Esteri

Zimbabwe al voto, la prima volta senza Mugabe

Lunghe file fin dall'alba davanti ai seggi (afp)
Sfida tra il successore del dittatore, Mnangagwa, e il giovane pastore Chamisa. Folla di candidati, e per la prima volta tornano gli osservatori internazionali. Lunghe file ai seggi
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Il "coccodrillo" contro il pastore protestante. Sono loro i principali contendenti alle prime elezioni in Zimbabwe senza il padre-padrone Robert Mugabe che l'ha ininterrottamente dominato per quasi 40 anni, fino alla deposizione avvenuta l'anno scorso: il primo dei due, il Emmerson Mnangagwa, 75 anni, è stato a lungo braccio destro dello stesso Mugabe; l'altro, il quarantenne Nelson Chamisa, prete e avvocato, spera di diventare il più giovane capo di Stato del Paese africano. Stamattina, molto prima dell'apertura dei seggi, c'erano già lunghe file di chi spera che queste "storiche" elezioni possano cambiare il destino del Paese, e soprattutto farlo uscire dalla gravissima e ormai decennale crisi economica che lo funesta.

Oltre che un nuovo presidente, i 5,6 milioni di aventi diritto al voto sono anche chiamati a eleggere deputati e consiglieri municipali, dopo una campagna elettorale insolitamente pacifica e partecipata. Oggi, dopo 16 anni di assenza, sono anche tornati quegli osservatori elettorali stranieri che l'ex dittatore aveva allontanato per organizzare elezioni che lui e il suo partito Zanu-Pf vincevano sempre plebiscitariamente. In queste elezioni, oltre a Mugabe, 94 anni, costretto alle dimissioni lo scorso 21 novembre, l'altro grande assente è lo storico oppositore Morgan Tsvangirai, deceduto per un tumore cinque mesi fa.

Ora, per la prima volta si registra un numero record di candidati alla presidenza, che sono 23 (19 uomini e 4 donne). Sono tutti riusciti a raccogliere 100 firme di elettori iscritti nelle dieci province del Paese e hanno pagato i mille dollari previsti per legge. Ma tanti candidati indeboliscono ovviamente l'opposizione, e il grande favorito è dunque il "coccodrillo", ossia il presidente di transizione Mnangagwa, succeduto a Mugabe alla guida del Paese e del partito.

Ieri, intanto, nella prima conferenza stampa dal suo defenestramento, l'ex dittatore ha dichiarato di essersi "dimesso per scongiurare un bagno di sangue e per evitare un conflitto tra esercito e popolazione".  Senza di lui, ha aggiunto, lo Zimbabwe "è lungi dall'essere libero, perché è stato oggetto di un golpe militare". Le elezioni, ha anche detto Mugabe, "rovesceranno il governo militare" e ha preannunciato che non voterà per il suo successore Mnangagwa, lasciando intendere che darà indicazione di voto per il suo oppositore Chamisa. Il quale ha immediatamente risposto che vincerà anche senza l'appoggio del vecchio dittatore.