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(ansa)

L’Italia isolata nell’Ue minaccia di uscire dalla missione Sophia

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A Vienna i ministri della Difesa respingono le richieste italiane. Tutto rimandato al vertice del 20 settembre a Salisburgo 
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VIENNA. Italia sola sui migranti, allontanata dai partner storici dell'Europa occidentale e relegata nella squadra di Visegrad, quella dei cattivi europei. È questo il clima che in una Vienna uggiosa trovano Enzo Moavero ed Elisabetta Trenta, volati nella capitale austriaca per le riunioni informali dei ministri Ue degli Esteri e della Difesa. Chiedono che i migranti salvati dalla missione Sophia nel Mediterraneo centrale vengano sbarcati in tutti i porti rivieraschi del continente per poi essere immediatamente ripartiti tra partner senza distinzione tra economici e rifugiati. Nulla da fare per l'Italia di Salvini e Di Maio, non ascoltata a furia di ricattare i partner su migranti, bilancio e conti pubblici. E così si rimanda tutto al summit dei capi di governo del 20 settembre a Salisburgo. La partita decisiva per il futuro dell'Unione.

Ma anche in quella sede il premier Conte faticherà a stare in scia ai partner. Basta ascoltare quanto confidava ier…
VIENNA. Italia sola sui migranti, allontanata dai partner storici dell'Europa occidentale e relegata nella squadra di Visegrad, quella dei cattivi europei. È questo il clima che in una Vienna uggiosa trovano Enzo Moavero ed Elisabetta Trenta, volati nella capitale austriaca per le riunioni informali dei ministri Ue degli Esteri e della Difesa. Chiedono che i migranti salvati dalla missione Sophia nel Mediterraneo centrale vengano sbarcati in tutti i porti rivieraschi del continente per poi essere immediatamente ripartiti tra partner senza distinzione tra economici e rifugiati. Nulla da fare per l'Italia di Salvini e Di Maio, non ascoltata a furia di ricattare i partner su migranti, bilancio e conti pubblici. E così si rimanda tutto al summit dei capi di governo del 20 settembre a Salisburgo. La partita decisiva per il futuro dell'Unione.

Ma anche in quella sede il premier Conte faticherà a stare in scia ai partner. Basta ascoltare quanto confidava ieri il ministro spagnolo Josep Borrell nei corridoi dell'Hofburg, il palazzo imperiale di Vienna: "C'è chi vuole risolvere il problema difendendo i valori morali europei e chi no, come l'Est e l'Italia. Per questa ragione Merkel, Macron, Sánchez e Costa stanno lavorando con lo spirito di preparare una proposta comune da portare a Salisburgo". Senza l'Italia, ormai esclusa dalla cabina di regia Ue nella quale era faticosamente rientrata da Monti in poi. Una traccia del lavoro dei quattro leader ieri circolava tra i ministri: redistribuzione volontaria dei richiedenti asilo (e non obbligatoria e per tutti i migranti come chiede l'Italia) alla quale i paesi dell'Est potranno sottrarsi pagando una sorta di multa pecuniaria. Un piatto difficilmente digeribile per Salvini, che dovrebbe anche ingoiare l'obbligo di riprendersi parte dei migranti scappati dall'Italia in Germania.

Ieri intanto è stata la ministra Trenta a provarci con i partner, ma non c'è stato nulla da fare nonostante i toni moderati usati dalla titolare della Difesa che ha anche adottato un argomento in piena contraddizione con la linea mediatica del suo governo, impegnato a dipingere un Paese sotto assedio: "Visti i bassi numeri degli sbarchi - ha affermato nel chiuso della riunione - potreste mettervi una mano sulla coscienza e aiutarci". E a nulla è servito l'appoggio dell'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. Oggi ci riproverà Moavero con argomenti altrettanto ragionevoli. Ma anche in questo caso non si aspettano svolte.

Così ieri Salvini tuonava: "Abbiamo ricevuto un sacco di no da Macron e dagli altri, abbiamo quasi esaurito tutti i "bonus dei no". Poi faremo da soli". Il titolare del Viminale ha anche aggiunto che l'Italia valuta di uscire da Sophia. Un autogol: l'operazione Ue guidata da Roma ci dà il controllo del Canale di Sicilia e gli spagnoli sarebbero ben contenti di sostituirci e schierarla di fronte alle loro coste.

A proposito di Macron, ieri il presidente francese è tornato ad attaccare il governo con toni che restituiscono il senso di sfiducia verso Roma: "Crolla un ponte? I demagoghi dicono che è colpa dell'Unione". Se questo è il clima, difficile che a Salisburgo Conte riuscirà a rompere l'isolamento. Ma il vertice sarà fondamentale, come dice ancora Borrell: "Senza una soluzione, la crisi dei migranti diventerà peggiore di quella dell'euro".