TEHERAN - La colpa della siccità che ha colpito l’Iran sud-occidentale, mettendo in difficoltà gli agricoltori, non è delle autorità che hanno deviato un corso d’acqua verso altre province: è di Israele e di altre potenze straniere. Lo ha sottolineato Gholamreza Jalali, capo dell’organizzazione iraniana per la Difesa passiva, che fa parte delle Forze armate di Teheran. L’alto funzionario, scrive Radio Free Europe, ha reso pubbliche le sue osservazioni a un incontro sui temi dell'agricoltura, riferendosi ai contadini di Abadan e Isahan, che nei giorni scorsi sono scesi in piazza per protestare.
Secondo Jalali, uno studio condotto da non ben precisati “centri scientifici” della Repubblica islamica ha confermato che il clima dell’Iran era stato modificato dagli stranieri. “Negli ultimi anni sono state studiate le alture, dall'Afghanistan al Mediterraneo. I risultati sono che sopra i 2200 metri c’è sempre neve, ma le nostre montagne sono rimaste all’asciutto”. Secondo il funzionario, responsabili del cambiamento climatico sarebbero Israele e “uno dei principali paesi del mondo”, non meglio precisato.
Ma quello che Jalali ha definito “furto di nuvole” è considerato impossibile dagli esperti: Ahmad Vazifeh, capo dell'Organizzazione meteorologica iraniana, ha dichiarato di non conoscere lo studio a cui Jalali si riferiva. “L'Iran deve affrontare continue siccità, ma questa è una tendenza mondiale”, ha detto Vazifeh alle agenzie stampa, aggiungendo che anche l'Iraq, il Turkmenistan e altri paesi soffrono per la mancanza di pioggia. Secondo Vazifeh, i commenti di Jalali distolgono il paese dal cercare soluzioni reali al problema.
Secondo Jalali, uno studio condotto da non ben precisati “centri scientifici” della Repubblica islamica ha confermato che il clima dell’Iran era stato modificato dagli stranieri. “Negli ultimi anni sono state studiate le alture, dall'Afghanistan al Mediterraneo. I risultati sono che sopra i 2200 metri c’è sempre neve, ma le nostre montagne sono rimaste all’asciutto”. Secondo il funzionario, responsabili del cambiamento climatico sarebbero Israele e “uno dei principali paesi del mondo”, non meglio precisato.
Ma quello che Jalali ha definito “furto di nuvole” è considerato impossibile dagli esperti: Ahmad Vazifeh, capo dell'Organizzazione meteorologica iraniana, ha dichiarato di non conoscere lo studio a cui Jalali si riferiva. “L'Iran deve affrontare continue siccità, ma questa è una tendenza mondiale”, ha detto Vazifeh alle agenzie stampa, aggiungendo che anche l'Iraq, il Turkmenistan e altri paesi soffrono per la mancanza di pioggia. Secondo Vazifeh, i commenti di Jalali distolgono il paese dal cercare soluzioni reali al problema.