Il presidente Donald Trump ha intenzione di bloccare la pubblicazione del rapporto sui risultati dell'inchiesta condotta da Mueller. A dichiararlo, intervistato dal New Yorker, è stato l'avvocato del presidente americano Rudolph Giuliani, il quale ha rivelato che i consulenti legali di Trump avevano concordato con Mueller un accordo che riserva alla Casa Bianca il diritto di contrastare la pubblicazione dei risultati dell'inchiesta, che rientrano sotto il cosiddetto executive privilege, vale a dire il potere del presidente Usa di opporsi a ordini formulati dagli organi del potere giudiziario e legislativo.
La protesta di Broadway davanti alla Casa Bianca: "Dépendance del Cremlino"
Le star di Broadway si sono radunate davanti alla Casa Bianca per protestare contro il "tradimento" di Donald Trump per le sue connessioni con la Russia di Putin e lo scandalo Russiagate. La protesta, denominata sui social media "Kremlin Annex" (la "dépendance del Cremlino", riferito alla Casa Bianca) va avanti da tre settimane e ha coinvolto alcune stelle di prima grandezza, attrici e attori, cantanti e performer della scena del musical e del teatro americano, che si sono radunate cantando "America the Beautiful", l'inno patriottico, e brandendo cartelli con le lettere della parola "treason" (tradimento). Ad arringare, tra gli altri, la piccola folla è stata l'attrice comica Rosie O'Donnell, polemica da sempre con Trump, mentre un trentina di musicisti e cantanti hanno intonato arie tratte da vari musical, tra cui "I miserabili". Il presidente è in vacanza nel suo golf resort di Bedminster, in New Jersey.
Giuliani ha anche reso noto che il team legale del miliardario ha intenzione di pubblicare un suo rapporto che contesterà i risultati dell'inchiesta di Mueller. L'avvocato ha detto che il "contro-rapporto" conta già 45 pagine ed è destinato a crescere. Il rapporto di Mueller e del vice procuratore generale Rod Rosenstein è atteso entro settembre o comunque prima delle elezioni di metà mandato, programmate a novembre. In teoria, una volta completato, Rosenstein ha la possibilità di trasmettere il documento al Congresso e renderlo pubblico.
Commentando questo scenario, Giuliani si è detto "sicuro" che il presidente proverà a bloccare la pubblicazione del rapporto e ha spiegato che la decisione finale a riguardo sarà presa proprio da Trump. La conclusione dell'inchiesta sul Russiagate, quindi, potrebbe dare il via a un braccio di ferro con Rosenstein sull'autorizzazione di pubblicare una versione completa o meno del rapporto Mueller.
George Papadopoulos, l'ex consigliere di politica estera della campagna di Trump coinvolto nel Russiagate, sostiene intanto che il tycoon annuì alla proposta di un incontro con Vladimir Putin e che anche l'allora consigliere Jeff Sessions - ora ministro della giustizia - era a favore, cosa che smentirebbe la sua testimonianza sotto giuramento al Congresso. Lo riferiscono vari media Usa, riportando atti presentati dalla difesa di Papadopoulos per chiedere di mitigare la pena della sentenza prevista per il 7 settembre.
L'ex consigliere si è già dichiarato colpevole per aver mentito all'Fbi sui suoi rapporti con il governo russo. Fu lui a ricevere dal prof. Joseph Mifsud, un accademico maltese che aveva legami di alto livello col governo russo, l'informazione che i russi possedevano materiale compromettente su Hillary Clinton, la rivale dem di Trump nella corsa alla Casa Bianca.