Nicaragua, Ortega accetta commissione inchiesta interamericana per ottenere mediazione della Chiesa
Daniele Mastrogiacomo, di DANIELE MASTROGIACOMODopo le proteste degli ultimi giorni, gli scontri e il rifiuto dell'esercito di reprimere nel sangue le manifestazioni, Daniel Ortega si piega alle proteste e accetta l’arrivo di una Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Si era opposto due volte: il 26 aprile e il 10 maggio scorsi.
Daniel Ortega si piega alle proteste e accetta l’arrivo di una Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Si era opposto due volte: il 26 aprile e il 10 maggio scorsi. Aveva respinto la richiesta del segretario esecutivo della CIDH, Pablo Abrao, sostenendo che c’era già una Commissione governativa che avrebbe indagato sui 20 morti, adesso diventati 53, e sulla grave crisi che attraversa il paese.
L’opposizione era insorta, diceva che era controllata dall’esecutivo, che ne facevano parte cinque membri legati al regime. Adesso è diverso: accettare l’arrivo di osservatori stranieri era la condizione posta dalla Chiesa per mediare nella crisi. Ieri scadeva il termine stabilito. Ma era solo uno dei quattro punti richiesti. E questo non soddisfa la Conferenza episcopale che parla di “inizio dei dialoghi non nelle migliori condizioni”. Per mercoledì la Chiesa ha chiesto un incontro ufficiale.Ribadirà le altre tre richi…
L’opposizione era insorta, diceva che era controllata dall’esecutivo, che ne facevano parte cinque membri legati al regime. Adesso è diverso: accettare l’arrivo di osservatori stranieri era la condizione posta dalla Chiesa per mediare nella crisi. Ieri scadeva il termine stabilito. Ma era solo uno dei quattro punti richiesti. E questo non soddisfa la Conferenza episcopale che parla di “inizio dei dialoghi non nelle migliori condizioni”. Per mercoledì la Chiesa ha chiesto un incontro ufficiale.Ribadirà le altre tre richi…
Daniel Ortega si piega alle proteste e accetta l’arrivo di una Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Si era opposto due volte: il 26 aprile e il 10 maggio scorsi. Aveva respinto la richiesta del segretario esecutivo della CIDH, Pablo Abrao, sostenendo che c’era già una Commissione governativa che avrebbe indagato sui 20 morti, adesso diventati 53, e sulla grave crisi che attraversa il paese.
L’opposizione era insorta, diceva che era controllata dall’esecutivo, che ne facevano parte cinque membri legati al regime. Adesso è diverso: accettare l’arrivo di osservatori stranieri era la condizione posta dalla Chiesa per mediare nella crisi. Ieri scadeva il termine stabilito. Ma era solo uno dei quattro punti richiesti. E questo non soddisfa la Conferenza episcopale che parla di “inizio dei dialoghi non nelle migliori condizioni”. Per mercoledì la Chiesa ha chiesto un incontro ufficiale.Ribadirà le altre tre richieste: sciogliere le bande paramilitari usate nella repressione, non obbligare i dipendenti pubblici ad assistere a manifestazioni del regime, garantire l’incolumità degli studenti universitari che hanno dato il via alla protesta. A premere sono state soprattutto le ultime due grandi manifestazioni di massa, sabato e domenica, che hanno attraversato tutto il Nicaragua. Dopo 11 anni ininterrotti di governo la gente chiede un cambio. Lo chiede anche l’esercito.
L’opposizione era insorta, diceva che era controllata dall’esecutivo, che ne facevano parte cinque membri legati al regime. Adesso è diverso: accettare l’arrivo di osservatori stranieri era la condizione posta dalla Chiesa per mediare nella crisi. Ieri scadeva il termine stabilito. Ma era solo uno dei quattro punti richiesti. E questo non soddisfa la Conferenza episcopale che parla di “inizio dei dialoghi non nelle migliori condizioni”. Per mercoledì la Chiesa ha chiesto un incontro ufficiale.Ribadirà le altre tre richieste: sciogliere le bande paramilitari usate nella repressione, non obbligare i dipendenti pubblici ad assistere a manifestazioni del regime, garantire l’incolumità degli studenti universitari che hanno dato il via alla protesta. A premere sono state soprattutto le ultime due grandi manifestazioni di massa, sabato e domenica, che hanno attraversato tutto il Nicaragua. Dopo 11 anni ininterrotti di governo la gente chiede un cambio. Lo chiede anche l’esercito.