Emergenza caldo, il Giappone pensa a reintrodurre l'ora legale. Ma è un problema per lo "stakanovismo"
dal nostro corrispondente FILIPPO SANTELLIA due anni dalle Olimpiadi di Tokyo, le autorità nipponiche stanno pensando di portare avanti di due ore le lancette per far svolgere le gare a un orario più fresco. Ma la proposta ha gettato nel panico i lavoratori del Paese, dove uscire dall’ufficio prima che faccia buio è considerato un disonore e le già interminabili giornate di lavoro così si allungherebbero di altri 120 minuti
PECHINO (CINA) - La salute degli atleti olimpici o quella dei suoi stakanovisti lavoratori? Bel dilemma che deve affrontare il Giappone, a due anni esatti dall’accensione della fiaccola di Tokyo 2020. Il caldo torrido di questa estate, colonnina fissa in zona 40 gradi, ha messo in grave agitazione gli organizzatori dei Giochi: temperature del genere rischiano di rovinare prestazioni e spettacolo. Così il presidente del Comitato olimpico ha chiesto al premier Abe di rispolverare un’usanza che nel Paese non si vede dal 1952, l’ora legale. Portare avanti non di una, bensì di due ore le lancette, e programmare gare come la maratona alle 7, le 5 solari, aiuterebbe a scongiurare parecchi coccoloni. Peccato che la proposta abbia gettato nel panico i lavoratori del Paese, dove uscire dall’ufficio prima che faccia buio è considerato un disonore. Le già interminabili giornate davanti al Pc rischierebbero di allungarsi di altri 120 minuti.I pre…
PECHINO (CINA) - La salute degli atleti olimpici o quella dei suoi stakanovisti lavoratori? Bel dilemma che deve affrontare il Giappone, a due anni esatti dall’accensione della fiaccola di Tokyo 2020. Il caldo torrido di questa estate, colonnina fissa in zona 40 gradi, ha messo in grave agitazione gli organizzatori dei Giochi: temperature del genere rischiano di rovinare prestazioni e spettacolo. Così il presidente del Comitato olimpico ha chiesto al premier Abe di rispolverare un’usanza che nel Paese non si vede dal 1952, l’ora legale. Portare avanti non di una, bensì di due ore le lancette, e programmare gare come la maratona alle 7, le 5 solari, aiuterebbe a scongiurare parecchi coccoloni. Peccato che la proposta abbia gettato nel panico i lavoratori del Paese, dove uscire dall’ufficio prima che faccia buio è considerato un disonore. Le già interminabili giornate davanti al Pc rischierebbero di allungarsi di altri 120 minuti.I precedenti parlano chiaro. Quando nel 1948, al termine della Seconda Guerra Mondiale, il comando alleato la introdusse nell’isola, l’ora legale ebbe vita breve proprio per questo motivo. Stessa storia nella vicina Corea del Sud, che la adottò per due anni in occasione dei Giochi di Seul del 1988, salvo abbandonarla subito dopo. E se è vero che l’abitudine di lavorare a oltranza sta piano piano retrocedendo in Giappone, resta comunque uno dei più dannosi vizi nazionali. A giudicare dai commenti furibondi sui social, molti cittadini sono convinti che l’effetto si ripeterebbe, e anche il governo conservatore di Shinzo Abe non lo esclude: «Avrebbe un impatto negativo sulle persone, e siamo solo a due anni dai Giochi», ha detto un portavoce. Preoccupato anche per la difficoltà di ritarare in tempo utile tutti i sistemi informatici.
A chiunque visiti il Giappone, rimangono impresse nella memoria albe precoci e metropoli inondate di luce artificiale per buona parte della seconda metà del giorno. Anche in pieno solstizio estivo, fa buio alle 8. Nelle stagioni di mezzo, quando nelle nostre zone mediterranee (Tokyo si trova circa alla stessa latitudine di Lampedusa) il pomeriggio si allunga ancora fino alle 19-20, nel Sol Levante fa buio alle 4 e mezza, ma alla stessa ora del mattino si viene letteralmente buttati giù dal letto dalla luce. Non è un caso. Il Giappone, oltre a rifiutare l’ora legale, si colloca, nella time zone, un fuso e mezzo più a Ovest rispetto alla sua posizione geografica reale: in altre parole, nei sei mesi in cui vige l’ora legale nell’emisfero Nord, Kyoto o a Sapporo sono 2 ore-2 ore e mezza indietro rispetto a quanto ci si aspetterebbe che fossero. I proprietari terrieri prima, il ministero dell’istruzione poi, sono stati, nel tempo, gli artefici di questo anticipo, tra ragioni di produttività per gli uni, e di "riposo" per gli altri.
Nelle prossime settimane il dibattito si annuncia infuocato, anche perché la memoria dell’ora legale è legata all’umiliazione dell’occupazione post-bellica. Secondo il Comitato olimpico spostare le lancette aiuterebbe pure a risparmiare energia e rendere i Giochi più “verdi”, una delle priorità dei Giochi di Tokyo. Ma l’impressione è che il premier Abe, il cui indice di consenso tra uno scandalo e l’altro è sempre ballerino, eviterebbe volentieri di alterare l’orologio biologico dei suoi elettori. Per combattere le ondate di caldo torrido si stanno studiando altre soluzioni hi-tech, come rivestire le strade e gli impianti che ospiteranno le gare di un materiale isolante, al momento però nessuna è stata ancora testata. Il tempo stringe, e guadagnare due ore alla fine potrebbe rivelarsi l’unica soluzione.
A chiunque visiti il Giappone, rimangono impresse nella memoria albe precoci e metropoli inondate di luce artificiale per buona parte della seconda metà del giorno. Anche in pieno solstizio estivo, fa buio alle 8. Nelle stagioni di mezzo, quando nelle nostre zone mediterranee (Tokyo si trova circa alla stessa latitudine di Lampedusa) il pomeriggio si allunga ancora fino alle 19-20, nel Sol Levante fa buio alle 4 e mezza, ma alla stessa ora del mattino si viene letteralmente buttati giù dal letto dalla luce. Non è un caso. Il Giappone, oltre a rifiutare l’ora legale, si colloca, nella time zone, un fuso e mezzo più a Ovest rispetto alla sua posizione geografica reale: in altre parole, nei sei mesi in cui vige l’ora legale nell’emisfero Nord, Kyoto o a Sapporo sono 2 ore-2 ore e mezza indietro rispetto a quanto ci si aspetterebbe che fossero. I proprietari terrieri prima, il ministero dell’istruzione poi, sono stati, nel tempo, gli artefici di questo anticipo, tra ragioni di produttività per gli uni, e di "riposo" per gli altri.
Nelle prossime settimane il dibattito si annuncia infuocato, anche perché la memoria dell’ora legale è legata all’umiliazione dell’occupazione post-bellica. Secondo il Comitato olimpico spostare le lancette aiuterebbe pure a risparmiare energia e rendere i Giochi più “verdi”, una delle priorità dei Giochi di Tokyo. Ma l’impressione è che il premier Abe, il cui indice di consenso tra uno scandalo e l’altro è sempre ballerino, eviterebbe volentieri di alterare l’orologio biologico dei suoi elettori. Per combattere le ondate di caldo torrido si stanno studiando altre soluzioni hi-tech, come rivestire le strade e gli impianti che ospiteranno le gare di un materiale isolante, al momento però nessuna è stata ancora testata. Il tempo stringe, e guadagnare due ore alla fine potrebbe rivelarsi l’unica soluzione.