Pakistan, 5 candidati transessuali alle elezioni. Tra loro una vittima dell'acido
di SILVIA MARTELLILa storia di Nayyab Ali: "Ho capito che senza potere politico e senza essere parti delle istituzioni, non puoi ottenere i tuoi diritti"
ISLAMABAD - Ventata di novità per le elezioni pachistane: cinque candidati transessuali, di cui tre indipendentisti e due esponenti del partito centrista Tehreek-e-Insaf- G. Il numero iniziale era in realtà di 13 candidati, ma 9 di questi hanno dovuto rinunciare alla corsa al seggio per mancanza di fondi.
Tra i cinque candidati c'è Nayyab Ali, il cui passato è segnato da molte tragedie: all'età di 13 anni, a causa di abusi sessuali da parte dei parenti, si allontana da casa; qualche anno dopo, un ex fidanzato la sfregia con l'acido. "Ho capito che senza potere politico e senza essere parti delle istituzioni, non puoi ottenere i tuoi diritti", dice Ali alla BBC.
ll Pakistan è uno dei primi Paesi al mondo ad aver autorizzato un terzo sesso sulle carte d'identità nazionali, decisione poi estesa anche ai passaporti. Lo scorso maggio è stata anche approvata una legge che garantisce i diritti base, tra …
Tra i cinque candidati c'è Nayyab Ali, il cui passato è segnato da molte tragedie: all'età di 13 anni, a causa di abusi sessuali da parte dei parenti, si allontana da casa; qualche anno dopo, un ex fidanzato la sfregia con l'acido. "Ho capito che senza potere politico e senza essere parti delle istituzioni, non puoi ottenere i tuoi diritti", dice Ali alla BBC.
ll Pakistan è uno dei primi Paesi al mondo ad aver autorizzato un terzo sesso sulle carte d'identità nazionali, decisione poi estesa anche ai passaporti. Lo scorso maggio è stata anche approvata una legge che garantisce i diritti base, tra …
ISLAMABAD - Ventata di novità per le elezioni pachistane: cinque candidati transessuali, di cui tre indipendentisti e due esponenti del partito centrista Tehreek-e-Insaf- G. Il numero iniziale era in realtà di 13 candidati, ma 9 di questi hanno dovuto rinunciare alla corsa al seggio per mancanza di fondi.
Tra i cinque candidati c'è Nayyab Ali, il cui passato è segnato da molte tragedie: all'età di 13 anni, a causa di abusi sessuali da parte dei parenti, si allontana da casa; qualche anno dopo, un ex fidanzato la sfregia con l'acido. "Ho capito che senza potere politico e senza essere parti delle istituzioni, non puoi ottenere i tuoi diritti", dice Ali alla BBC.
ll Pakistan è uno dei primi Paesi al mondo ad aver autorizzato un terzo sesso sulle carte d'identità nazionali, decisione poi estesa anche ai passaporti. Lo scorso maggio è stata anche approvata una legge che garantisce i diritti base, tra cui quelli all'educazione e al lavoro, ai 500.000 cittadini pakistani transessuali, a lungo minacciati dalla società conservatrice. Vittorie anche in TV: lo scorso mese, un attore trans ha recitato a fianco di una stella nazionale, e da marzo un telegiornale di un canale privato è condotto da Marvia Malik, trans 21enne.
Pregiudizi, violenze e discriminazioni sono tuttavia ancora largamente diffusi, e in molti casi sono sfociati in episodi ancora più gravi. "Oggi quelli come me vengono ammazzati", racconta Ali. "Un tempo, incidenti di pestaggi e attacchi con l'acido erano diffusi, ma oggi è peggio, ti uccidono". Negli ultimi tre anni, le vittime transessuali sono state oltre 60. Tra queste, una ragazza 23enne contro cui una gang locale ha sparato più volte, poi morta mentre i medici non riuscivano a decidere se ammetterla nel reparto maschile o femminile.
Maria Khan, una candidata politica indipendentista, si definisce ben consapevole dei pericoli che corre quotidianamente. "Le nostre famiglie assoldano dei criminali per ucciderci," dice. "Io stessa sono sopravvissuta a malapena quando hanno iniziato a sparare contro a casa mia". Si dichiara però molto felice della reazione della comunità alla sua candidatura, ringraziando per le molte donazioni ricevute per la sua campagna politica.
Nadeem Kashis, altra candidata a primo ministro, non aveva fondi a sufficienza per "volantini e viaggi, come nella tradizionali campagne". Non si è però arresa, decidendo di diffondere il suo messaggio via radio, nel suo stesso programma. "E' il nostro momento - dice -. Solo con la partecipazione di transessuali la democratizzazione del Pakistan sarà realmente completa".
Tra i cinque candidati c'è Nayyab Ali, il cui passato è segnato da molte tragedie: all'età di 13 anni, a causa di abusi sessuali da parte dei parenti, si allontana da casa; qualche anno dopo, un ex fidanzato la sfregia con l'acido. "Ho capito che senza potere politico e senza essere parti delle istituzioni, non puoi ottenere i tuoi diritti", dice Ali alla BBC.
ll Pakistan è uno dei primi Paesi al mondo ad aver autorizzato un terzo sesso sulle carte d'identità nazionali, decisione poi estesa anche ai passaporti. Lo scorso maggio è stata anche approvata una legge che garantisce i diritti base, tra cui quelli all'educazione e al lavoro, ai 500.000 cittadini pakistani transessuali, a lungo minacciati dalla società conservatrice. Vittorie anche in TV: lo scorso mese, un attore trans ha recitato a fianco di una stella nazionale, e da marzo un telegiornale di un canale privato è condotto da Marvia Malik, trans 21enne.
Pregiudizi, violenze e discriminazioni sono tuttavia ancora largamente diffusi, e in molti casi sono sfociati in episodi ancora più gravi. "Oggi quelli come me vengono ammazzati", racconta Ali. "Un tempo, incidenti di pestaggi e attacchi con l'acido erano diffusi, ma oggi è peggio, ti uccidono". Negli ultimi tre anni, le vittime transessuali sono state oltre 60. Tra queste, una ragazza 23enne contro cui una gang locale ha sparato più volte, poi morta mentre i medici non riuscivano a decidere se ammetterla nel reparto maschile o femminile.
Maria Khan, una candidata politica indipendentista, si definisce ben consapevole dei pericoli che corre quotidianamente. "Le nostre famiglie assoldano dei criminali per ucciderci," dice. "Io stessa sono sopravvissuta a malapena quando hanno iniziato a sparare contro a casa mia". Si dichiara però molto felice della reazione della comunità alla sua candidatura, ringraziando per le molte donazioni ricevute per la sua campagna politica.
Nadeem Kashis, altra candidata a primo ministro, non aveva fondi a sufficienza per "volantini e viaggi, come nella tradizionali campagne". Non si è però arresa, decidendo di diffondere il suo messaggio via radio, nel suo stesso programma. "E' il nostro momento - dice -. Solo con la partecipazione di transessuali la democratizzazione del Pakistan sarà realmente completa".