Migranti, Berlino vuole la Guardia costiera Ue
Tonia Mastrobuoni , Alberto D’ArgenioDiecimila agenti provenienti dalle polizie di tutta Europa: è il centro della proposta che Merkel farà oggi a Conte
"Ma voi italiani accettereste agenti tedeschi ai vostri confini?". Così fonti politiche di Berlino sintetizzano quello che potrebbe essere il cuore della proposta in lavorazione tra istituzioni Ue e governo Merkel. La Cancelliera proprio oggi riceverà il premier Conte. Incontro utile a capire le reali intenzioni del governo gialloverde, propaganda a parte in Europa non ancora del tutto chiare, e a trovare ricette da portare al tavolo europeo entro il vertice del 28 e 29 giugno. Già, perché se l'Italia spinge, lo stesso governo tedesco potrebbe cadere proprio sui migranti e dunque urge una soluzione Ue: oggi il ministro degli interni Seehofer dovrebbe incassare l'ok del suo partito (Csu) ai respingimenti, ma aspetterà una decina di giorni per metterli in esecuzione in modo da dare a Merkel il tempo di trovare una risposta europea.
L'idea che sta prendendo piede tra Bruxelles e Berlino è di riformare la Guardia costiera eu…
L'idea che sta prendendo piede tra Bruxelles e Berlino è di riformare la Guardia costiera eu…
"Ma voi italiani accettereste agenti tedeschi ai vostri confini?". Così fonti politiche di Berlino sintetizzano quello che potrebbe essere il cuore della proposta in lavorazione tra istituzioni Ue e governo Merkel. La Cancelliera proprio oggi riceverà il premier Conte. Incontro utile a capire le reali intenzioni del governo gialloverde, propaganda a parte in Europa non ancora del tutto chiare, e a trovare ricette da portare al tavolo europeo entro il vertice del 28 e 29 giugno. Già, perché se l'Italia spinge, lo stesso governo tedesco potrebbe cadere proprio sui migranti e dunque urge una soluzione Ue: oggi il ministro degli interni Seehofer dovrebbe incassare l'ok del suo partito (Csu) ai respingimenti, ma aspetterà una decina di giorni per metterli in esecuzione in modo da dare a Merkel il tempo di trovare una risposta europea.
L'idea che sta prendendo piede tra Bruxelles e Berlino è di riformare la Guardia costiera europea portandola a 10.000 agenti dai 2.000 attuali: provenienti dalle polizie di tutta Europa, dovrebbero pattugliare le frontiere marittime nel Mediterraneo e lavorare a terra per migliorare identificazioni e registrazioni dei migranti. Una chiusura più efficace dei confini da dare in pasto ai paesi dell'Est (Visegrad) e all'Austria in cambio del via libera di una riforma di Dublino capace di aiutare Italia e Grecia smistando tra i Ventisette i richiedenti asilo.
Berlino vorrebbe un primo accordo Ue a fine mese da finalizzare poi in autunno, ma non è detto che alla fine sarà proprio questa l'idea vincente. Non solo perché ne girano diverse altre, ma anche perché così gli italiani dovrebbero accettare che agenti stranieri con divisa Ue intervengano sul loro territorio se Bruxelles noterà carenze nei controlli (per noi finirebbe l'abitudine di lasciare scappare a Nord i migranti che tanto fa irritare Parigi e Vienna).
Se i francesi pensano a una cooperazione rafforzata, ovvero a un gruppo di Paesi che si divide i migranti e li gestisce insieme, l'Austria (da luglio presidente Ue) punta a creare consolati europei nei paesi di origine e transito dove fare direttamente domanda d'asilo. L'Italia invece proporrà blocco totale delle Ong e spartizione tra i Ventisette di tutti i migranti, anche quelli illegali, salvati in mare (stessa idea di Minniti, già stata bocciata).
Per il resto a Bruxelles non capiscono le intenzioni di Roma, visto che diverse proposte chieste a gran voce da Lega e M5S sono già realtà come gli hotspost in Africa (quello in Niger serve anche la Libia all'interno di un programma appena rifinanziato con 110 milioni Ue per smistare in Europa e Canada i rifugiati e rimpatriare gli altri), gli accordi di riammissione (la Commissione ne ha chiusi cinque, anche con Bangladesh e Etiopia, ma i governi non li sfruttano).
E se intanto Bruxelles ha rifinanziato il Fondo Ue per l'Africa con altri 500 milioni, ora si riflette di far lavorare Iom e Unhcr per costruire campi di raccolta in paesi terzi dove dirottare i migranti, identificarli e smistarli in Europa o rimpatriarli (tutto con soldi Ue). E la Commissione ha proposto due fondi (120 miliardi) per le migrazioni nel bilancio Ue 2021-2027, una delle tante iniziative che Roma reclama a gran voce ma che sono state già messe a punto da prima della nascita del governo gialloverde.
L'idea che sta prendendo piede tra Bruxelles e Berlino è di riformare la Guardia costiera europea portandola a 10.000 agenti dai 2.000 attuali: provenienti dalle polizie di tutta Europa, dovrebbero pattugliare le frontiere marittime nel Mediterraneo e lavorare a terra per migliorare identificazioni e registrazioni dei migranti. Una chiusura più efficace dei confini da dare in pasto ai paesi dell'Est (Visegrad) e all'Austria in cambio del via libera di una riforma di Dublino capace di aiutare Italia e Grecia smistando tra i Ventisette i richiedenti asilo.
Berlino vorrebbe un primo accordo Ue a fine mese da finalizzare poi in autunno, ma non è detto che alla fine sarà proprio questa l'idea vincente. Non solo perché ne girano diverse altre, ma anche perché così gli italiani dovrebbero accettare che agenti stranieri con divisa Ue intervengano sul loro territorio se Bruxelles noterà carenze nei controlli (per noi finirebbe l'abitudine di lasciare scappare a Nord i migranti che tanto fa irritare Parigi e Vienna).
Se i francesi pensano a una cooperazione rafforzata, ovvero a un gruppo di Paesi che si divide i migranti e li gestisce insieme, l'Austria (da luglio presidente Ue) punta a creare consolati europei nei paesi di origine e transito dove fare direttamente domanda d'asilo. L'Italia invece proporrà blocco totale delle Ong e spartizione tra i Ventisette di tutti i migranti, anche quelli illegali, salvati in mare (stessa idea di Minniti, già stata bocciata).
Per il resto a Bruxelles non capiscono le intenzioni di Roma, visto che diverse proposte chieste a gran voce da Lega e M5S sono già realtà come gli hotspost in Africa (quello in Niger serve anche la Libia all'interno di un programma appena rifinanziato con 110 milioni Ue per smistare in Europa e Canada i rifugiati e rimpatriare gli altri), gli accordi di riammissione (la Commissione ne ha chiusi cinque, anche con Bangladesh e Etiopia, ma i governi non li sfruttano).
E se intanto Bruxelles ha rifinanziato il Fondo Ue per l'Africa con altri 500 milioni, ora si riflette di far lavorare Iom e Unhcr per costruire campi di raccolta in paesi terzi dove dirottare i migranti, identificarli e smistarli in Europa o rimpatriarli (tutto con soldi Ue). E la Commissione ha proposto due fondi (120 miliardi) per le migrazioni nel bilancio Ue 2021-2027, una delle tante iniziative che Roma reclama a gran voce ma che sono state già messe a punto da prima della nascita del governo gialloverde.