Esteri

Urne aperte in Svezia: il rischio dell'estrema destra forte. Intimidazioni neonazi ai seggi

Jimmie Akesson, leader di Sd, nell'ultimo comizio a Stoccolma (afp)
Oggi le legislative. Uno scenario che vede i due blocchi dei partiti classici probabilmente senza una maggioranza e i Democratici svedesi, formazione xenofoba, con un'influenza mai vista prima
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STOCCOLMA - Integrazione, tasse e Stato sociale: in Svezia i leader dei partiti hanno scoccato le loro ultime frecce prima delle elezioni legislative di oggi, in cui l'estrema destra potrebbe arrivare a un testa a testa con i partiti dell'establishment. I candidati degli otto partiti in corsa si sono affrontati giovedì sera e lo hanno rifatto venerdì in tv per provare a convincere il quarto dei 7,5 milioni di elettori che erano ancora indecisi prima di entrare nelle urne.

Né il blocco 'rosso-verde' del premier socialdemocratico Stefan Löfven, né quello 'borghese' guidato dal dirigente conservatore Ulf Kristersson dovrebbero ottenere la maggioranza al Riksdag, cioè il Parlamento svedese, e sarebbero quindi condannati a trovare alleanze al di là del proprio campo. In questo contesto si farebbe strada l'estrema destra di Democratici svedesi (Sd), formazione populista di destra radicale, dichiaratamente anti-immigrati, che secondo i sondaggi di sette istituti realizzati negli ultimi 10 giorni si attesta al 20% circa, in aumento di 7 punti rispetto alle legislative del 2014.

Proprio venerdì il suo leader, Jimmie Åkesson, ha denunciato di avere ricevuto minacce di morte. I media locali hanno riportato una copia della lettera, che conterrebbe simboli dell'Isis e minacce ai figli del politico, nonché la scritta: "Ti decapiteremo se non ti ritiri dalle elezioni prima del fine settimana". Il Säpo, cioè i servizi di intelligence svedesi, ha confermato di avere aperto un'indagine per "minacce" contro una delle personalità a cui i servizi assicurano la propria protezione.

Stasera, la formazione di estrema destra potrebbe ritrovarsi subito dietro i socialdemocratici o in testa a testa con i conservatori: fino a questo momento senza chance di accedere all'esecutivo, ma comunque con un'influenza inedita e in un contesto molto incerto. I sondaggi vanno considerati con prudenza dal momento che differiscono notevolmente gli uni dagli altri: il meno favorevole dà Democratici svedesi al 16,3%, il più ottimista al 24,8%.

"È difficile individuare lo scenario più probabile", ha dichiarato ad AFP Ulf Bjereld, politologo dell'università di Göteborg. La maggior parte degli osservatori, tuttavia, ipotizza un nuovo governo di minoranza guidato da Löfven, con una minoranza ancora più debole di quella attuale.

Intanto i media locali hanno riportato di diversi episodi di intimidazioni e aggressioni ai danni di elettori e giornalisti da parte di membri dei movimenti neo-nazisti. Il quotidiano Svenska Dagbladet ha riferito che membri del Movimento di resistenza nordica hanno fatto irruzione in diversi seggi e hanno cercato di fotografare elettori, schede elettorali e giornalisti i presenti. I blitz, segnalati nelle località di Boden, Ludvika e Kungalv, hanno causato forte apprensione tra gli elettori.