fan, anziché infrastrutture utili. Corruzione patologica. Con ospedali e scuole in condizioni pessime. E anche Jobbik protesta contro il testo di Storia unico obbligatorio a scuola, non esisteva neanche sotto Kádár tale riscrittura totale della Storia. Poi Orbán ha minacciato tutte le opposizioni diffamandole nome per nopme come agenti della cospirazione mondiale di Soros. Un pirata guida una tirannide".
        
Se Orbán non vince che significa per Viségrad e la Ue?
"Dipende se le opposizioni sapranno prevenire contromosse anche violente di Orbán. Oggi tutti sono pro-Ue a parte la Fidesz di Orbán".
        
Viségrad perderebbe il leader della linea sovranista?
"Sarebbe nell'interesse dell'Europa intera non solo di Viségrad. Ma Orbán può vincere con ogni stratagemma e volersi vendicare contro tutta l'opposizione, un Orbán vincitore indebolito sarebbe pericoloso per tutta l'Europa".