Irlanda, dopo quello sull'aborto ora un altro referendum: tocca alla blasfemia
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Dublino si prepara a votare per cancellare un’altra legge legata alla sua forte tradizione cattolica. La consultazione dovrebbe svolgersi il prossimo ottobre
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LONDRA – Dopo l’abolizione del divieto di aborto, l’Irlanda si prepara a votare in un referendum per cancellare un’altra legge legata alla sua forte tradizione cattolica: quella che punisce la blasfemia. Il ministro della Giustizia Charlie Flanagan ha annunciato che una consultazione popolare per annullare questo tipo di reato dalla costituzione irlandese si svolgerà in ottobre, probabilmente nello stesso giorno delle elezioni per la presidenza della repubblica.
Il governo del primo ministro Leo Varadkar vede il massiccio voto del mese scorso contro il bando all’aborto come una pietra miliare sul cammino del cambiamento sociale di una nazione che fino a pochi decenni or sono era considerata tra le più conservatrici d’Europa, fortemente influenzata dalla chiesa cattolica, ma che è stata profondamente trasformata dal boom economico dell’ultimo quarto di secolo. Dopo il referendum sulla blasfemia, ovvero sull’insulto della divinità, a Dublino si discute di organizzarne uno anche per rimuovere dalla costituzione l’articolo che si riferisce al ruolo istituzionalmente “casalingo” della donna.
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Il primo ministro canadese è famoso per i calzini curiosi o stravaganti che ama indossare: il premier irlandese Leo Varadkar ha deciso di "sfidarlo". Nell’accoglierlo a Dublino, in suo onore ha infatti indossato un paio di calzini rossi con piccole guaride canadesi e foglie d’acero, la pianta nazionale canadese
Tre anni fa l’Irlanda ha approvato con un referendum il matrimonio fra persone dello stesso sesso. E risale a vent’anni or sono la legalizzazione del divorzio. “Il referendum sulla blasfemia è un altro passo importante per la reputazione internazionale del nostro Paese”, afferma il ministro della Giustizia Flanagan. “Possiamo inviare al mondo un forte messaggio che le leggi contro la blasfemia non riflettono i valori irlandesi. Non crediamo che simili leggi debbano esistere”.