Siria, Trump muove le navi: Usa e Russia vicine allo scontro
Federico Rampini , dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINIDopo l'attacco chimico a Douma, annullato viaggio in Perù. Cremlino minaccioso, stop all'Onu
NEW YORK. Il rischio di uno scontro militare diretto fra America e Russia non era mai stato così vicino. Donald Trump cancella la sua partecipazione al vertice delle Americhe (in Perù) ed è la prima volta nella storia che un presidente degli Stati Uniti diserta quell'appuntamento istituzionale. "Resta a Washington per guidare la risposta in Siria e seguire gli sviluppi", spiega la Casa Bianca.
Trump - la cui attenzione è anche molto presa dagli scandali interni - passa la giornata tra le telefonate agli alleati Emmanuel Macron e Theresa May, un incontro con l'emiro del Qatar, le consultazioni con i suoi militari e il nuovo consigliere strategico John Bolton. La pressione della Francia è molto intensa per un intervento punitivo contro Bashar al-Assad, dopo la strage di almeno 60 vittime del gas Sarin nella città di Douma roccaforte dei ribelli. Trump si era già sbilanciato molto domenica e lunedì, annunciando ch…
Trump - la cui attenzione è anche molto presa dagli scandali interni - passa la giornata tra le telefonate agli alleati Emmanuel Macron e Theresa May, un incontro con l'emiro del Qatar, le consultazioni con i suoi militari e il nuovo consigliere strategico John Bolton. La pressione della Francia è molto intensa per un intervento punitivo contro Bashar al-Assad, dopo la strage di almeno 60 vittime del gas Sarin nella città di Douma roccaforte dei ribelli. Trump si era già sbilanciato molto domenica e lunedì, annunciando ch…
NEW YORK. Il rischio di uno scontro militare diretto fra America e Russia non era mai stato così vicino. Donald Trump cancella la sua partecipazione al vertice delle Americhe (in Perù) ed è la prima volta nella storia che un presidente degli Stati Uniti diserta quell'appuntamento istituzionale. "Resta a Washington per guidare la risposta in Siria e seguire gli sviluppi", spiega la Casa Bianca.
Trump - la cui attenzione è anche molto presa dagli scandali interni - passa la giornata tra le telefonate agli alleati Emmanuel Macron e Theresa May, un incontro con l'emiro del Qatar, le consultazioni con i suoi militari e il nuovo consigliere strategico John Bolton. La pressione della Francia è molto intensa per un intervento punitivo contro Bashar al-Assad, dopo la strage di almeno 60 vittime del gas Sarin nella città di Douma roccaforte dei ribelli. Trump si era già sbilanciato molto domenica e lunedì, annunciando che Assad pagherà un prezzo. Ma tutto si complica rispetto a un anno fa, quando un altro attacco al Sarin venne sanzionato da una pioggia di missili americani (59 Tomahawk) su una base siriana. Da allora la presenza militare russa si è fatta ancora più forte nell'area, Vladimir Putin non sembra intenzionato ad assistere da spettatore: Mosca mette in guardia che le sue forze risponderanno in caso di attacco. Lo stesso monito arriva da Teheran, anche se la partita che gioca l'Iran è più focalizzata su Israele.
Per Trump è problematico fare marcia indietro, dopo che lui stesso ha tracciato una sua "linea rossa": ricorda quella che il suo predecessore Barack Obama non riuscì a far rispettare nel 2013 dopo un attacco chimico di Assad. Quella "linea rossa" di Obama divenne l'emblema di una politica americana confusa e contraddittoria in Medio Oriente, una prova di debolezza. Dopo di allora effettivamente l'influenza russa in quell'area continuò a rafforzarsi, riportando indietro l'orologio ai tempi della Guerra fredda, a quegli anni Settanta in cui l'Urss aveva annesso la Siria alla propria sfera d'influenza facendone un protettorato militare.
Trump - la cui attenzione è anche molto presa dagli scandali interni - passa la giornata tra le telefonate agli alleati Emmanuel Macron e Theresa May, un incontro con l'emiro del Qatar, le consultazioni con i suoi militari e il nuovo consigliere strategico John Bolton. La pressione della Francia è molto intensa per un intervento punitivo contro Bashar al-Assad, dopo la strage di almeno 60 vittime del gas Sarin nella città di Douma roccaforte dei ribelli. Trump si era già sbilanciato molto domenica e lunedì, annunciando che Assad pagherà un prezzo. Ma tutto si complica rispetto a un anno fa, quando un altro attacco al Sarin venne sanzionato da una pioggia di missili americani (59 Tomahawk) su una base siriana. Da allora la presenza militare russa si è fatta ancora più forte nell'area, Vladimir Putin non sembra intenzionato ad assistere da spettatore: Mosca mette in guardia che le sue forze risponderanno in caso di attacco. Lo stesso monito arriva da Teheran, anche se la partita che gioca l'Iran è più focalizzata su Israele.
Il nuovo scenario
È comunque uno scenario diverso rispetto all'anno scorso, la possibilità per Trump di cavarsela con un'azione dimostrativa senza danni collaterali si è ristretta. Le speranze di un suo idillio con Putin si sono ripetutamente incagliate sugli scogli del Russiagate o sulle sanzioni per l'avvelenamento di un ex agente russo in Inghilterra. Ora Putin sembra intenzionato a giocare sempre più duro: non si spiega altrimenti perché lui avalli nuovamente l'uso del gas nervino Sarin, in aperta violazione delle leggi internazionali ma anche degli impegni che lui stesso si era preso come garante del disarmo chimico di Assad. La Russia usa il suo peso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per bloccare anche una proposta di commissione d'indagine sull'ultima strage chimica di Assad. Degli esperti internazionali che vigilano sulle armi chimiche cercheranno comunque di raggiungere Douma per reperire prove, ma è impossibile prevedere se e quando ci riusciranno.Il conto alla rovescia
L'intelligence americana, inglese e francese non può aspettare il verdetto di quegli esperti per dare indicazioni ai leader sull'effettiva violazione delle leggi. Il conto alla rovescia è ormai arrivato alle 48 ore di ultimatum che diede Trump lunedì. La nave lanciamissili USS Cook è ormai a portata di tiro della costa siriana, con il suo carico di Tomahawk aspetta soltanto l'ordine dal Pentagono. Verso il Mediterraneo è salpata anche una flotta da Norfolk, guidata dalla portaerei USS Harry Truman.Per Trump è problematico fare marcia indietro, dopo che lui stesso ha tracciato una sua "linea rossa": ricorda quella che il suo predecessore Barack Obama non riuscì a far rispettare nel 2013 dopo un attacco chimico di Assad. Quella "linea rossa" di Obama divenne l'emblema di una politica americana confusa e contraddittoria in Medio Oriente, una prova di debolezza. Dopo di allora effettivamente l'influenza russa in quell'area continuò a rafforzarsi, riportando indietro l'orologio ai tempi della Guerra fredda, a quegli anni Settanta in cui l'Urss aveva annesso la Siria alla propria sfera d'influenza facendone un protettorato militare.