Erdogan-Netanyahu, accuse durissime: "Israele come Hitler", "No, tu sei un dittatore e stragista"
dal nostro corrispondente MARCO ANSALDOParole grosse fra il presidente turco e il premier israeliano: "Lo Stato ebraico è il Paese più sionista, fascista e razzista del mondo". La risposta di "Bibi": "Erdogan compie massacri in Siria e fra i curdi, chiude in carcere decine di migliaia di suoi cittadini. La sua è una dittatura"
ISTANBUL – Ci risiamo. Volano parole grosse fra Erdogan e Netanyahu. Ancora più dure e forti rispetto agli scontri verbali degli ultimi mesi. E il piano del confronto si alza così a livelli inimmaginabili. Ma tutto sembra ormai possibile nell’arena politica internazionale, in particolare dopo il recente micidiale scambio di accuse avvenuto fra il presidente Donald Trump e quello iraniano Hassan Rouhani.
“Israele è il Paese più sionista, fascista e razzista del mondo”, dice il capo dello Stato turco in Parlamento, davanti ai membri del suo partito conservatore di ispirazione religiosa. Recep Tayyip Erdogan ha chiamato le nazioni islamiche a mobilitarsi dopo il voto alla Knesset, l’Assemblea di Gerusalemme, che nei giorni scorsi ha sancito Israele come Paese dalla sola identità ebraica, escludendo dunque quella araba. “La nazione ebraica ha passato in Parlamento una legge che mostra le reali intenzioni del Paese &nd…
“Israele è il Paese più sionista, fascista e razzista del mondo”, dice il capo dello Stato turco in Parlamento, davanti ai membri del suo partito conservatore di ispirazione religiosa. Recep Tayyip Erdogan ha chiamato le nazioni islamiche a mobilitarsi dopo il voto alla Knesset, l’Assemblea di Gerusalemme, che nei giorni scorsi ha sancito Israele come Paese dalla sola identità ebraica, escludendo dunque quella araba. “La nazione ebraica ha passato in Parlamento una legge che mostra le reali intenzioni del Paese &nd…
ISTANBUL – Ci risiamo. Volano parole grosse fra Erdogan e Netanyahu. Ancora più dure e forti rispetto agli scontri verbali degli ultimi mesi. E il piano del confronto si alza così a livelli inimmaginabili. Ma tutto sembra ormai possibile nell’arena politica internazionale, in particolare dopo il recente micidiale scambio di accuse avvenuto fra il presidente Donald Trump e quello iraniano Hassan Rouhani.
“Israele è il Paese più sionista, fascista e razzista del mondo”, dice il capo dello Stato turco in Parlamento, davanti ai membri del suo partito conservatore di ispirazione religiosa. Recep Tayyip Erdogan ha chiamato le nazioni islamiche a mobilitarsi dopo il voto alla Knesset, l’Assemblea di Gerusalemme, che nei giorni scorsi ha sancito Israele come Paese dalla sola identità ebraica, escludendo dunque quella araba. “La nazione ebraica ha passato in Parlamento una legge che mostra le reali intenzioni del Paese – tuona il presidente turco – legittima così tutte le azioni illegali e le oppressioni. Non c’è differenza fra l’ossessione di Hitler per la razza ariana e la mentalità di Israele. Lo spirito di Hitler è riemerso sotto l’amministrazione israeliana”.
Parole di una durezza senza precedenti, benché il Sultano non sia nuovo a exploit del genere. Inevitabile la replica del premier Benjamin Netanyahu: “Erdogan compie massacri in Siria e fra i curdi, chiude in carcere decine di migliaia di suoi cittadini. Il fatto che un gran 'democratico' del genere attacchi la nostra Legge sulla Nazione è il complimento migliore per quella legge''. E aggiunge, il leader israeliano: "Sotto il governo di Erdogan la Turchia è divenuta una dittatura oscurantista, mentre Israele garantisce con meticolosità la parità di diritti fra i propri cittadini: prima della promulgazione di quella legge, e anche dopo".A protestare contro la recente approvazione della legge sull’identità esclusivamente ebraica di Israele era stata per prima proprio al mondo la Turchia, subito dopo l'Autorità nazionale palestinese, gli arabi israeliani, i politici di opposizione e i gruppi che si battono per il rispetto dei diritti civili. Una norma poi criticata anche dall'Unione Europea, il cui rappresentante a Gerusalemme aveva più volte avuto manifestato la forte perplessità comune a Netanyahu.
La nuova legge, passata con uno scarto risicato (62 voti a favore contro 55), definisce ufficialmente Israele patria nazionale del popolo ebraico, chiama Gerusalemme capitale "unita", e la lingua del Paese quella sola ebraica. Da Ankara il governo di Erdogan, già ai ferri corti con Israele per i tanti dissapori degli ultimi anni, aveva immediatamente lanciato una nota dal ministero degli Esteri criticando “una norma che ignora i principi del diritto universale e i diritti dei cittadini israeliani di origine palestinese, e che proclama Gerusalemme, occupata da Israele, come capitale”. Ora un nuovo attacco, con l’uso di termini estremi. L’impressione è che il livello di scontro potrebbe, ancora e pericolosamente, salire.
“Israele è il Paese più sionista, fascista e razzista del mondo”, dice il capo dello Stato turco in Parlamento, davanti ai membri del suo partito conservatore di ispirazione religiosa. Recep Tayyip Erdogan ha chiamato le nazioni islamiche a mobilitarsi dopo il voto alla Knesset, l’Assemblea di Gerusalemme, che nei giorni scorsi ha sancito Israele come Paese dalla sola identità ebraica, escludendo dunque quella araba. “La nazione ebraica ha passato in Parlamento una legge che mostra le reali intenzioni del Paese – tuona il presidente turco – legittima così tutte le azioni illegali e le oppressioni. Non c’è differenza fra l’ossessione di Hitler per la razza ariana e la mentalità di Israele. Lo spirito di Hitler è riemerso sotto l’amministrazione israeliana”.
Parole di una durezza senza precedenti, benché il Sultano non sia nuovo a exploit del genere. Inevitabile la replica del premier Benjamin Netanyahu: “Erdogan compie massacri in Siria e fra i curdi, chiude in carcere decine di migliaia di suoi cittadini. Il fatto che un gran 'democratico' del genere attacchi la nostra Legge sulla Nazione è il complimento migliore per quella legge''. E aggiunge, il leader israeliano: "Sotto il governo di Erdogan la Turchia è divenuta una dittatura oscurantista, mentre Israele garantisce con meticolosità la parità di diritti fra i propri cittadini: prima della promulgazione di quella legge, e anche dopo".A protestare contro la recente approvazione della legge sull’identità esclusivamente ebraica di Israele era stata per prima proprio al mondo la Turchia, subito dopo l'Autorità nazionale palestinese, gli arabi israeliani, i politici di opposizione e i gruppi che si battono per il rispetto dei diritti civili. Una norma poi criticata anche dall'Unione Europea, il cui rappresentante a Gerusalemme aveva più volte avuto manifestato la forte perplessità comune a Netanyahu.
La nuova legge, passata con uno scarto risicato (62 voti a favore contro 55), definisce ufficialmente Israele patria nazionale del popolo ebraico, chiama Gerusalemme capitale "unita", e la lingua del Paese quella sola ebraica. Da Ankara il governo di Erdogan, già ai ferri corti con Israele per i tanti dissapori degli ultimi anni, aveva immediatamente lanciato una nota dal ministero degli Esteri criticando “una norma che ignora i principi del diritto universale e i diritti dei cittadini israeliani di origine palestinese, e che proclama Gerusalemme, occupata da Israele, come capitale”. Ora un nuovo attacco, con l’uso di termini estremi. L’impressione è che il livello di scontro potrebbe, ancora e pericolosamente, salire.