Libia, la Francia vuole un super-vertice
Vincenzo Nigro , di VINCENZO NIGROIl 29 maggio a Parigi i capi di tutte le fazioni
Un inviato del presidente francese Emmanuel Macron è arrivato a Tripoli per creare consenso in Tripolitania attorno a una conferenza politica sulla Libia. L'Eliseo vorrebbe convocare la conferenza a Parigi per il 29 maggio. Erano girate notizie sul fatto che Macron avesse provato a riunire un "vertice" con 4 capi politici libici. A Parigi dovevano riunirsi il presidente Serraj, il generale Haftar assieme al presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Agila Saleh, assieme al neo-eletto Khalid Al Mishri, presidente dell'Alto Consiglio di Stato di Tripoli, una sorta di "senato" libico.
Ma a Tripoli è stata distribuita una bozza di dichiarazione finale della Conferenza che ne definisce i contorni i maniera molto più ambiziosa, delineando una riunione organizzata di fatto al posto delle Nazioni Unite. Oltre a Serraj, Haftar, Agila e Mishri, la Francia invita il rappresentante dell'Onu Ghassan Salamè, la Lega Araba, l…
Ma a Tripoli è stata distribuita una bozza di dichiarazione finale della Conferenza che ne definisce i contorni i maniera molto più ambiziosa, delineando una riunione organizzata di fatto al posto delle Nazioni Unite. Oltre a Serraj, Haftar, Agila e Mishri, la Francia invita il rappresentante dell'Onu Ghassan Salamè, la Lega Araba, l…
Un inviato del presidente francese Emmanuel Macron è arrivato a Tripoli per creare consenso in Tripolitania attorno a una conferenza politica sulla Libia. L'Eliseo vorrebbe convocare la conferenza a Parigi per il 29 maggio. Erano girate notizie sul fatto che Macron avesse provato a riunire un "vertice" con 4 capi politici libici. A Parigi dovevano riunirsi il presidente Serraj, il generale Haftar assieme al presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Agila Saleh, assieme al neo-eletto Khalid Al Mishri, presidente dell'Alto Consiglio di Stato di Tripoli, una sorta di "senato" libico.
Ma a Tripoli è stata distribuita una bozza di dichiarazione finale della Conferenza che ne definisce i contorni i maniera molto più ambiziosa, delineando una riunione organizzata di fatto al posto delle Nazioni Unite. Oltre a Serraj, Haftar, Agila e Mishri, la Francia invita il rappresentante dell'Onu Ghassan Salamè, la Lega Araba, l'Unione europea e i rappresentanti di Algeria, Ciad, Cina, Egitto, Germania, Italia, Marocco, Niger, Qatar, Russia, Sudan, Tunisia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Emirati arabi uniti e Unione africana.
Di fatto un vertice internazionale messo in piedi in nome e per contro dell'Onu, scavalcando a piè pari l'Italia che negli ultimi anni era stata designata dai paesi europei come coordinatore di tutta l'attività diplomatica sulla Libia. Il ministero degli Esteri francese ha convocato al Quai d'Orsay gli ambasciatori americano, britannico e italiano. Ai 3 diplomatici è stato presentato un invito alla conferenza di Parigi e sono state offerte alcune spiegazioni sul senso di questa riunione e sugli obiettivi che proverà a raggiungere.
Uno degli obiettivi francesi è molto chiaro: nella bozza di risoluzione finale al punto 12 che scritto chiaramente che "la comunità internazionale conferma la sua fiducia nelle istituzioni libiche, ovvero il Governo di Accoro Nazionale, l'HoR (parlamento di Tobruk), l'HSC (Consiglio di stato di Tripoli e la LNA". Quest'ultima è la sigla della Libyan National Army, la milizia del generale Haftar che è schierata a Bengasi e in Cirenaica, ma non è mai stata considerata una "istituzione" della comunità internazionale. La Francia quindi propone di inserire fino in fondo Haftar nel gioco istituzionale libico, forzando la mano al governo Serraj e ai partiti politici cella Tripolitania che vogliono che Haftar accetti pubblicamente di sottomettersi al potere politico legittimo, essendo lui un militare.
Ma a Tripoli è stata distribuita una bozza di dichiarazione finale della Conferenza che ne definisce i contorni i maniera molto più ambiziosa, delineando una riunione organizzata di fatto al posto delle Nazioni Unite. Oltre a Serraj, Haftar, Agila e Mishri, la Francia invita il rappresentante dell'Onu Ghassan Salamè, la Lega Araba, l'Unione europea e i rappresentanti di Algeria, Ciad, Cina, Egitto, Germania, Italia, Marocco, Niger, Qatar, Russia, Sudan, Tunisia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Emirati arabi uniti e Unione africana.
Di fatto un vertice internazionale messo in piedi in nome e per contro dell'Onu, scavalcando a piè pari l'Italia che negli ultimi anni era stata designata dai paesi europei come coordinatore di tutta l'attività diplomatica sulla Libia. Il ministero degli Esteri francese ha convocato al Quai d'Orsay gli ambasciatori americano, britannico e italiano. Ai 3 diplomatici è stato presentato un invito alla conferenza di Parigi e sono state offerte alcune spiegazioni sul senso di questa riunione e sugli obiettivi che proverà a raggiungere.
Uno degli obiettivi francesi è molto chiaro: nella bozza di risoluzione finale al punto 12 che scritto chiaramente che "la comunità internazionale conferma la sua fiducia nelle istituzioni libiche, ovvero il Governo di Accoro Nazionale, l'HoR (parlamento di Tobruk), l'HSC (Consiglio di stato di Tripoli e la LNA". Quest'ultima è la sigla della Libyan National Army, la milizia del generale Haftar che è schierata a Bengasi e in Cirenaica, ma non è mai stata considerata una "istituzione" della comunità internazionale. La Francia quindi propone di inserire fino in fondo Haftar nel gioco istituzionale libico, forzando la mano al governo Serraj e ai partiti politici cella Tripolitania che vogliono che Haftar accetti pubblicamente di sottomettersi al potere politico legittimo, essendo lui un militare.