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California, la corsa del Pil: ora supera la Gran Bretagna

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Con 2.700 miliardi di dollari lo Stato è la quinta potenza economica al mondo. Dalla Silicon Valley alla tv, tutto cresce
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Quando lo scrittore spagnolo Garci Rodríguez de Montalvo inventò (era il lontano 1510) la mitica "isola di California", non avrebbe mai potuto immaginare che mezzo millennio più tardi quel nome sarebbe diventato sinonimo della quinta potenza economica del pianeta Terra. La notizia arriva di venerdì sera, il Golden State con il suo prodotto interno lordo di oltre 2.700 miliardi di dollari ha superato il Regno Unito dimostrando anche con la freddezza dei numeri la straordinaria importanza (e potenza) della West Coast nel mondo del nuovo millennio.

Una storia che arriva da lontano. Da quella "corsa all'oro" che a metà dell'Ottocento cambiò il volto di una terra che aveva visto i primi insediamenti umani oltre centomila anni fa, che aveva conosciuto il dominio coloniale spagnolo e che era parte del "Grande Messico" fino all'indipendenza e all'adesione agli Stati Uniti. Una storia di violenze e di cora…
Quando lo scrittore spagnolo Garci Rodríguez de Montalvo inventò (era il lontano 1510) la mitica "isola di California", non avrebbe mai potuto immaginare che mezzo millennio più tardi quel nome sarebbe diventato sinonimo della quinta potenza economica del pianeta Terra. La notizia arriva di venerdì sera, il Golden State con il suo prodotto interno lordo di oltre 2.700 miliardi di dollari ha superato il Regno Unito dimostrando anche con la freddezza dei numeri la straordinaria importanza (e potenza) della West Coast nel mondo del nuovo millennio.

Una storia che arriva da lontano. Da quella "corsa all'oro" che a metà dell'Ottocento cambiò il volto di una terra che aveva visto i primi insediamenti umani oltre centomila anni fa, che aveva conosciuto il dominio coloniale spagnolo e che era parte del "Grande Messico" fino all'indipendenza e all'adesione agli Stati Uniti. Una storia di violenze e di coraggio, di grandi visioni, notevole intuito e un fiuto particolare per lo sviluppo di ogni genere.

Il più grande degli States, il più popoloso e il più ricco, oggi culla delle nuove tecnologie e cuore del mondo digitale. Ma solo ieri (anche se è passato quasi un secolo) fucina di una delle più grandi trasformazioni culturali di sempre (Hollywood e il mondo del cinema) e poi della controcultura, del mondo degli hippies, della musica, della vita on the road . Fino ad arrivare alla New Economy all'alba del nuovo millennio e all'esplosione dei giganti della Silicon Valley. Uno Stato unico nel suo genere, con la sua divisione (e rivalità) tra il nord che ruota attorno a San Francisco (e alla Silicon Valley) e il sud di Los Angeles e del mondo di Hollywood. Con le sue diversità di clima e di geografia e la sua forte connotazione politica democratica. È dalla California, da sempre in prima linea nelle battaglie per l'ambiente e l'immigrazione, che arrivano oggi le sfide principali (sulle questioni interne agli Usa) alla Casa Bianca di Donald Trump. Non è la prima volta che la California raggiunge questa posizione.

Al quinto posto delle economie mondiali si era già insediata nel 2002, sull'onda travolgente della New Economy ma da allora - con l'imporsi delle nuove potenze asiatiche (Cina in primis), della grande crisi del 2008 e della recessione - era via via scivolata negli anni fino al decimo posto del 2012. Poi la grande ripartenza degli ultimi anni, ancora una volta sotto la guida dei "giganti" digitali e delle migliaia di nuove startup. Con la creazione di due milioni di nuovi posti di lavoro (pari al 16 per cento di quelli degli interi Stati Uniti), un aumento record del Pil (più 700 miliardi) e della percentuale rispetto all'intera economia Usa (passata dal 12,8 per cento al 14,2).

Secondo i dati federali resi noti venerdì sera, tra il 2016 e il 2017 il Pil californiano è aumentato di 127 miliardi di dollari. A fare da traino non solo la Silicon Valley, perché con il segno positivo sono stati tutti i settori dell'economia del Golden State, fatta eccezione per l'agricoltura, che nonostante la fiorente attività della Central Valley (considerata la "insalatiera" di tutti gli Usa) è stata fortemente penalizzata da situazione climatiche come la lunga siccità. Il boom delle startup - alcune fortemente innovative anche rispetto ai parametri della Silicon Valley - e il successo dell'industria cinematografica, televisiva e dello streaming hanno aiutato come sempre la crescita, ma altri settori, come quello finanziario ed immobiliare, hanno avuto aumenti record di 26 miliardi. Ed anche l'industria dell'informazione (che comprende molte aziende tecnologiche) ha avuto un aumento che sfiora i venti miliardi di dollari.