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Le scelte della Tunisia e il coraggio di un paese fragile

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Bisogna tenere d'occhio quello che succede in Tunisia. Il piccolo Paese, minacciato dal terrorismo e dalla regressione dei salafiti, va avanti e segue il percorso di una rivoluzione a piccole dosi. Innanzitutto c'è il codice di famiglia, il più progressista di tutto il mondo arabo. Grazie a quanto aveva fatto il vecchio presidente Bourguiba, grazie alla modernità che aveva avviato in uno spirito laico e rispettoso dei diritti delle donne, la Tunisia di oggi, nonostante ferite e incertezze, osa affrontare i tabù. Oltre al codice di famiglia, che autorizza le donne a sposare uomini non musulmani, dopo la rivoluzione del 2011 è stata inserita nella Costituzione la libertà di coscienza. La libertà di coscienza è la libertà per il cittadino di credere o non credere, di praticare una religione o ignorarla, di essere responsabile delle proprie azioni e vivere secondo i propri principi e valori. È l'unica Costit…
Bisogna tenere d'occhio quello che succede in Tunisia. Il piccolo Paese, minacciato dal terrorismo e dalla regressione dei salafiti, va avanti e segue il percorso di una rivoluzione a piccole dosi. Innanzitutto c'è il codice di famiglia, il più progressista di tutto il mondo arabo. Grazie a quanto aveva fatto il vecchio presidente Bourguiba, grazie alla modernità che aveva avviato in uno spirito laico e rispettoso dei diritti delle donne, la Tunisia di oggi, nonostante ferite e incertezze, osa affrontare i tabù. Oltre al codice di famiglia, che autorizza le donne a sposare uomini non musulmani, dopo la rivoluzione del 2011 è stata inserita nella Costituzione la libertà di coscienza. La libertà di coscienza è la libertà per il cittadino di credere o non credere, di praticare una religione o ignorarla, di essere responsabile delle proprie azioni e vivere secondo i propri principi e valori. È l'unica Costituzione nel mondo arabo che sia riuscita a introdurre questa libertà individuale.

L'individuo è riconosciuto come entità unica. Sembra poca cosa, ma è decisiva. Finché non avrà compiuto questo passo e riconosciuto l'individuo, la persona, il mondo arabo rimarrà impantanato in una nebulosa regressione. Una cosa bizzarra del mondo arabo è che adotta con facilità i progressi tecnici più sofisticati e frena i progressi sociali e culturali. Un atteggiamento che accresce il ritardo in tutti i campi. La Tunisia è decisa ad applicare l'uguaglianza tra uomo e donna nel diritto ereditario. Una commissione sta lavorando per trovare le parole giuste. È un passo immenso che il presidente Essebsi, già ministro di Bourguiba, è determinato a fare. Oserà toccare il testo sacro. Ma il testo sacro non impedisce una nuova interpretazione collegata a un adattamento alla vita moderna. Deve applicare lo spirito e non la lettera. Dal punto di vista religioso non c'è alcun male ad adattarsi, a vivere l'islam non più come nel VII secolo ma come è cresciuto attraverso le epoche e le civiltà. Già nel 1974 Bourguiba dichiarò: "Dobbiamo far evolvere la sharia insieme alla società". Ma per molti musulmani la sharia è un dogma intoccabile.

È una rigidità che fa male all'islam. La decisione di istituire l'eguaglianza in materia ereditaria è rivoluzionaria. Non sarà seguita da altri Paesi arabi e musulmani. Niente effetto domino. Ma è una scelta che dovrà essere rispettata e bisognerà vegliare che nessuno spezzi la piccola rivoluzione silenziosa di un piccolo Paese dove l'educazione è stata una priorità. Nel 1958 Bourguiba osò bere un succo d'arancia in tv in pieno digiuno di ramadan, chiamando la popolazione a concentrarsi sulla lotta contro il sottosviluppo. Per decenni i tunisini sono stati liberi di osservare o non osservare il digiuno. Era un caso unico nel mondo arabo-musulmano. Questa libertà è stata interrotta durante il regime di Ben Ali, che non lasciava libertà ai laici.

La Tunisia è stata colpita duramente dal terrorismo, con effetti disastrosi sul turismo e danni all'economia. È tuttora minacciata dai salafiti. Ha un esercito modesto e modeste forze di polizia. In questo Paese fragile si prendono decisioni coraggiose e rivoluzionarie a dispetto delle condizioni difficili in cui vivono i tunisini.

(Traduzione di Elda Volterrani)