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Spagna, il governo delle donne: sono 11 e nei posti chiave

L'esecutivo di Pedro Sánchez è composto in maggioranza da ministre. Solo sei gli uomini. E spunta anche un astronauta
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Nonostante le difficoltà, il  suo governo monocolore dovrà cercare ogni volta in Parlamento una maggioranza trattando con Podemos e con i partiti nazionalisti regionali, Pedro Sánchez continua a lanciare messaggi di discontinuità rispetto ai governi di centrodestra di Rajoy.
 
Dopo aver giurato, sabato scorso, per la prima volta senza la Bibbia e il crocefisso, in una cerimonia tutta laica nel salone della residenza di re Felipe VI, ora ha scelto un esecutivo a maggioranza tutta femminile. Le ministre sono undici, i ministri soltanto sei, più il premier. È la prima volta che nasce un governo con questa larga maggioranza di ministri donna. Dopo il premier, Pedro Sánchez, hanno tutti i posti chiave. Dalla vicepresidenza, Carmen Calvo, 61 anni, costituzionalista. Alla Giustizia, dove Sánchez ha scelto Dolores Delgado, 57 anni, giudice dell'Audiencia Naciónal, esperta di terrorismo jihadista, diritti umani e gius…
Nonostante le difficoltà, il  suo governo monocolore dovrà cercare ogni volta in Parlamento una maggioranza trattando con Podemos e con i partiti nazionalisti regionali, Pedro Sánchez continua a lanciare messaggi di discontinuità rispetto ai governi di centrodestra di Rajoy.
 
Dopo aver giurato, sabato scorso, per la prima volta senza la Bibbia e il crocefisso, in una cerimonia tutta laica nel salone della residenza di re Felipe VI, ora ha scelto un esecutivo a maggioranza tutta femminile. Le ministre sono undici, i ministri soltanto sei, più il premier. È la prima volta che nasce un governo con questa larga maggioranza di ministri donna. Dopo il premier, Pedro Sánchez, hanno tutti i posti chiave. Dalla vicepresidenza, Carmen Calvo, 61 anni, costituzionalista. Alla Giustizia, dove Sánchez ha scelto Dolores Delgado, 57 anni, giudice dell'Audiencia Naciónal, esperta di terrorismo jihadista, diritti umani e giustizia universale, molto vicina all'ex giudice Baltasar Garzón.  Agli uomini restano sei ministeri. Beni culturali, dicastero abolito da Rajoy e resuscitato ora da Sánchez, Affari esteri, Opere pubbliche, Scienze, Interni  e Agricoltura. Con un altro segnale di novità, Sánchez ha voluto inserire nella sua squadra anche due ministri gay dichiarati. Sono il responsabile dei Beni culturali, Maxim Huerta, giornalista e scrittore di 47 anni. E il nuovo ministro degli Interni, il giudice Fernando Grande-Marlaska.

Molto polemica invece la nomina agli Affari esteri di un anziano leader socialista come Josep Borrell. Catalano, già presidente del Parlamento europeo e più volte ministro negli anni di Felipe González, Borrell, 71 anni, è un anti-nazionalista per eccellenza che ha speso molto del suo prestigio politico contro il governo secessionista di Carles Puigdemont nei giorni più critici di ottobre e novembre dell'anno scorso.

Un messaggio che, per ora, il governo regionale di Barcellona ha accolto piuttosto male, e che potrebbe mettere in difficoltà Sánchez che ha vinto la mozione di censura contro Rajoy anche grazie ai nove voti di Esquerra repubblicana e agli otto del PDeCat - le due formazioni nazionaliste catalane - nel parlamento nazionale. Tra i nuovi ministri c'è anche un astronauta, Pedro Duque, 55 anni. Duque venne scelto dall'agenzia spaziale europea per far parte del primo team di astronauti continentali e viaggiò nello spazio nel 1998.