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(ansa)

India, la morte dell'ex premier Vajpayee segna la fine di un'era

L'ex potente primo ministro indiano è morto all’età di 93 anni dopo una lunga malattia. Con lui scompare una delle figure più significative della storia politica del Continente, un “fondamentalista” religioso che ha promosso i primi test nucleari clandestini dell'India ma ha anche riaperto per primo le relazioni con il rivale stato islamico del Pakistan nato dalla partizione del 1947
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BANGKOK - L'ex potente primo ministro indiano Atal Bihari Vajpayee è morto all’età di 93 anni dopo una lunga malattia. Con lui scompare una delle figure più significative della storia politica del Continente, un “fondamentalista” religioso che ha promosso i primi test nucleari clandestini dell'India ma ha anche riaperto per primo le relazioni con il rivale stato islamico del Pakistan nato dalla partizione del 1947.

Annunciando sette giorni di lutto nazionale, il premier Narendra Modi, leader dello stesso partito BJP co-fondato da Vajpayee, ha parlato della “fine di un’era” e definito il suo predecessore, “una figura paterna”, che “lascia un vuoto incolmabile” dopo aver “rafforzato il Jan Sangh (la comunità religiosa) e il Bharatiya Janata Party”, portando “la politica e la filosofia del BJP alla gente". Anche l’attuale leader dell’opposizione del Congress…
BANGKOK - L'ex potente primo ministro indiano Atal Bihari Vajpayee è morto all’età di 93 anni dopo una lunga malattia. Con lui scompare una delle figure più significative della storia politica del Continente, un “fondamentalista” religioso che ha promosso i primi test nucleari clandestini dell'India ma ha anche riaperto per primo le relazioni con il rivale stato islamico del Pakistan nato dalla partizione del 1947.

Annunciando sette giorni di lutto nazionale, il premier Narendra Modi, leader dello stesso partito BJP co-fondato da Vajpayee, ha parlato della “fine di un’era” e definito il suo predecessore, “una figura paterna”, che “lascia un vuoto incolmabile” dopo aver “rafforzato il Jan Sangh (la comunità religiosa) e il Bharatiya Janata Party”, portando “la politica e la filosofia del BJP alla gente". Anche l’attuale leader dell’opposizione del Congresso Rahul Gandhi ha elogiato l’ex nemico scrivendo in un tweet che Vajpayee era "amato e rispettato da milioni di persone"."Oggi l'India ha perso un grande figlio", ha aggiunto.
Il corteo funebre per l'ex primo ministro indiano Vajpayee (ansa)
Vajpayee è stato tre volte primo ministro: nel 1996 per soli 13 giorni, poi per circa un anno a partire dal 1998 e infine durante un intero mandato di cinque anni tra il ‘99 e il 2004. Poeta e amante della natura, l’ex premier non esito’ a usare i test nucleari e rilancio’ la corsa agli armamenti con il Pakistan, ma dopo l’attacco terroristico al Parlamento del 2001 e le rappresaglie dei fanatici hindu per l’assalto a un treno di fedeli che provocarono nel 2002 oltre 1000 morti in Gujarat, Vajpayee si incontro’ nel 2003 con l’allora presidente del Pakistan Pervez Musharraf  avviando i primi seri rapporti diplomatici e perfino un collegamento ferroviario, con un processo di pace che tra alti e molti bassi continua ancora oggi.
Considerato un moderato rispetto all’ala dura del BJP, l’ex premier ha sempre sostenuto la supremazia della cultura indù, ma si è battuto anche contro la discriminazione verso le altre religioni e la degenerazione del sistema di caste, oltre che per i diritti delle donne.

In economia Vajpayee ha privatizzato numerose industrie statali e incoraggiato gli investimenti esteri, invitando in India nel 2000 Bill Clinton dopo un gap di 22 anni dalla precedente visita di Jimmy Carter. Con lui si sono allentate le restrizioni commerciali che hanno permesso tra l’altro la rivoluzione della tecnologia informatica creando un milione di posti di lavoro. Ma decine di milioni di persone ancora vivevano e vivono in stato di povertà, prive di adeguata assistenza sociale o sanitaria, e la sua ultima campagna elettorale del 2004 in nome della “Shining India” – L’India splendente – fu vinta dal progressista e laico Partito del Congresso dell’italiana Sonia Gandhi, prima della nuova vittoria Bjp nel 2014 sotto la guida di Modi.
Nato il 25 dicembre 1924 a Gwalior, nell'Assam, dopo un breve periodo da comunista Vajpayee si unì al Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), un gruppo paramilitare della destra indù sospettato dell'assassinio del Mahatma Gandhi e  ancora oggi dominante nella politica indiana. Nel 1942 lui e suo fratello furono arrestati durante le battaglie del movimento Quit India, che si batteva per l'indipendenza dal dominio britannico, poi torno’ in carcere durante le repressioni del periodo di “emergenza nazionale” sotto Indira Gandhi.
Per molti anni rimase una figura di secondo piano finché negli anni 80 non divenne ministro degli Esteri di una nuova coalizione e contribuì a fondare il Bjp. Vajpayee non si è mai sposato ma adottò la figlia di una sua vecchia compagna.