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Caso Benalla, bocciata la sfiducia al governo francese

Il premier francese Edouard Philippe (ansa)
La mozione presentata dalla destra dei Républicains ha ottenuto solo 143 voti a favore, la metà di quelli necessari per far cadere l'esecutivo. Solo 74 "sì" per la mozione della sinistra. Il premier Edouard Philippe: "La nostra democrazia ha funzionato, il caso è stato strumentalizzato politicamente"
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PARIGI - Emmanuel Macron e il governo di Edouard Philippe dribblano le mozioni di sfiducia sul caso Benalla e vanno in vacanza sperando che agosto calmi le acque attorno al caso del collaboratore dell’Eliseo immortalato in un video mentre maltratta alcuni manifestanti il primo maggio. La mozione contro l’esecutivo presentata dalla destra repubblicana (votata anche da La France Insoumise e dai comunisti ma non dai socialisti) ha ottenuto 143 voti a favore, ben lontano dai 289 necessari per costringere il governo alle dimissioni. La maggioranza granitica di La République in Marche ha tenuto senza defezioni. E ha affondato anche la seconda sfiducia proposta dalla sinistra unita che ha incassato appena 74“sì”.

L’opposizione - cui il caso Benalla ha consentito di rialzare la testa  e riconquistare un po’ di margine di manovra contro Macron - ha attaccato il governo a testa bassa: “Questo è un affare di Stato che chiama in…
PARIGI - Emmanuel Macron e il governo di Edouard Philippe dribblano le mozioni di sfiducia sul caso Benalla e vanno in vacanza sperando che agosto calmi le acque attorno al caso del collaboratore dell’Eliseo immortalato in un video mentre maltratta alcuni manifestanti il primo maggio. La mozione contro l’esecutivo presentata dalla destra repubblicana (votata anche da La France Insoumise e dai comunisti ma non dai socialisti) ha ottenuto 143 voti a favore, ben lontano dai 289 necessari per costringere il governo alle dimissioni. La maggioranza granitica di La République in Marche ha tenuto senza defezioni. E ha affondato anche la seconda sfiducia proposta dalla sinistra unita che ha incassato appena 74“sì”.

L’opposizione - cui il caso Benalla ha consentito di rialzare la testa  e riconquistare un po’ di margine di manovra contro Macron - ha attaccato il governo a testa bassa: “Questo è un affare di Stato che chiama in causa le negligenze del premier e dell’Eliseo”, ha detto il presidente dei repubblicani Christian Jacob. “Macron invece di punire il suo collaboratore l’ha protetto – gli ha fatto eco André Chassaigne, presidente della sinistra democratica -. E’ la spia di una deriva iper-presidenzialista che ci allontana dallo stato di diritto e scredita l’immagine del paese all’estero”. “Una monarchia presidenziale – gli ha fatto eco il leader di La France Insouomise Jean-Luc Mélenchon – che ha consentito a Benalla di privatizzare la sicurezza della repubblica”.

Il premier Edouard Philippe, rimasto finora un po’ defilato negli ultimi giorni, si è schierato senza se e senza ma al fianco del presidente della Repubblica. “La nostra democrazia ha funzionato – ha detto – e il caso è stato strumentalizzato politicamente”. Il comportamento di Benalla alle manifestazioni del primo maggio “è stato choccante” ha ammesso. Ma lui “è stato licenziato tre giorni dopo”, e i poliziotti che l’hanno aiutato “sono stati sospesi”. Niente da rimproverarsi, insomma. Anzi. “Non è emerso niente dalle inchieste che faccia pensare all’esistenza di una milizia parallela, di una deriva monarchica o di impunità”. L’obiettivo delle opposizioni – ha concluso – “era solo quello di rallentare di qualche settimana le riforme che vogliono i francesi”.

Il Parlamento si prepara intanto a chiudere i lavori. Macron riunirà per una cena e un saluto i ministri, poi liberi tutti per le vacanze con il presidente che incontrerà venerdì a Fort de Bregancons Theresa May per fare il punto sulla Brexit. La sua speranza è che agosto annacqui le polemiche feroci delle ultime settimane che hanno limato di poco – anche se forse un po’ meno del previsto -la sua popolarità nei sondaggi. A settembre avrà bisogno del consenso in parlamento e del paese per approvare la delicatissima riforma costituzionale. E si troverà contro un’opposizione rinfrancata dalla bufera di queste settimane. A destra i repubblicani, dopo un anno non proprio facile, si sono riguadagnati il titolo di principali oppositori all’ondata macronista. La sinistra, dopo le convergenze un po’ causali arrivate sul caso Benalla tra La France Insoumise, socialisti e comunisti, dovrà lavorare per capire se provare a muoversi unita o se ognuno continuerà ad andare per la sua strada.