Esteri

Canada, scambio di identità tra una vittima e un sopravvissuto della giovane squadra di hockey

Xavier Labelle e Parker Tobin 
Il portiere dei Broncos di Humboldt, Parker Tobin, dato inizialmente per ferito, è invece deceduto nell'incidente stradale in cui sono morti 15 giovani hockeisti. Scambiato per Xavier Labelle, che invece è ferito ma vivo. Il portavoce del ministero della Giustizia della provincia di Saskatchewan: "Porgo le mie scuse più sincere e le mie condoglianze, in particolare alla famiglia Tobin"
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"Non riesco a immaginarmi al posto loro. Non posso fare altro che porgere le mie scuse più sincere e le mie condoglianze, in particolare alla famiglia Tobin". Più che imbarazzato, Drew Wilby, portavoce del ministero della Giustizia della provincia canadese di Saskatchewan, è affranto. Ha appena reso noto lo scambio d'identità riguardante due dei giovanissimi giocatori di hockey coinvolti nello schianto che venerdì scorso è costato la vita a 15 membri della squadra junior dei Broncos di Humbodt.

Il portiere Parker Tobin, 18 anni, fino a qualche ora fa non figurava nel triste elenco delle vittime, ma in quello dei 14 feriti. Malconcio ma vivo, era stata la consolazione dei suoi familiari, che si erano considerati privilegiati dal destino di fronte al dramma collettivo che aveva investito non solo i cari degli scomparsi ma l'intero Canada. Un grande Paese in lacrime alla cui in testa, anche nel cordoglio, si era posto ancora una volta il premier Justin Trudeau. 

I giovani tifosi dei Broncos di Humboldt durante la veglia funebre alla "Elgar Petersen Arena", l'impianto casalingo della squadra di hockey (reuters)

Oggi la scoperta dell'errore commesso dall'ufficio del coroner: il ragazzo ferito non è Parker Tobin, ma un altro 18enne. Il suo nome è Xavier Labelle, dato per morto fino a quando, nella serata di domenica, il dubbio di un clamoroso errore è diventato certezza. Oltre a essere coetanei, Parker e Xavier avevano la stessa corporatura ed entrambi si erano tinti i capelli di biondo, il look con cui avevano deciso assieme ai compagni di presentarsi alle finali del campionato della Lega junior di hockey del Canada occidentale. A questi dettagli ha fatto riferimento il portavoce Wilby, senza fornire una spiegazione dell'accaduto ma provando disperatamente a suggerirne una plausibile.

Wilby non ha spiegato nemmeno come i titolari dell'inchiesta sull'incidente che ha coinvolto il pullman dei Broncos e un tir siano arrivati a rendersi conto dello scambio di identità. Si è limitato a indicare "nuove informazioni arrivate domenica sera" all'attenzione degli inquirenti. "Molti di quei ragazzi si somigliavano" ha aggiunto infine, con parole che suonano come una implicita richiesta di comprensione e di perdono rivolta a chi è passato dalla gioia alla disperazione, ma anche a chi per almeno tre giorni ha considerato perduto per sempre il proprio ragazzo.

Le famiglie erano state ovviamente avvertite prima della pubblica ammissione di Wilby. L'inchiesta sull'incidente deve comunque andare avanti e la Gendarmeria reale canadese, la polizia federale, fa sapere che sarà "molto complessa" e "ci vorrà molto tempo" per accertarne la dinamica. Resta al momento inspiegabile la collisione tra il pullman della squadra e il camion, avvenuta intorno alle 17 ora locale in una remota zona di Saskatchewan. I Broncos di Humbodt, un team composto di giovani di età compresa tra i 16 e i 21 anni, viaggiavano verso nord ed erano a 200 chilometri dalla loro destinazione: una partita della fase finale del torneo. Gli avversari hanno atteso invano, poi hanno pianto, come tutto il mondo dell'hockey: nello scontro con l'automezzo, il pullman si era letteralmente polverizzato.