Pakistan, svolta di Khan: cittadinanza per i rifugiati afgani e bengalesi
di RAIMONDO BULTRINIUn milione e mezzo di persone fuggite dal conflitto con i Taliban e dalla guerra di indipendenza in Bangladesh sono rimaste per decenni senza diritti. Il nuovo premier tenta anche misure populiste, non sempre con successo
NEW DELHI - La legge lo prevede fin dalla Costituzione del Pakistan nel 1947, ma nessun governo finora l'aveva mai messa in atto, anzi. Con una mossa a sorpresa anche se già accennata in campagna elettorale, il neo primo ministro Imran Khan ha detto che concederà la cittadinanza a tutti i rifugiati afgani e del Bangladesh nati in territorio pachistano, ovvero quasi un milione e mezzo di uomini, donne e bambini.
È una svolta senza precedenti che arriva alla vigilia della scadenza di una delle tante proroghe concesse (fino al 30 settembre) ai rifugiati afgani per tornare nel loro Paese ancora in conflitto, pena arresto e deportazione. I loro esodi nelle periferie di Peshawar e lungo le regioni confinanti continuano da decenni tra guerre etniche e regimi talebani, dopo l'attacco Usa del 2001 e per i successivi conflitti armati in Afghanistan, ma ci sono più di 200mila bengalesi ancora "intrappolati" come apolidi per lo più a Karachi d…
È una svolta senza precedenti che arriva alla vigilia della scadenza di una delle tante proroghe concesse (fino al 30 settembre) ai rifugiati afgani per tornare nel loro Paese ancora in conflitto, pena arresto e deportazione. I loro esodi nelle periferie di Peshawar e lungo le regioni confinanti continuano da decenni tra guerre etniche e regimi talebani, dopo l'attacco Usa del 2001 e per i successivi conflitti armati in Afghanistan, ma ci sono più di 200mila bengalesi ancora "intrappolati" come apolidi per lo più a Karachi d…
NEW DELHI - La legge lo prevede fin dalla Costituzione del Pakistan nel 1947, ma nessun governo finora l'aveva mai messa in atto, anzi. Con una mossa a sorpresa anche se già accennata in campagna elettorale, il neo primo ministro Imran Khan ha detto che concederà la cittadinanza a tutti i rifugiati afgani e del Bangladesh nati in territorio pachistano, ovvero quasi un milione e mezzo di uomini, donne e bambini.
È una svolta senza precedenti che arriva alla vigilia della scadenza di una delle tante proroghe concesse (fino al 30 settembre) ai rifugiati afgani per tornare nel loro Paese ancora in conflitto, pena arresto e deportazione. I loro esodi nelle periferie di Peshawar e lungo le regioni confinanti continuano da decenni tra guerre etniche e regimi talebani, dopo l'attacco Usa del 2001 e per i successivi conflitti armati in Afghanistan, ma ci sono più di 200mila bengalesi ancora "intrappolati" come apolidi per lo più a Karachi da quando nel 1971 il Bangladesh ottenne l'indipendenza dal Pakistan.
"Questi poveri migranti dal Bangladesh - ha detto Khan - sono qui da più di 40 anni, i loro figli adesso sono cresciuti ... gli daremo passaporti e carte d'identità, così come a quegli afghani i cui figli sono stati allevati qui, che sono nati qui. Perché stiamo infliggendo un'ingiustizia del genere a queste persone?". L'annuncio è un taglio netto col passato e le reazioni sono ancora miste. Mentre il governo afgano non ha ancora fatto alcun commento, forse sollevato dalle preoccupazioni di un contro-esodo massiccio, l'importanza storica del provvedimento è stata subito colta dall'Unhcr che "non vede l'ora - ha detto un portavoce - di lavorare a stretto contatto con il governo del Pakistan su questo tema nelle prossime settimane".
L'incognita sarà l'esercito. Pur avendo sostenuto l'elezione di Khan è anche il principale responsabile della politica di reimpatrio e potrebbe frenare gli entusiasmi del premier con un veto per motivi di sicurezza.
Ma l'ex campione di cricket sta galvanizzando i suoi supporter con altre operazioni meno "storiche" anche se altrettanto potenti sul piano dell'immagine, salvo scivolare in qualche curiosa contraddizione. Dopo aver annunciato come misura d'austerità la messa all'asta di 102 lussuose vetture del parco macchine a sua disposizione istituzionale (delle quali quasi 40 blindate), nonché la vendita di 8 bufali fatti portare a Palazzo dall'ex premier Nawaz Sharif per consumo personale, Khan è stato oggetto di scherno perché in alternativa a Mercedes e Bmw percorre in elicottero il tratto dalla sua bella villa alla residenza ufficiale dove sono gli uffici. Sono 15 chilometri in linea d'aria e poco è servito a evitare l'ironia delle migliaia di twitter e messaggi social il calcolo del ministro dell'informazione Fawad Chaudry secondo il quale un volo sul chopper costa appena 55 rupie a km (poco più di mezzo euro).
È una svolta senza precedenti che arriva alla vigilia della scadenza di una delle tante proroghe concesse (fino al 30 settembre) ai rifugiati afgani per tornare nel loro Paese ancora in conflitto, pena arresto e deportazione. I loro esodi nelle periferie di Peshawar e lungo le regioni confinanti continuano da decenni tra guerre etniche e regimi talebani, dopo l'attacco Usa del 2001 e per i successivi conflitti armati in Afghanistan, ma ci sono più di 200mila bengalesi ancora "intrappolati" come apolidi per lo più a Karachi da quando nel 1971 il Bangladesh ottenne l'indipendenza dal Pakistan.
"Questi poveri migranti dal Bangladesh - ha detto Khan - sono qui da più di 40 anni, i loro figli adesso sono cresciuti ... gli daremo passaporti e carte d'identità, così come a quegli afghani i cui figli sono stati allevati qui, che sono nati qui. Perché stiamo infliggendo un'ingiustizia del genere a queste persone?". L'annuncio è un taglio netto col passato e le reazioni sono ancora miste. Mentre il governo afgano non ha ancora fatto alcun commento, forse sollevato dalle preoccupazioni di un contro-esodo massiccio, l'importanza storica del provvedimento è stata subito colta dall'Unhcr che "non vede l'ora - ha detto un portavoce - di lavorare a stretto contatto con il governo del Pakistan su questo tema nelle prossime settimane".
L'incognita sarà l'esercito. Pur avendo sostenuto l'elezione di Khan è anche il principale responsabile della politica di reimpatrio e potrebbe frenare gli entusiasmi del premier con un veto per motivi di sicurezza.
Ma l'ex campione di cricket sta galvanizzando i suoi supporter con altre operazioni meno "storiche" anche se altrettanto potenti sul piano dell'immagine, salvo scivolare in qualche curiosa contraddizione. Dopo aver annunciato come misura d'austerità la messa all'asta di 102 lussuose vetture del parco macchine a sua disposizione istituzionale (delle quali quasi 40 blindate), nonché la vendita di 8 bufali fatti portare a Palazzo dall'ex premier Nawaz Sharif per consumo personale, Khan è stato oggetto di scherno perché in alternativa a Mercedes e Bmw percorre in elicottero il tratto dalla sua bella villa alla residenza ufficiale dove sono gli uffici. Sono 15 chilometri in linea d'aria e poco è servito a evitare l'ironia delle migliaia di twitter e messaggi social il calcolo del ministro dell'informazione Fawad Chaudry secondo il quale un volo sul chopper costa appena 55 rupie a km (poco più di mezzo euro).