E' la seconda volta che un suo laboratorio viene distrutto, dopo le sue prese di posizione contro il governo cinese. Lo ha annunciato lo stesso artista su Instagram
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PECHINO - Una ruspa ha distrutto le finestre del grande atelier dell'artista dissidente Ai Weiwei, alla periferia di Pechino. Alcune sue opere sono state messe in salvo da diverse persone. Attualmente l'artista, che aveva disegnato il Nido, lo stadio di Pechino per le Olimpiadi, vive a Berlino. A dare la notizia, con tanto di filmato della demolizione, è stato lo stesso Weiwei, attraverso diversi post sul suo account Instagram.
Cina, la denuncia di Ai Weiwei: "Demolito il mio studio a Pechino"
"Addio" ha scritto, postando poi alcune delle opere prodotte in quell'atelier.
"Oggi hanno iniziato a demolire il mio studio 'Zuo you' a Pechino senza che prima ne venissi informato", ha scritto Ai, che definisce il fabbricato dove si trovava come "un edificio industriale nello stile socialista della Germania dell'est". E' la seconda volta che l'artista subisce le angherie dispotiche del governo di Pechino. La prima volta fu nel 2010, quando la giunta municipale di Shanghai stabilì che il suo studio di Malu Twon dovesse essere chiuso e demolito. L'11 gennaio venne distrutto anche se si riuscirono a recuperare parti dell'edificio.
Per la sua opposizione al regime è stato rinchiuso in carcere, in una località segreta, dal 2 aprile al 22 giugno 2011. Dopo 81 giorni è stato rilasciato su cauzione e il passaporto gli è stato restituito solo nel 2015.