LONDRA - Gli attivisti per i diritti umani nordirlandesi hanno perso il ricorso alla Corte Suprema di Londra sulla legalità della legge sull’aborto in Irlanda del Nord, una delle più severe in Europa. La Corte suprema, la più alta istanza giuridica nel Regno Unito, ha rifiutato di pronunciarsi sulla legalità del divieto, pressocchè totale, dell’aborto, invocando ragioni procedurali. Pochi giorni fa, in Irlanda, il referendum aveva abrogato la legge restrittiva anti aborto.
Era stata la Commissione diritti umani dell’Irlanda del Nord a chiedere alla giustizia di dire se il divieto di aborto in caso di stupro, incesto o malformazione grave del feto, fosse compatibile con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E la maggioranza dei giudici non ha voluto pronunciarsi (il ricorso era stato presentato dalla Commissione diritti umani e i giudici hanno sostenuto che invece avrebbe dovuto essere presentato da una donna incinta per uno stupro o con un feto con una grave anomalia).
Tuttavia la maggioranza dei giudici ha affermato che, se fossero stati in grado di farlo, avrebbe deciso «senza alcun dubbio» che la legge esistente è incompatibile con la convenzione europea sui diritti umani nei casi di stupro, incesto e anomalie fetali gravi. A differenza di Inghilterra, Scozia o Galles, dove l’aborto è legale dal 1967, in Irlanda del Nord è illegale eccetto nel caso che sia in pericolo la vita della madre e o ci siano rischi di danni gravi per la sua salute mentale o fisica. In particolare, i giudici hanno stabilito che le norme sono incompatibili con il diritto al rispetto della vita privata e familiare, come garantito dalla Convenzione europea dei diritti umani.
Era stata la Commissione diritti umani dell’Irlanda del Nord a chiedere alla giustizia di dire se il divieto di aborto in caso di stupro, incesto o malformazione grave del feto, fosse compatibile con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E la maggioranza dei giudici non ha voluto pronunciarsi (il ricorso era stato presentato dalla Commissione diritti umani e i giudici hanno sostenuto che invece avrebbe dovuto essere presentato da una donna incinta per uno stupro o con un feto con una grave anomalia).
Tuttavia la maggioranza dei giudici ha affermato che, se fossero stati in grado di farlo, avrebbe deciso «senza alcun dubbio» che la legge esistente è incompatibile con la convenzione europea sui diritti umani nei casi di stupro, incesto e anomalie fetali gravi. A differenza di Inghilterra, Scozia o Galles, dove l’aborto è legale dal 1967, in Irlanda del Nord è illegale eccetto nel caso che sia in pericolo la vita della madre e o ci siano rischi di danni gravi per la sua salute mentale o fisica. In particolare, i giudici hanno stabilito che le norme sono incompatibili con il diritto al rispetto della vita privata e familiare, come garantito dalla Convenzione europea dei diritti umani.