L’inchiesta per frode al Nobel senza pace
Andrea Tarquini , di ANDREA TARQUINIOltre le molestie sessuali, anche un’indagine sulle finanze
Vacilla il mito dell’Accademia di Svezia, simbolo d’un modello globale, casualmente proprio a pochi mesi dalle elezioni politiche di settembre che annunciano un volo dei populisti euroscettici sovranisti e antimigranti. Nubi sporche su Stoccolma: non è bastato lo scandalo delle accuse di #MeToo, violenze abusi e molestie sessuali, né le dimissioni della segretaria generale Sara Danius. Ieri l’implacabile polizia tributaria del paese leader del Grande Nord, probabilmente assistita dalla Säpo (polizia segreta), ha ottenuto l’apertura di un’indagine della magistratura su gravi irregolarità finanziarie.
Crolla il prestigio di un’istituzione storica, e il rischio che quest’anno alcuni premi Nobel, a cominciare da quello per la letteratura, possano non essere conferiti per indegnità o incapacità di decidere del board accademico sotto tiro, è grave. L’inchiesta annunciata ieri dall’aut…
Crolla il prestigio di un’istituzione storica, e il rischio che quest’anno alcuni premi Nobel, a cominciare da quello per la letteratura, possano non essere conferiti per indegnità o incapacità di decidere del board accademico sotto tiro, è grave. L’inchiesta annunciata ieri dall’aut…
Vacilla il mito dell’Accademia di Svezia, simbolo d’un modello globale, casualmente proprio a pochi mesi dalle elezioni politiche di settembre che annunciano un volo dei populisti euroscettici sovranisti e antimigranti. Nubi sporche su Stoccolma: non è bastato lo scandalo delle accuse di #MeToo, violenze abusi e molestie sessuali, né le dimissioni della segretaria generale Sara Danius. Ieri l’implacabile polizia tributaria del paese leader del Grande Nord, probabilmente assistita dalla Säpo (polizia segreta), ha ottenuto l’apertura di un’indagine della magistratura su gravi irregolarità finanziarie.
Crolla il prestigio di un’istituzione storica, e il rischio che quest’anno alcuni premi Nobel, a cominciare da quello per la letteratura, possano non essere conferiti per indegnità o incapacità di decidere del board accademico sotto tiro, è grave. L’inchiesta annunciata ieri dall’autorità svedese per la lotta a corruzione e delinquenza in economia e finanza può essere il colpo finale per un’istituzione stimata in tutto il mondo. E un colpo grave ai brand Svezia e Scandinavia.
Sono stati i media di qualità, come Dagens Nyheter, a investigare per primi. Oggetto dell’indagine sono fondi versati, si sospetta in modo irregolare, alla Forum, istituzione che organizza esposizioni e altri eventi culturali, diretta dal francese Jean-Claude Arnault. Cioè dal marito dell’accademica Katarina Frostenson, accusato da #MeToo e dalla giustizia di aggressioni sessuali. Le sovvenzioni, dice la magistratura, sono sospette perché l’accademica Frostenson era proprietaria della metà di Forum, poi chiusa e sciolta all’ultimo momento.
Un rapporto di sessanta pagine è il pesante atto d’accusa che mette in forse il futuro del Premio Nobel. Come in un giallo di Stieg Larsson: dice che non ci sono ancora prove che qualcuno tra i 18 membri del board dell’Accademia si sia reso colpevole di molestie o violenze sessuali, ma che il board non ha reagito alle denunce pubbliche in merito, le prime risalenti al 1997, le successive venute da #MeToo e da altre fonti. E sebbene manchino indizi concreti che Arnault abbia influenzato le scelte sul Nobel della letteratura, si mormora che abbia fatto pressing sulle società di scommesse prima del conferimento nel 2008 a Jean-Marie Gustave Le Clézio.
Arnault, con cui l’Accademia ha rotto ogni rapporto, si proclama innocente. Pesano su di lui anche accuse di stupri e aggressioni sessuali denunciati da almeno 18 donne tra il 2013 e il 2015.
Re Carlo Gustavo ha reagito alle dimostrazioni di protesta della società civile che hanno più volte riempito la piazza del palazzo dell’Accademia, in pieno centro di Stoccolma, annunciando di voler ristrutturare a fondo l’istituzione, per la prima volta nella sua storia. Irregolarità finanziarie e abusi sessuali, sono reati con cui la legge in Scandinavia è inflessibile, ma scoperti adesso, anni e anni dopo. Con l’Accademia di Svezia entra in crisi l’intero modello scandinavo di società solidale e competitiva, in un anno chiave per il Grande Nord e per il resto dell’Europa.
Crolla il prestigio di un’istituzione storica, e il rischio che quest’anno alcuni premi Nobel, a cominciare da quello per la letteratura, possano non essere conferiti per indegnità o incapacità di decidere del board accademico sotto tiro, è grave. L’inchiesta annunciata ieri dall’autorità svedese per la lotta a corruzione e delinquenza in economia e finanza può essere il colpo finale per un’istituzione stimata in tutto il mondo. E un colpo grave ai brand Svezia e Scandinavia.
Sono stati i media di qualità, come Dagens Nyheter, a investigare per primi. Oggetto dell’indagine sono fondi versati, si sospetta in modo irregolare, alla Forum, istituzione che organizza esposizioni e altri eventi culturali, diretta dal francese Jean-Claude Arnault. Cioè dal marito dell’accademica Katarina Frostenson, accusato da #MeToo e dalla giustizia di aggressioni sessuali. Le sovvenzioni, dice la magistratura, sono sospette perché l’accademica Frostenson era proprietaria della metà di Forum, poi chiusa e sciolta all’ultimo momento.
Un rapporto di sessanta pagine è il pesante atto d’accusa che mette in forse il futuro del Premio Nobel. Come in un giallo di Stieg Larsson: dice che non ci sono ancora prove che qualcuno tra i 18 membri del board dell’Accademia si sia reso colpevole di molestie o violenze sessuali, ma che il board non ha reagito alle denunce pubbliche in merito, le prime risalenti al 1997, le successive venute da #MeToo e da altre fonti. E sebbene manchino indizi concreti che Arnault abbia influenzato le scelte sul Nobel della letteratura, si mormora che abbia fatto pressing sulle società di scommesse prima del conferimento nel 2008 a Jean-Marie Gustave Le Clézio.
Arnault, con cui l’Accademia ha rotto ogni rapporto, si proclama innocente. Pesano su di lui anche accuse di stupri e aggressioni sessuali denunciati da almeno 18 donne tra il 2013 e il 2015.
Re Carlo Gustavo ha reagito alle dimostrazioni di protesta della società civile che hanno più volte riempito la piazza del palazzo dell’Accademia, in pieno centro di Stoccolma, annunciando di voler ristrutturare a fondo l’istituzione, per la prima volta nella sua storia. Irregolarità finanziarie e abusi sessuali, sono reati con cui la legge in Scandinavia è inflessibile, ma scoperti adesso, anni e anni dopo. Con l’Accademia di Svezia entra in crisi l’intero modello scandinavo di società solidale e competitiva, in un anno chiave per il Grande Nord e per il resto dell’Europa.