India, sedicenne stuprata da branco e bruciata viva davanti ai genitori
di RAIMONDO BULTRINI
È accaduto nel distretto di Chatra, dove quattro giovani hanno sequestrato la ragazza vicino alla sua casa e poi l'hanno violentata. Condannati dal consiglio del villaggio si sono vendicati uccidendola
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BANGKOK - Aveva 16 anni l’ultima vittima della nuova e sempre più crudele ondata di stupri che sembra sfidare l’indignazione dell’India e le nuove leggi che puniscono con la morte chi violenta e uccide una minorenne.
Il copione è simile a tanti altri episodi recenti avvenuti soprattutto nel nord del Paese. Stavolta è successo in Jharkhand, uno degli Stati più poveri dove la ragazza viveva con la famiglia in un villaggio del distretto di Chatra. Rimasta sola mentre i genitori partecipavano a un matrimonio è stata prelevata a casa da quattro giovani ubriachi che l’hanno trascinata in un luogo deserto e costretta a subire i loro assalti. Quando al mattino l’hanno riportata indietro i familiari sconvolti sono andati a denunciare i colpevoli al locale Panchayat, il consiglio locale che nelle aree rurali sostituisce spesso polizia e magistratura comminando sentenze ben lontane dal corrispondere alle leggi dello Stato.
India, in piazza per la pena di morte: "Basta stupri"
Il primo ministro Narendra Modi ha presieduto la riunione dell'esecutivo nel quale è stato varato un emendamento alla legge sulla protezione dei minori dai reati sessuali (Protection of Children from Sexual Offence Act), che prescrive la pena capitale per i condannati per violenza sessuale su bambini di età inferiore ai 12 anni. L'India è rimasta turbata dalla notizia dello stupro di gruppo nei confronti di una bambina di 8 anni, avvenuto a gennaio a Kathua, nel Kashmir indiano. Solamente nell'ultima settimana, le cronache parlano di altri quattro stupri e omicidi ai danni di bambine minorenni. LEGGI L'ARTICOLO
I giovani sono stati infatti condannati a pagare 50mila rupie – 187 euro - come compensazione e a esibirsi davanti a tutti in 100 esercizi di flessioni. Furiosi per l’”umiliazione” i quattro non hanno atteso troppo per vendicarsi tornando nella casa del minuscolo villaggio di Rajakendua a picchiare brutalmente i genitori che li avevano denunciati, mentre alla loro vittima hanno riservato la sorte più atroce, arsa viva probabilmente con del kerosene.
Solo a questo punto il caso è stato sottoposto alla stazione di polizia di Itkhori che ha identificato i responsabili ma non è riuscita ancora a trovarne traccia. Appena pochi giorni prima in un distretto dello stesso Stato di nome Palamau un altro Panchyat aveva condannato lo zio di una 16enne violentata a pagare 15.000 rupie per evitare la giustizia penale.
Nonostante la rabbia e le legislazioni sempre più dure dopo il caso della studentessa uccisa a bordo di un bus di Delhi nel 2012, nei 4 anni successivi i casi di stupro sono aumentati del 60 per cento, 4 su 10 contro minorenni.