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Commento anonimo sul Nyt contro Trump, caccia alla talpa della Casa Bianca

La redazione del New York Times (afp)
Totonomi sull'autore del duro editoriale non firmato con cui un alto funzionario dell'amministrazione parla di una "resistenza" interna al presidente. Che contrattacca, parlando di "tradimento"
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WASHINGTON - E' caccia all'anonimo commentatore che da ieri sera ha  messo a subbuglio la politica americana con uno sferzante attacco contro Donald Trump, rivelando l'esistenza di una "resistenza" interna alla Casa Bianca che ai massimi livelli sta lavorando per arginare gli effetti più disastrosi dell'agenda politica del presidente americano.
Già in nottata era arrivato puntuale il tweet di Trump: "Tradimento?", mentre sui media, e probabilmente non solo, è ovviamente scattata la 'caccia' all'autore della lettera, per cercare di individuare chi possa essere e se addirittura - si spinge a dire qualcuno - sia un membro del governo o un alta figura che opera alla Casa Bianca.

"Vigliacco e senza spina dorsale", è stato invece il commento della portavoce del presidente, Sarah Sanders, per bollare l'anonimo autore dell'intervento sul New York Times. "Circa 62 milioni di persone hanno votato il presidente Trump e nessuno di loro ha votato per una fonte del fallimentare New York Times senza spina dorsale e anonima". "L'individuo dietro la lettera - prosegue Sanders - ha scelto di tradire invece di sostenere il presidente eletto degli Stati Uniti. Al primo posto non ha messo il paese ma se stesso e il suo ego. Questo codardo dovrebbe fare la cosa giusta e dimettersi".
Trump, inoltre, mette anche in dubbio l'esistenza del funzionario anonimo: "Se esiste davvero, il New York Times deve consegnarlo immediatamente al governo per questioni di sicurezza nazionale". E' quanto afferma su Twitter il presidente. "Esiste realmente il cosiddetto alto funzionario o è solo un altra fonte falsa?", si chiede il tycoon, che in precedenza ha sferrato un attacco al New York Times liquidando l'editoriale come "una vera vergogna". "C'è qualcuno su quello che io chiamo il 'morente New York Times' che racconta che lui apparterrebbe a una resistenza all'interno dell'amministrazione Trump. Questo è quello con cui abbiamo a che fare. Si conoscono i media disonesti, ma è davvero una vergogna", ha affermato durante un evento alla Casa Bianca. Intanto il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, è stato il primo a smentire di essere l'autore e ha giudicato l'editoriale "triste".

Anche per il New York Times si tratta di una sfida senza precendenti. La scelta di proteggere l'anonimato dell'autore, giustificata con la necessità di proteggerne il ruolo nell'amministrazione, viene criticata da molti ma difesa dal gruppo editoriale con l'obiettiva esistenza di un forte interesse di cronaca nella pubblicazione dell'articolo. Il direttore Dan Baquet dice di non sapere chi sia l'autore del pezzo, perché il gruppo che dirige la pagina dei commenti è separato e indipendente dalla direzione del giornale. Ma in ogni caso, prevedendo la perplessità dei lettori, il giornale ha messo a disposizione uno spazio dove è possibile critiche e chiedere chiarimenti ai dirigenti del giornale.
Da New Delhi, dove si trova in missione, il capo della diplomazia statunitense ha aggiunto che se l'articolo è autentico, allora il suo autore è "bugiardo e un cattivo attore". Poi anche il vicepresidente Mike Pence ha negato di essere l'autore dell'intervento: "Il vicepresidente mette il suo nome nei suoi commenti", ha twittato Jarrod Agen, portavoce di Pence, tra i primi sospettati sui social per la presenza nell'articolo di 'lodestar' (stella polare), parola arcaica usata spesso dal vicepresidente, anche se potrebbe essere un depistaggio. "Il New York Times dovrebbe vergognarsi, come la persona che ha scritto l'intervento falso, illogico e senza spina dorsale", ha aggiunto Agen.

La lista di chi si affretta a smentire, intanto, si fa sempre più lunga: attraverso la portavoce Dana White, il segretario della Difesa James Mattis ha negato la paternità dell'articolo,e lo stesso ha fatto l'ambasciatrice statunitense all'Onu Nikki Haley e il direttore dell'Intelligence Dan Coats, che ha definito "palesemente false" le voci a riguardo. Anche la First Lady Melania Trump è intervenuta sulla questione, rivolgendosi direttamente all'autore: "Non stai proteggendo il tuo Paese, lo stai solo sabotando con le tue azioni codarde". Ivanka Trump e il genero del presidente, Jared Kushner, per il momento non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.