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(ansa)

Fidarsi di Berlino? Così l’Italia bifronte rischia l’isolamento

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"Abbassiamo i toni, cerchiamo un approccio più morbido e cerchiamo di arrivare a un accordo". Nel fortino di Palazzo Chigi Giuseppe Conte si prepara al pre-vertice europeo di domani, quando a Bruxelles 16 leader dell'Unione, ospiti di Jean-Claude Juncker, cercheranno di avvicinarsi a un accordo sui migranti da portare al summit europeo di giovedì e venerdì prossimo. Consigliato dal ministro degli Esteri Enzo Moavero e in contatto con il Colle - dove vivono con preoccupazione i litigi tra il duo Salvini-Di Maio e i principali protagonisti europei - Conte si prepara a non bruciarsi i ponti con Francia e Germania. Per non far crollare Schengen, per dare una via d'uscita ad Angela Merkel dalla crisi interna e per risolvere la crisi migratoria serve un accordo. Ma non per questo il negoziato, nei contenuti, sarà meno duro. Anzi, in un'Europa che in queste ore vive il tutti contro tutti, le posizioni si stanno radicalizzando. E l'Italia …
"Abbassiamo i toni, cerchiamo un approccio più morbido e cerchiamo di arrivare a un accordo". Nel fortino di Palazzo Chigi Giuseppe Conte si prepara al pre-vertice europeo di domani, quando a Bruxelles 16 leader dell'Unione, ospiti di Jean-Claude Juncker, cercheranno di avvicinarsi a un accordo sui migranti da portare al summit europeo di giovedì e venerdì prossimo. Consigliato dal ministro degli Esteri Enzo Moavero e in contatto con il Colle - dove vivono con preoccupazione i litigi tra il duo Salvini-Di Maio e i principali protagonisti europei - Conte si prepara a non bruciarsi i ponti con Francia e Germania. Per non far crollare Schengen, per dare una via d'uscita ad Angela Merkel dalla crisi interna e per risolvere la crisi migratoria serve un accordo. Ma non per questo il negoziato, nei contenuti, sarà meno duro. Anzi, in un'Europa che in queste ore vive il tutti contro tutti, le posizioni si stanno radicalizzando. E l'Italia appare protagonista di una linea schizofrenica e ormai sembra in minoranza, praticamente isolata. Lo dimostra la scelta del neopremier spagnolo Pedro Sanchez, impegnato in un giro delle capitali che non toccherà Roma. La scelta di Madrid è di allearsi con Parigi e Berlino. Ma soprattutto la distanza è con Emmanuel Macron, che lunedì sarà nella Capitale per incontrare il Papa e dopo che nei giorni scorsi si erano consumate trattative diplomatiche per organizzare una colazione con Conte ha scelto di non fissare l'impegno. Il presidente francese all'inizio aveva scommesso di isolare i populisti stringendo un patto con il premier italiano. Ora la quarantena coinvolge anche lui. E non potrebbe essere altrimenti visto il silenzio di Palazzo Chigi di fronte alle ultime uscite di Salvini e Di Maio. "Macron è un signorino educato che eccede in champagne", la cannonata del leader della Lega. Mentre il capo politico grillino insiste: "Macron fa la morale, ma io ho visto cosa fanno i francesi a Ventimiglia, noi sui migranti non arretreremo rispetto all'ipocrisia europea".
Semplificazioni populiste di fronte a un'Europa spaccata, con Francia e Germania alla affannosa ricerca di un accordo che tenga insieme l'Italia e i Visegrad, l'onda nera dell'Europa dell'Est con la quale Salvini cuce alleanze impossibili visto il "no" di Orbán e soci alla ripartizione dei richiedenti asilo. Riassumeva ieri un ministro impegnato nelle trattative: "Oggettivamente siamo in minoranza e anche se trovassimo un accordo con Merkel poi la prossima settimana farlo accettare ai Paesi di Visegrad sarà un'impresa". 
In vista dell'appuntamento al Berlaymont, sede della Commissione, ieri si sono intensificati i contatti tra sherpa. Se al termine della riunione, come ha preteso Roma, non ci saranno conclusioni scritte che impiccherebbero l'Italia a misure punitive, per tutto il resto l'accordo sembra lontano. Sulla dimensione esterna delle migrazioni le distanze non sono incolmabili. Visegrad, Francia e Germania potrebbero andare a braccetto sulla necessità di colmare il buco del Fondo Ue per l'Africa arrivando a 1,2 miliardi di euro (Bruxelles ne ha messi già 625) e di aiutare la Guardia costiera libica. Ma l'Italia è pronta a far naufragare l'accordo se la Merkel, per evitare la crisi di governo in Germania, pretenderà di bloccare l'esodo dei migranti registrati in Italia verso il Nord Europa per di più senza accettare impegni sulla chiusura delle frontiere esterne, leggi Canale di Sicilia. Una soluzione potrebbe essere la creazione di una Guardia costiera europea con 10mila uomini ma Roma è diffidente. E soprattutto Conte non può cedere sui movimenti secondari se non ci sarà un impegno preciso sulla riforma di Dublino (quote sui rifugiati) e sul fatto che i migranti salvati in mare vadano sbarcati anche in altre nazioni.
Rebus che verranno rinviati a giovedì, al Consiglio europeo, <TB><TB>quello vero, quelle delle decisioni. Conte si prepara al più duro dei negoziati. "Sui profughi li terremo inchiodati al tavolo fino alle ore piccole", minacciano da Palazzo Chigi. Anche prendendo in ostaggio i dossier su Russia e Turchia.