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La copertina del libro di Gerry Adams 

Gerry Adams, la rivoluzione ai fornelli

Il leader degli indipendentisti nordirlandesi annuncia per Natale un libro di ricette di cucina, sperimentate durante il negoziato di pace. Ultimo atto di una svolta intimista, esposta sui social a colpi di selfie, paperelle e autoironia
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Per decenni è stato l'incubo del Regno Unito e l'eroe della rivoluzione repubblicana irlandese. Il nemico pubblico da "silenziare" alla Bbc come se la sua sola voce potesse innescare esplosivi, e l'oratore più coinvolgente che il movimento indipendentista delle sei contee dell'Irlanda del nord avesse mai conosciuto. Oggi Gerry Adams è un quasi settantenne dall'aria sorniona, che posta sui social foto di paperelle e selfie con le caprette e prepara una strenna di Natale molto speciale, un libro di ricette di cucina. Non semplici ricette - peraltro di una cucina, quella irlandese, non proprio internazionalmente acclamata, ma ricca di tradizioni familiari - ma "ricette del negoziato".

Il nuovo libro dell'ex leader del Sinn Féin (il partito repubblicano nordirlandese, braccio politico dell'Ira) promette di rivelare "alcuni dei segreti meglio conservati del processo di pace nordirlandese". Il riferimento…
Per decenni è stato l'incubo del Regno Unito e l'eroe della rivoluzione repubblicana irlandese. Il nemico pubblico da "silenziare" alla Bbc come se la sua sola voce potesse innescare esplosivi, e l'oratore più coinvolgente che il movimento indipendentista delle sei contee dell'Irlanda del nord avesse mai conosciuto. Oggi Gerry Adams è un quasi settantenne dall'aria sorniona, che posta sui social foto di paperelle e selfie con le caprette e prepara una strenna di Natale molto speciale, un libro di ricette di cucina. Non semplici ricette - peraltro di una cucina, quella irlandese, non proprio internazionalmente acclamata, ma ricca di tradizioni familiari - ma "ricette del negoziato".

Il nuovo libro dell'ex leader del Sinn Féin (il partito repubblicano nordirlandese, braccio politico dell'Ira) promette di rivelare "alcuni dei segreti meglio conservati del processo di pace nordirlandese". Il riferimento è alla lunga e travagliata maratona che sfociò nell'aprile del 1998 con l'accordo del Venerdì Santo, patrocinato dall'allora neo eletto premier britannico Tony Blair, che pose fine ai Troubles, un trentennio di scontri e di attentati mortali che sconvolsero l'Inghilterra e l'Irlanda del nord. Parlando del "Negotiators Cook Book", un divertito Adams ricorda che "I britannici non ci davano mai da mangiare. Non avevamo mai cibo. Ma siccome eravamo dei repubblicani intrepidi e avevamo la fortuna di avere con noi un paio di grandi cuochi, ecco le ricette che hanno sostentato il team negoziale irlandese".
Sulla copertina del libro, anticipato da Adams su Twitter come "una fantastica strenna per la calza di Natale", compaiono una moka italiana, un paio di pentole sul fuoco, una bilancia, l'interno di una semplice cucina. E un esempio di ricetta: una ricca torta al cioccolato con la crema. Del resto il piacere dei fornelli non è un elemento nuovo della "seconda vita" del rivoluzionario nordirlandese. Il suo account Twitter è diventato negli anni oggetto di curiose analisi antropologiche.
Non che manchi l'impegno, anzi. Adams è sempre in prima linea nella causa dell'Irlanda unita - che mai come in queste settimane è tornata oggetto del contendere tra Europa e Gran Bretagna, mal di testa perenne del governo di Westminster e della casa reale Windsor. Oltretutto lui stesso è finito di nuovo sulle cronache per l'attacco subito dalla sua abitazione in un rigurgito di violenze legate all'instabilità del negoziato sulla Brexit.
Ma i social rivelano un lato più intimo, autoironico - e per i suoi detrattori, profondamente disturbante - dell'uomo un tempo più temuto e odiato del Regno. Al fianco delle foto negli eventi ufficiali e dei discorsi politici, ecco il post con la foto di una pentola che sobbolle con quello che appare uno stufato di carne, cipolle e patate: "Cibo di conforto, buona terapia post-elettorale. Gnam gnam".
E ancora, una vasca piena di paperelle di plastica, l'orsetto di peluche - "Teddy dice: è dura a volte essere un orso. So cosa vuol dire". O ancora, il selfie con il cane, o con la capretta - che è finita anche sulla copertina del suo "Piccolo libro dei tweet", una raccolta nata evidentemente sull'onda dell'incredulo successo raccolto dalla sua svolta social. Che lui ha giustificato così: "Sono stato in politica abbastanza a lungo da imparare a non prendermi troppo sul serio". Il senso dell'umorismo del vecchio leader, però, non perde mai la sua impronta politica, anche in cucina.
"Nella fry (la tipica colazione irlandese) non ci vanno i fagiolini, specialmente in una Ulster fry - twitta perentorio - A meno che non sia una fry delle sei contee occupate dalla Gran Bretagna". E oiche mhaith, una gaelica buona notte a tutti.