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Il presidente del comitato elettorale cambogiano durante il sorteggio per determinare l'ordine dei partiti politici nella scheda elettorale in vista del prossimo voto (ansa)

Elezioni in Cambogia, la stampa imbavagliata: vietate le "opinioni personali"

Il provvedimento in vista delle elezioni del 29 luglio, considerate da molti "una farsa": proibito fornire "opinioni personali", perché possono "influenzare la stabilità politica e sociale". Multe per chi violerà le disposizioni
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BANGKOK. Il nuovo clima di intolleranza in Cambogia continua a colpire i media a poco più di un mese dall’inizio della campagna dei partiti che si chiuderà due giorni prima del voto previsto il 29 luglio. La Commissione elettorale del Paese ha dettato alcune tra le più controverse regole mai create per la stampa, chiamata in questa occasione ad occuparsi di un evento politico già condizionato dallo scioglimento 8 mesi fa del principale gruppo di opposizione e dall’arresto dei suoi leader, molti dei quali fuggiti all’estero.     

Il nuovo elenco di regole controverse comprende il divieto di porre alle autorità domande dettagliate sul risultato di ogni singola sezione, ma i reporter non potranno nemmeno effettuare interviste all’ingresso o all’uscita dai seggi salvo autorizzazione, per non creare "confusione e perdita di fiducia" negli elettori. Influenzata come tutte le istituzioni del Paese…
BANGKOK. Il nuovo clima di intolleranza in Cambogia continua a colpire i media a poco più di un mese dall’inizio della campagna dei partiti che si chiuderà due giorni prima del voto previsto il 29 luglio. La Commissione elettorale del Paese ha dettato alcune tra le più controverse regole mai create per la stampa, chiamata in questa occasione ad occuparsi di un evento politico già condizionato dallo scioglimento 8 mesi fa del principale gruppo di opposizione e dall’arresto dei suoi leader, molti dei quali fuggiti all’estero.     

Il nuovo elenco di regole controverse comprende il divieto di porre alle autorità domande dettagliate sul risultato di ogni singola sezione, ma i reporter non potranno nemmeno effettuare interviste all’ingresso o all’uscita dai seggi salvo autorizzazione, per non creare "confusione e perdita di fiducia" negli elettori. Influenzata come tutte le istituzioni del Paese dal potere monolitico del Partito popolare dell’attuale premier Hun Sen in carica da più di 30 anni, la Commissione ha anche precisato che i giornalisti non dovrebbero avere o esprimere "proprie idee per trarre conclusioni", né riferire “opinioni personali e pregiudizi” che “influenzino la stabilità politica e sociale".

Senza la presenza del Partito della “salvezza nazionale” Cnrp, uno dei cui leader è in prigione e l’altro in esilio da anni, gli elettori potranno scegliere soltanto tra il partito di Hun Sen, quello filo-monarchico del Funcinpec guidato dal principe Norodom Ranariddh e il Partito della democrazia di base, unica formazione apparentemente indipendente.

Chiunque violerà le disposizioni che rendono ancora più farsesco un voto già pregiudicato in partenza, rischia multe tra 1000 e 7500 dollari. Phil Roberston di Human Rights Watch, ha detto che le elezioni "predeterminate" saranno ridicolizzate a livello internazionale. "Non vogliono – ha detto - che i media riferiscano il fatto che questa è un'elezione falsa, perché la vera opposizione nel Paese è stata eliminata molto prima del voto", considerando che il Cnrp aveva quasi "rovesciato" il regime di Hun Sen nelle ultime elezioni.

L'anno scorso Hun Sen ha anche lanciato un attacco alla libertà di stampa chiundendo piu di trenta radio libere. Poi per motivi di tasse è stato chiuso il "Cambofia daily", e il "Phnom Penh post" ha visto l’autolicenziamento dell’intero gruppo dirigente dopo la censura a un articolo critico sul nuovo proprietario considerato troppo vicino a Hun Sen.