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Parigi, identificato l'attentatore: nato in Cecenia, era schedato per radicalizzazione

L'assalto con il coltello nel 2° arrondissement di Parigi. Si chiamava Khamzat Azimov e aveva 21 anni. Padre e madre interrogati in questura a Parigi. Fermato anche un suo amico a Strasburgo
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PARIGI - Era schedato dall'intelligence nell'elenco dei profili da sorvegliare. L'uomo che ieri sera ha assalito con un coltello cinque persone nel centro di Parigi, uccidendo un ragazzo di 29 anni, non aveva precedenti penali ma era nel mirino dei servizi segreti come sospetto islamista. Si chiamava Khamzat Azimov. Nato nel 1997 in Cecenia, l'assalitore aveva 21 anni e aveva ottenuto la cittadinanza francese. I suoi genitori, residenti a Parigi, sono in stato di fermo.

Erano le 20.47 di sabato sera quando l'attentatore è arrivato in rue Monsigny, strada di ristoranti e locali affollati a due passi dalla piazza dell'Opéra, e ha cominziato ad aggredire con un coltello all'impazzata i passanti. I testimoni raccontano scene di panico, con l'assalitore che colpiva a caso, inseguendo alcune persone che scappavano urlando e chiedendo aiuto. Quando la polizia è arrivata sul posto, l'uomo ha tentato di lanciarsi contro gli agenti con il suo coltello prima di essere abbattuto.

Secondo il procuratore anti-terrorismo François Molins l'assalitore ha gridato “Allah Akbar”. L'agenzia dell'Is ha pubblicato nella notte un comunicato in cui rivendica l'attentato a Parigi definendo l'assalitore come un “soldato” dell'organizzazione islamica. Le modalità dell'assalto ricordano quelle di altri attacchi compiuti da jihadisti, l'ultimo era avvenuto nell'ottobre scorso alla stazione Saint-Charles di Marsiglia, con l'uccisione di due ragazze. Altre volte, come nell'attentato nel centro commerciale del Louvre nel febbraio 2017, l'obiettivo degli attentatori erano uomini in divisa.

"La Francia ancora una volta paga un prezzo di sangue, ma non cederà di un millimetro ai nemici della libertà" ha commentato il presidente francese, Emmanuel Macron. Nella capitale torna la paura, in una stagione di attentati cominciata ormai più di tre anni fa, con l'attacco alla redazione di Charlie Hebdo, e poi le stragi del Bataclan e davanti ai café.

Il premier Edouard Philippe è arrivato ieri sul luogo dell'attentato e lodato la rapidità di intervento delle forze dell'ordine. Secondo il capo del governo, sono passati meno di nove minuti tra l'allarme e l'arrivo degli agenti che hanno ucciso l'assalitore. Ma la polemica rischia di concentrarsi sulla sorveglianza dell'attentatore ventenne che non aveva precedenti penali ma era - come molti altri attentatori - nel mirino dei servizi anti-terrorismo senza che sia stato possibile fermarlo.

Parigi, attacco col coltello in pieno centro: la fuga dei passanti

• COS'È LA 'FICHE S'
L'uomo era schedato con la 'Fiche S', la schedatura di quelle persone che sono considerate potenziali terroristi, sospetti da tenere sotto controllo senza però ipotesi di reato. S sta per minaccia alla Sicurezza nazionale e non è nato per i terroristi, anche se agli onori delle cronache è salito negli ultimi anni per questo motivo. 

La schedatura francese è antica: risale al 1969 e comprende 400mila nomi, tra pregiudicati, persone sotto inchiesta o da monitorare. Ogni categoria è contraddistinta da una lettera: se ne contano ben 21. Sotto la S finiscono i soggetti genericamente "pericolosi per la sicurezza" con una serie di sottocategorie, da S1 a S16. Ci sono hooligans violenti, antagonisti anarchici, estremisti di destra e sinistra, ambientalisti. E infine i musulmani radicalizzati.

Sono tra 10 e 20mila gli islamisti radicali che ricadono in questa classificazione, anche se non c'è un numero esatto, ma è un meccanismo di prevenzione che continua a non funzionare. Molti degli attentatori che hanno colpito la Francia erano stati classificati in questo modo. C'erano i due ragazzi che hanno assaltato una chiesa sgozzando il parroco a Rouen. C'erano i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly, protagonisti dell'attacco a Charlie Hebdo. C'era Ayoub El Khazzani, l'attentatore del treno Thalys. E Mehdi Memmouche, primo a seminare morte a Bruxelles nel 2014. E Mohamed Merah, che per otto giorni nel 2012 ha terrorizzato Tolosa.

• STRASBURGO, FERMATO UN AMICO DELL'ATTENTATORE
Intanto continuano le indagini della polizia francese per far luce sulla rete di contatti di Azimov. Stamattina è stato arrestato a Strasburgo un amico del 21enne ceceno: anche lui, come Azimov, è del 1997. Gli agenti lo stanno interrogando in queste ore.