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Giuseppe Conte (lapresse)

Sbarchi, regole, soldi all’Africa: gli ultimi paletti italiani all’Ue

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Conte pronto a veti al vertice di Bruxelles, ma negozia anche per aiutare la cancelliera tedesca nella sua crisi interna. L'incognita dei diktat leghisti
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Sono due le linee rosse italiane al summit europeo: riscrittura delle regole sugli sbarchi e soldi all'Africa. Se gli altri capi di Stato e di governo non accetteranno, Conte metterà il veto alle conclusioni del vertice, inguaiando Merkel sul fronte interno e provocando una chiusura a cascata delle frontiere tra stati europei con rischio collasso di Schengen. Se invece il premier otterrà quanto chiede e una promessa sottobanco di flessibilità sui conti pubblici, darà il via libera all'accordo e concederà alla Cancelliera l'intesa che consentirà a Berlino di rimandare in Italia i migranti registrati da noi ma lasciati fuggire oltre le Alpi.

Sarà una lunga cena quella che attende i leader a Bruxelles, destinata a protrarsi nella notte, se non fino all'alba. "L'Italia renderà il vertice uno spartiacque", prometteva Conte alla Camera prima di pranzare al Colle con Mattarella in vista del summit. Ma un a…
Sono due le linee rosse italiane al summit europeo: riscrittura delle regole sugli sbarchi e soldi all'Africa. Se gli altri capi di Stato e di governo non accetteranno, Conte metterà il veto alle conclusioni del vertice, inguaiando Merkel sul fronte interno e provocando una chiusura a cascata delle frontiere tra stati europei con rischio collasso di Schengen. Se invece il premier otterrà quanto chiede e una promessa sottobanco di flessibilità sui conti pubblici, darà il via libera all'accordo e concederà alla Cancelliera l'intesa che consentirà a Berlino di rimandare in Italia i migranti registrati da noi ma lasciati fuggire oltre le Alpi.

Sarà una lunga cena quella che attende i leader a Bruxelles, destinata a protrarsi nella notte, se non fino all'alba. "L'Italia renderà il vertice uno spartiacque", prometteva Conte alla Camera prima di pranzare al Colle con Mattarella in vista del summit. Ma un accordo è possibile visto che Roma ha abbassato le pretese rispetto ai proclami degli ultimi giorni: si accontenterà di una serie di impegni politici dai partner, lasciando i controversi dettagli alle discussioni dei prossimi mesi. Ma non per questo sarà facile. Su tutto pesa l'incognita Salvini, pronto a impallinare l'eventuale accordo annacquato del trattativista Conte. Il ministro dell'Interno è tornato a scagliarsi contro Macron ("Fa il matto perché impopolare"). L'artiglieria è pronta.

I leader si troveranno d'accordo sulla necessità di intensificare il lavoro con i paesi di origine e transito dei migranti e la chiusura delle frontiere esterne dell'Unione anche grazie 10 mila agenti Ue. Poi inizieranno i guai. L'Italia chiede campi per ospitare i migranti in Africa, Francia e Spagna vogliono "centri chiusi" in Europa. Probabile alla fine un modello misto, più facile da portare a termine. Ma per realizzare queste piattaforme ci vorranno mesi. E se saranno in Europa l'Italia chiede che non siano sul suo territorio. Inoltre per intensificare il lavoro con l'altra sponda del Mediterraneo, Conte minaccerà il veto al vertice (e al via libera ai 3 miliardi alla Turchia per ospitare 3,5 milioni di siriani) se i partner non si impegneranno a versare 500 milioni al Trust fund Ue Africa. Scommessa facile, visto che si prepara un accordo con il semplice impegno politico a farlo. Per i soldi veri si vedrà.

Il grande scoglio sarà il fronte interno: Merkel chiede un accordo bilaterale perché Roma si riprenda i migranti registrati sul suo territorio e blocco del loro afflusso in Germania con tanto controlli a stazioni e aeroporti, sennò Berlino chiuderà le frontiere con effetto domino su Schengen. Conte è pronto a concederlo - i dettagli sarebbero poi scritti dai ministeri dell'Interno - in cambio di un impegno politico sulla solidarietà.

E qui arriva l'altra linea rossa italiana: il premier chiederà condivisione di responsabilità nella ricerca e salvataggio dei migranti in mare, ovvero apertura dei porti degli altri paesi Ue con smistamento delle navi tramite regia europea (modello Aquarius) o sbarco a Malta e Italia con immediata redistribuzione tra partner dei passeggeri (modello Lifeline). Peccato che in entrambi i casi servirebbero le quote automatiche di redistribuzione dei migranti previste dalla riforma di Dublino, che i leader rimanderanno nel corso del vertice.

Per aggirare l'ostacolo Conte potrebbe accettare un semplice impegno politico da dettagliare (non senza incognite) nei prossimi mesi, magari accontentandosi di una cooperazione rafforzata volontaria tra una quindicina di paesi per bypassare il veto di Visegrad e baltici. Conte sotto banco chiederà anche garanzie sulla flessibilità in autunno per permettere a Di Maio, sovrastato da Salvini sull'immigrazione, di portare a casa il reddito di cittadinanza. A cena si parlerà anche di Russia. Dopo le pressioni Usa (ribadite da John Bolton al telefono con Conte), il premier non metterà il veto al rinnovo delle sanzioni contro Putin: anche qui si limiterà a chiedere l'attivazione di un programma Ue ora in sonno per aiutare le Pmi russe.