Esteri

Thailandia, i sub vicinissimi alla grotta dei baby-calciatori

(ansa)
I sommozzatori a poche centinaia di metri dall'imbocco della grande cavità nota come Pattaya Beach. "Dobbiamo trovarli entro oggi, perché domani sono previste nuove forti piogge", dice il governatore della provincia dove i ragazzi e il loro allenatore sono dispersi da otto giorni
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CHIANG MAI – “Dobbiamo trovarli entro oggi, perché domani sono previste nuove piogge forti”. È tornato a offrire una speranza il governatore provinciale di Chiang Rai dove si sta consumando da otto giorni il dramma dei 12 giovanissimi calciatori e del loro allenatore intrappolati in un complesso di grotte della Thailandia del nord. Ha detto infatti che i soccorritori sono giunti a una fase cruciale dopo difficili ricerche e tentativi finora invani di tirarli fuori.

I sommozzatori della Marina thai sono arrivati a poche centinaia di metri dall’imbocco della grande cavità nota come Pattaya beach dal nome di una nota località turistica a sud di Bangkok. Qui potrebbero essersi rintanati i 12 atleti dopo aver trovato i cunicoli e le vie d’accesso del sottosuolo di Tham Luang intasate da un fiume di acqua e fango portato dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi in queste foreste a pochi km dal confine birmano di Mae Sai-Tachilek.

I sub hanno creato una base nella “Stanza numero 3”, un incavo al centro del complesso sotterraneo a circa 3 km dall’ampia grotta presumibilmente meno allagata di tutte. Un’avanzata possibile attraverso lo stretto cunicolo principale che ha visto ridurre il livello di acqua e fango grazie al tempo favorevole degli ultimi tre giorni e alla conseguente riduzione della pressione delle correnti nelle cavità di passaggio, profonde fino a 500 metri e oltre. Se non dovessero essere nella “beach” la ricerca richiederà molto più tempo e sforzi dei militari, che hanno il sostegno tecnico di sub inglesi, americani e da ieri di unità specializzate cinesi. Ricevono anche l’aiuto di molti volontari che mettono a rischio la loro vita com’è accaduto a un uomo nei giorni scorsi, forse ucciso da una scarica elettrica trasmessa attraverso l’acqua o da un malore. Le grotte emettono infatti molti gas a volte nocivi come quelli prodotti dal guano dei pipistrelli numerosissimi dentro Tham Luang.

L’attesa di parenti, amici e curiosi è intanto ancora cadenzata dai numerosi riti religiosi attorno all’entrata di Tham Luang, quelli dei monaci della maggioranza buddhista e degli sciamani delle cosiddette tribù delle colline che ritengono la grotta un luogo di leggende inquietanti e di spiriti. Una “veggente” della etnia Akha ha detto che gli esseri delle grotte hanno creato una barriera tra soccorritori e ragazzi. Per “placarli” avrebbe voluto spostare il suo rito proprio all’imboccatura della grotta ma non è permesso a nessuno, specialmente in queste ore di speranza di ritrovarli. 

In qualunque condizione fisica saranno i dispersi dopo un digiuno di 8 giorni, infatti, l’uscita principale dovrà essere liberata da ogni possibile ostacolo ai mezzi di salvataggio, nella speranza che potranno essere trasportati facilmente fuori con le bombole di ossigeno, anche se saranno disabilitati e non hanno un allenamento da sub.