La lettera di Conte a Juncker: “Cabina di regia Ue per gestire i soccorsi”
Tommaso Ciriaco , Alberto D’ArgenioIl premier chiede all’Europa di creare una cellula di crisi per coordinare i salvataggi e distribuire tra i partner i migranti recuperati in mare. Mentre la Proactiva Open Arms evita lo sbarco in Italia e torna in Spagna
È lungo una paginetta l'ultimo tentativo del governo gialloverde di ricevere solidarietà europea sui migranti. La missiva, scritta da Giuseppe Conte, è datata 17 luglio e fa seguito a quella del 14. A Jean-Claude Juncker e Donald Tusk il premier chiede la creazione di "una cellula di crisi" in seno alla Commissione europea per coordinare i salvataggi e distribuire tra i partner Ue i migranti recuperati in mare. Una mossa per evitare di passare ancora tre giorni al telefono per distribuire qualche centinaio di immigrati, come avvenuto per Pozzallo. Parallelamente, Conte lavora a uno scambio di migranti tra Roma e Berlino, assai lontano dalle iniziali richieste italiane.
Ieri, intanto, l'ong Open Arms ha accusato il governo di aver reso l'Italia "un porto non sicuro". E così la sua nave Astral, che ha salvato una donna dispersa al largo della Libia e recuperato i corpi di una madre e del suo bambino, ha girato la prua verso la…
Ieri, intanto, l'ong Open Arms ha accusato il governo di aver reso l'Italia "un porto non sicuro". E così la sua nave Astral, che ha salvato una donna dispersa al largo della Libia e recuperato i corpi di una madre e del suo bambino, ha girato la prua verso la…
È lungo una paginetta l'ultimo tentativo del governo gialloverde di ricevere solidarietà europea sui migranti. La missiva, scritta da Giuseppe Conte, è datata 17 luglio e fa seguito a quella del 14. A Jean-Claude Juncker e Donald Tusk il premier chiede la creazione di "una cellula di crisi" in seno alla Commissione europea per coordinare i salvataggi e distribuire tra i partner Ue i migranti recuperati in mare. Una mossa per evitare di passare ancora tre giorni al telefono per distribuire qualche centinaio di immigrati, come avvenuto per Pozzallo. Parallelamente, Conte lavora a uno scambio di migranti tra Roma e Berlino, assai lontano dalle iniziali richieste italiane.
Ieri, intanto, l'ong Open Arms ha accusato il governo di aver reso l'Italia "un porto non sicuro". E così la sua nave Astral, che ha salvato una donna dispersa al largo della Libia e recuperato i corpi di una madre e del suo bambino, ha girato la prua verso la Spagna: "Lo sbarco in Italia è critico per via delle dichiarazioni di Salvini e della decisione di rifiutare i due cadaveri". Attacchi che si sommano al racconto di Nadja Kriewald, la giornalista tedesca imbarcata con la guardia costiera di Tripoli al momento del salvataggio, che ha parlato di un'altra bambina morta: "Lo si è scoperto solo a bordo perché la mamma l'ha tenuta per tutto il tempo tra le braccia per paura che buttassero il corpo in mare". E Salvini? "Farò qualsiasi cosa perché non ci sia un immigrato in più rispetto a oggi", giura, mentre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S) difende le Ong: "Hanno svolto un lavoro preziosissimo". Il tutto mentre una nave tunisina con 40 migranti salvati si è vista negare l'approdo da Italia, Malta e Tunisia.
In Europa, nel frattempo, si consuma la sfida diplomatica. Finora l'Italia è rimasta quasi a bocca asciutta, per questo Conte ha scritto a Juncker e Tusk: "Gli eventi dimostrano che è essenziale dotarsi da subito di un meccanismo Ue di gestione rapida nelle operazioni di Ricerca e Salvataggio", con una "cellula di crisi che coordini l'individuazione del porto di sbarco e dei paesi disposti ad accogliere chi è soccorso". Ma sarà dura che i partner accettino, tanto più dopo che ieri metà dei Paesi ha detto no ad un immediato cambiamento delle regole di Sophia che permetta lo sbarco dei migranti sulle navi militari Ue in porti non italiani. Gli ambasciatori hanno poi chiesto a Roma di dettagliare meglio - venerdì prossimo - la richiesta, lamentando che non sia stata nemmeno accennata dalla sottosegretaria Del Re lunedì alla riunione dei ministri degli Esteri. Per uscire dall'angolo, Conte è pronto a ripiegare su un mini accordo con Merkel. Prevede che Berlino prenda volontariamente fino a 500 rifugiati al mese dall'Italia e aiuti Roma nel pressing sugli altri partner per distribuire più equamente i migranti. In cambio, l'Italia annuncerà a settembre la volontà di riprendere un numero inferiore di migranti secondari scappati in Germania. Ma solo quelli che varcheranno il confine in futuro, nessuno dei 40mila già dichiarati da Berlino sul proprio territorio.
Ieri, intanto, l'ong Open Arms ha accusato il governo di aver reso l'Italia "un porto non sicuro". E così la sua nave Astral, che ha salvato una donna dispersa al largo della Libia e recuperato i corpi di una madre e del suo bambino, ha girato la prua verso la Spagna: "Lo sbarco in Italia è critico per via delle dichiarazioni di Salvini e della decisione di rifiutare i due cadaveri". Attacchi che si sommano al racconto di Nadja Kriewald, la giornalista tedesca imbarcata con la guardia costiera di Tripoli al momento del salvataggio, che ha parlato di un'altra bambina morta: "Lo si è scoperto solo a bordo perché la mamma l'ha tenuta per tutto il tempo tra le braccia per paura che buttassero il corpo in mare". E Salvini? "Farò qualsiasi cosa perché non ci sia un immigrato in più rispetto a oggi", giura, mentre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S) difende le Ong: "Hanno svolto un lavoro preziosissimo". Il tutto mentre una nave tunisina con 40 migranti salvati si è vista negare l'approdo da Italia, Malta e Tunisia.
In Europa, nel frattempo, si consuma la sfida diplomatica. Finora l'Italia è rimasta quasi a bocca asciutta, per questo Conte ha scritto a Juncker e Tusk: "Gli eventi dimostrano che è essenziale dotarsi da subito di un meccanismo Ue di gestione rapida nelle operazioni di Ricerca e Salvataggio", con una "cellula di crisi che coordini l'individuazione del porto di sbarco e dei paesi disposti ad accogliere chi è soccorso". Ma sarà dura che i partner accettino, tanto più dopo che ieri metà dei Paesi ha detto no ad un immediato cambiamento delle regole di Sophia che permetta lo sbarco dei migranti sulle navi militari Ue in porti non italiani. Gli ambasciatori hanno poi chiesto a Roma di dettagliare meglio - venerdì prossimo - la richiesta, lamentando che non sia stata nemmeno accennata dalla sottosegretaria Del Re lunedì alla riunione dei ministri degli Esteri. Per uscire dall'angolo, Conte è pronto a ripiegare su un mini accordo con Merkel. Prevede che Berlino prenda volontariamente fino a 500 rifugiati al mese dall'Italia e aiuti Roma nel pressing sugli altri partner per distribuire più equamente i migranti. In cambio, l'Italia annuncerà a settembre la volontà di riprendere un numero inferiore di migranti secondari scappati in Germania. Ma solo quelli che varcheranno il confine in futuro, nessuno dei 40mila già dichiarati da Berlino sul proprio territorio.