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Libano, alle urne dopo 9 anni: ingenti misure di sicurezza e code ai seggi dall'alba

(ap)
Postazioni aperte dalle 7 alle 19, alle urne circa 3,7 milioni di elettori. Schierati per garantire l'ordine 20 mila poliziotti e soldati. Due novità: ministero dell'Interno sarà l'unico responsabile dello spoglio, prima affidato ai partiti, e voto anche dei libanesi all'estero. I risultati domani
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BEIRUT - Dopo quasi un decennio il Libano torna a votare. Oggi sono attesi alle urne circa 3,7 milioni di elettori. Dopo nove anni senza elezioni politiche i seggi sono stati aperti questa mattina alle 7 con code di fronte ai 1.800 seggi in tutto il Paese fin dalle prime ore del mattino, chiuderanno alle 19 ora locale di oggi. I risultati sono attesi domani.

Massime le condizioni di sicurezza con 20 mila poliziotti e soldati schierati per garantire il voto. La misura è stata disposta dal ministero dell'Interno, in un paese colpito negli ultimi anni da diversi attacchi mortali e attentati. Il Parlamento (128 deputati) dovrebbe essere dominato dai partiti tradizionali, tra i quali il potente sciita Hezbollah, alleato con Siria e Iran.

"Votate liberi, senza influenze esterne"  ha detto il presidente del Libano Michel Aoun dopo aver votato in un seggio di Haret Hreik, "è un vostro diritto sacro a cui non dovreste rinunciare".
Il Paese deve rinn…
BEIRUT - Dopo quasi un decennio il Libano torna a votare. Oggi sono attesi alle urne circa 3,7 milioni di elettori. Dopo nove anni senza elezioni politiche i seggi sono stati aperti questa mattina alle 7 con code di fronte ai 1.800 seggi in tutto il Paese fin dalle prime ore del mattino, chiuderanno alle 19 ora locale di oggi. I risultati sono attesi domani.

Massime le condizioni di sicurezza con 20 mila poliziotti e soldati schierati per garantire il voto. La misura è stata disposta dal ministero dell'Interno, in un paese colpito negli ultimi anni da diversi attacchi mortali e attentati. Il Parlamento (128 deputati) dovrebbe essere dominato dai partiti tradizionali, tra i quali il potente sciita Hezbollah, alleato con Siria e Iran.

"Votate liberi, senza influenze esterne"  ha detto il presidente del Libano Michel Aoun dopo aver votato in un seggio di Haret Hreik, "è un vostro diritto sacro a cui non dovreste rinunciare".
Il Paese deve rinnovare i 128 seggi del Parlamento. Si vota con una legge proporzionale, che si inserisce nel particolare contesto multi confessionale libanese, dove un numero prestabilito di parlamentari seggi viene assegnato ad ogni comunità. L'attuale ripartizione prevede 64 seggi alla comunità cristiana (34 ai cristiano maroniti, 14 ai greco-ortodossi, 8 ai melchiti, 5 agli armeno ortodossi, uno a testa per le restanti minoranze cristiane) e 64 seggi alla comunità musulmana (27 ai sunniti, 27 agli sciiti, 8 ai drusi e 2 agli alawiti).

Sono in totale 583 i candidati, suddivisi in 77 liste, nei 15 diversi distretti elettorali del Paese. Molte le donne rispetto a nove anni fa, anche se ancora poche rispetto alla popolazione effettiva: sono 83 a fronte delle 12 che si candidarono l'ultima volta.

Le elezioni si caratterizzano per due novità assolute: il ministero dell'Interno sarà l'unico responsabile dello spoglio, che in precedenza era affidato a rappresentanti dei partiti, e potranno votare anche i libanesi all'estero.

Il partito sciita filo iraniano Hezbollah, che ha presentato liste congiunte con l'altro movimento sciita Amal, potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla nuova legge elettorale, perché in un Parlamento frammentato si troverebbe senza veri oppositori. Il partito Futuro del premier Saad Hariri ed il Free Patriotic Movement del presidente Michel Aoun si presentano insieme in quattro distretti, ma sono rivali in altri quattro. Il Fpm si presenta con Hezbollah e Amal nel distretto di Baabda, mentre compete contro di loro a Nabatiyeh.