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Caso Skripal, ecco i legami con i servizi segreti dei due uomini accusati da Londra

(ansa)
Un documento di Aleksandr Petrov mostra il contrassegno "SS", in russo "Top Secret", e riporta un numero della Difesa. In un'intervista tv, la coppia aveva sostenuto di essere stata a Salisbury per vedere la cattedrale.
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Molti avevano dubitato che Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov fossero stati a Salisbury per vedere “la famosa cattedrale” di Salisbury, come i due russi accusati da Londra di aver avvelenato con l’agente nervino Novichok l’ex spia Serghej Skripal e sua figlia Julija avevano sostenuto. Ora diversi siti d’inchiesta internazionali e giornali russi hanno trovato la prima prova di un legame tra i due uomini e la Difesa russa a cui fanno capo i servizi segreti Gru. Nonché la prenotazione con la compagnia Aeroflot che indica che Petrov e Boshirov comprarono i biglietti alla vigilia del loro volo in Gran Bretagna, smentendo la tesi di un viaggio a lungo pianificato.
 
In un’inchiesta congiunta, Bellingcat e The Insider hanno scovato il questionario per il rilascio del passaporto interno compilato da Aleksandr Evgenievich Petrov, nato il 13 luglio 1979 a Kotlas. Dati che coincidono con quelli dell’Aleksandr Petrov che il marzo scorso ha pre…
Molti avevano dubitato che Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov fossero stati a Salisbury per vedere “la famosa cattedrale” di Salisbury, come i due russi accusati da Londra di aver avvelenato con l’agente nervino Novichok l’ex spia Serghej Skripal e sua figlia Julija avevano sostenuto. Ora diversi siti d’inchiesta internazionali e giornali russi hanno trovato la prima prova di un legame tra i due uomini e la Difesa russa a cui fanno capo i servizi segreti Gru. Nonché la prenotazione con la compagnia Aeroflot che indica che Petrov e Boshirov comprarono i biglietti alla vigilia del loro volo in Gran Bretagna, smentendo la tesi di un viaggio a lungo pianificato.
 
In un’inchiesta congiunta, Bellingcat e The Insider hanno scovato il questionario per il rilascio del passaporto interno compilato da Aleksandr Evgenievich Petrov, nato il 13 luglio 1979 a Kotlas. Dati che coincidono con quelli dell’Aleksandr Petrov che il marzo scorso ha preso il volo Aeroflot Su2588 Mosca-Londra. 
 Il questionario risale al 2009 e non si trova nessun riferimento a documenti d’identità antecedenti: cosa strana – hanno osservato gli esperti – per un uomo di 39 anni. Ma la cosa più interessante è che il documento riporta il contrassegno SS (Sovershenno Secretno, ossia Massima Segretezza, Top secret), oltre che un insolito timbro “Non fornire nessuna informazione”, usati di solito per gli agenti sotto copertura. 
 
Il giornale Novaja Gazeta ha poi notato che, come numero di telefono di riferimento, c’è il 195-79-66. I numeri che iniziano con “195” – ha osservato il giornale dove lavorò anche Anna Politkovskaja – sono legati al distretto moscovita Khoroshkovskij, dove ha sede il quartier generale del Gru, l’intelligence militare russa. Al numero, contattato da più media, inclusa Repubblica, ha risposto un centralinista dicendo di non poter fornire “nessun’informazione”.
 
Non solo: il Dipartimento che ha rilasciato il passaporto solitamente non si occupa dei documenti di “cittadini comuni”. “Non parlo di uomini d’affari o alti funzionari. Parlo di gente che lavora sotto copertura, inclusi gli agenti dell’intelligence”, ha commentato alla tv indipendente Dozhd (Tv Pioggia) Serghej Kanev che ha contribuito all’inchiesta.
 
A questo si aggiunge la prenotazione del volo Russia-Gran Bretagna con la compagnia di bandiera Aeroflot. Risale alle 20 del primo marzo, vigilia del viaggio di due giorni a Londra e Salisbury dei due uomini. Intervistati lo scorso giovedì dalla direttrice di Rt (ex Russia Today) Margarita Simonjan, Petrov e Boshirov avevano invece sostenuto di essere “piccoli imprenditori” nell’industria del fitness e di essere andati in Gran Bretagna solo perché i loro amici gli suggerivano da tempo di visitare lo Wiltshire. 
 Una ricostruzione che il governo britannico aveva definito “un insulto all’intelligenza”. Secondo Scotland Yard, “Petrov” e “Boshirov” sarebbero in realtà due false identità. Il quotidiano russo Komsomolskaja Pravda ha promesso un premio da 100mila rubli a chi fornirà informazioni sui due uomini.