Zimbabwe, Mugabe ricompare alla vigilia del voto: "Sarà rovesciato regime militare"
Prime elezioni senza il presidente che ha dominato il Paese per quasi 40 anni. "Ora non c'è libertà", e annuncia che non voterà per il suo successore
HARARE - "Mi sono dimesso per scongiurare un bagno di sangue e per evitare un conflitto tra esercito e popolazione": così Robert Mugabe nella prima conferenza stampa dalle sue dimissioni, nel novembre scorso, e alla vigilia del voto per le presidenziali, in programma domani. Si tratterà delle prime elezioni senza il padre-padrone del Paese africano, che lo ha dominato ininterrottamente per quasi 40 anni, fino alla deposizione avvenuta l'anno scorso. Lo Zimbabwe senza di lui, avverte, "è lungi dall'essere libero" essendo stato oggetto di un "colpo militare".
Le elezioni, dice l'ex dittatore, "rovesceranno il governo militare" e preannuncia che non voterà per il suo successore Emmerson Mnangagwa, lasciando intendere che darà indicazione di voto per il suo oppositore Nelson Chamisa.
Domani 5,6 milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per le elezioni generali, già definite storiche. I c…
Le elezioni, dice l'ex dittatore, "rovesceranno il governo militare" e preannuncia che non voterà per il suo successore Emmerson Mnangagwa, lasciando intendere che darà indicazione di voto per il suo oppositore Nelson Chamisa.
Domani 5,6 milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per le elezioni generali, già definite storiche. I c…
HARARE - "Mi sono dimesso per scongiurare un bagno di sangue e per evitare un conflitto tra esercito e popolazione": così Robert Mugabe nella prima conferenza stampa dalle sue dimissioni, nel novembre scorso, e alla vigilia del voto per le presidenziali, in programma domani. Si tratterà delle prime elezioni senza il padre-padrone del Paese africano, che lo ha dominato ininterrottamente per quasi 40 anni, fino alla deposizione avvenuta l'anno scorso. Lo Zimbabwe senza di lui, avverte, "è lungi dall'essere libero" essendo stato oggetto di un "colpo militare".
Le elezioni, dice l'ex dittatore, "rovesceranno il governo militare" e preannuncia che non voterà per il suo successore Emmerson Mnangagwa, lasciando intendere che darà indicazione di voto per il suo oppositore Nelson Chamisa.
Domani 5,6 milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per le elezioni generali, già definite storiche. I cittadini sono chiamati ad eleggere un nuovo presidente, deputati e consiglieri municipali, dopo una campagna elettorale insolitamente pacifica e partecipata. Domani sarà anche la prima volta degli osservatori elettorali stranieri, dopo 16 anni di assenza. Oltre a Mugabe, costretto alle dimissioni lo scorso 21 novembre, l'altro grande assente è lo storico oppositore Morgan Tsvangirai, deceduto cinque mesi fa.
Per la prima volta si registra un numero record di candidati alla presidenza, in tutto 23 - 19 uomini e quattro donne - che sono riusciti a raccogliere 100 firme di elettori iscritti nelle 10 province e hanno pagato mille dollari previsti per legge. Grande favorito è il presidente di transizione Emmerson Mnangagwa, ex vice di Mugabe, succedutogli otto mesi fa alla guida del paese e del partito Zanu-Pf.
Le elezioni, dice l'ex dittatore, "rovesceranno il governo militare" e preannuncia che non voterà per il suo successore Emmerson Mnangagwa, lasciando intendere che darà indicazione di voto per il suo oppositore Nelson Chamisa.
Domani 5,6 milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per le elezioni generali, già definite storiche. I cittadini sono chiamati ad eleggere un nuovo presidente, deputati e consiglieri municipali, dopo una campagna elettorale insolitamente pacifica e partecipata. Domani sarà anche la prima volta degli osservatori elettorali stranieri, dopo 16 anni di assenza. Oltre a Mugabe, costretto alle dimissioni lo scorso 21 novembre, l'altro grande assente è lo storico oppositore Morgan Tsvangirai, deceduto cinque mesi fa.
Per la prima volta si registra un numero record di candidati alla presidenza, in tutto 23 - 19 uomini e quattro donne - che sono riusciti a raccogliere 100 firme di elettori iscritti nelle 10 province e hanno pagato mille dollari previsti per legge. Grande favorito è il presidente di transizione Emmerson Mnangagwa, ex vice di Mugabe, succedutogli otto mesi fa alla guida del paese e del partito Zanu-Pf.