Esteri

Uganda, il rapper Bobi Wine libero su cauzione. Sarà processato il 30 agosto

In ambulanza all'uscita del tribunale insieme all'ex leader dell'opposizione Winnie Kiiza e a Nubuan Li (a sinistra), membro della sua band 
La Corte della città di Gulu ha rilasciato il parlamentare Kyagulanyi Ssentamu su cauzione. Riapparirà in corte il 30 agosto con l'accusa di tradimento
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Dieci giorni in un carcere militare. Torturato e picchiato. Due minuti di libertà. Quattro giorni in una prigione di Stato. E ora la libertà su cauzione. Dal 14 agosto non c'è pace per il rapper Bobi Wine, e le sue migliaia di sostenitori. Le recenti vicissitudini del 36enne Kyagulanyi Ssentamu, nato e cresciuto nel ghetto di Kamwookya, alla periferia di Kampala, diventato parlamentare con una lista indipendente nel 2017, si susseguono con continui colpi di scena. Arrestato il 14 agosto, con altre 31 persone, con l'accusa di attentato al presidente, incitamento alla violenza e possesso illegale di armi da fuoco, il popolare musicista è stato brutalmente aggredito nel carcere militare dove è stato rinchiuso fino al 24 agosto.

La denuncia è arrivata da Amnesty International, che ne ha chiesto la liberazione con la campagna Freebobiwine e 12 milioni di firme raccolte, e dai suoi legali, uniche persone insieme alla moglie, che hanno avuto l'accesso alla prigione. Nonostante l'appello del presidente ugandese Yoweri Museveni, in carica dal 1986 e al suo quinto mandato, a valutare quelle che lui ha definito pubblicamente fake news, l'apparizione del rapper il 24 agosto davanti alla corte marziale di Gulu, non ha lasciato spazio a dubbi. Volto tumefatto, stampelle per camminare, e a malapena in grado di pronunciare parola. Scagionato dalla corte militare, è subito stato riarrestato dalla polizia e portato in prigione. Oggi è libero su cauzione e sono cadute le accuse di possesso di armi e incitamento alla violenza. Rimane quella di tradimento, per cui verrà processato il 30 agosto. I suoi avvocati sono riusciti tra l'altro a impedire che gli venisse confiscato il passaporto.

Tutto è iniziato il 12 agosto quando è partita la campagna elettorale per il seggio parlamentare dlela città di Arua. Bobi Wine è presente in città per sostenere il suo candidato. Così come il presidente Museveni. Il 13 agosto un evento drammatico fa capire che tira una brutta aria. L'autista del rapper viene ucciso nella sua auto con una scarica di proiettili. Wine posta la foto del volto massacrato del suo assistente, commentando, in sintesi: "Hanno sbagliato bersaglio".

Il presidente e il rapper il 14 agosto si trovano nella stessa piazza. Qualcuno colpisce con delle pietre, rompendolo, il vetro posteriore di una delle auto presidenziali, costringendo il presidente a rientrare nella capitale in elicottero. Immediatamente Wine viene arrestato.

Fino al 24 agosto, giorno del passaggio dalla corte militare a quella civile, l'Uganda è stato luogo di scontri e manifestazioni in sostegno del rapper. #freebobiwine spopolava sui social e veniva condiviso in tutti i Paesi del continente e all'estero. A suo sostegno si sono levate le voci di Unione europea, Stati Uniti e di moltissimi nomi internazionali del mondo della musica e della letteratura.

Di fronte a tale rivoluzione mediatica, Museveni si è visto costretto a una dichiarazione sul suo profilo Facebook, dove, dopo essersi autoincensato sui progressi dell'export ugandese degli ultimi mesi, superiori a quelli del Kenya, si è lavato le mani del caso Bobi Wine, dichiarando che non è nelle sue facoltà liberarlo. Se ne occupa l'Alta Corte. Lui, tutt'al più, potrebbe concedere la grazia.

La favola dell'Uganda, che ricorda molto quella della Liberia con il suo Weah diventato presidente, ora sembra farsi più concreta. Se Bobi Wine era un perfetto sconosciuto fino a un mese fa, adesso lo conosce tutto il mondo, e quello che ha passato, in difesa di poveri e oppressi, ne ha fatto un eroe. Rimane da capire cosa ne sarà dell'accusa di tradimento, ma anche e soprattutto se l'amato rapper riuscirà a fare tesoro, esperienza e saggezza, di tutta questa popolarità.