BERLINO - "Oggi portiamo la kippah”: perché è “il simbolo di Berlino, così come la vogliamo noi”. Parola del sindaco, Michael Mueller, che è apparso davanti a una sede della comunità ebraica per partecipare, insieme a circa 2.500 concittadini, all’iniziativa “Berlino porta la kippah”.
Da un lato, una risposta agli orrendi episodi registrati mercoledì, sempre nella capitale. Durante un corteo contro l’antisemitismo, i manifestanti erano stati colpiti da sputi, insulti, apostrofati come “terroristi”, una bandiera israeliana era stata strappata con violenza dalle mani di un manifestante.
Dall’altro, sia Mueller, sia il ministro degli Esteri, Heiko Maas, che si è fatto fotografare con una kippah, hanno voluto reagire all’allarme lanciato dal Capo della comunità ebraica, Josef Schuster, che ha raccomandato agli uomini di non portare più il tradizionale copricapo, dopo che un ragazzo che lo indossava era stato aggredito nei giorni scorsi da un profugo siriano, sempre nel centro di Berlino.
Da un lato, una risposta agli orrendi episodi registrati mercoledì, sempre nella capitale. Durante un corteo contro l’antisemitismo, i manifestanti erano stati colpiti da sputi, insulti, apostrofati come “terroristi”, una bandiera israeliana era stata strappata con violenza dalle mani di un manifestante.
Dall’altro, sia Mueller, sia il ministro degli Esteri, Heiko Maas, che si è fatto fotografare con una kippah, hanno voluto reagire all’allarme lanciato dal Capo della comunità ebraica, Josef Schuster, che ha raccomandato agli uomini di non portare più il tradizionale copricapo, dopo che un ragazzo che lo indossava era stato aggredito nei giorni scorsi da un profugo siriano, sempre nel centro di Berlino.