Di ritorno da Salisburgo, la Prima ministra britannica Theresa May ha tenuto una conferenza stampa a Londra nella quale non ha risparmiato dure critiche alla Unione europea. Nella giornata di ieri Bruxelles aveva definito "inaccettabile" il piano proposto dal Regno Unito sulla Brexit
Una critica che May non ha digerito: "Nel corso dei negoziati ho trattato la Ue con assoluto rispetto e mi aspetto lo stesso. I buoni rapporti alla fine del processo dipendono da ciò. A questo punto dei negoziati non è possibile semplicemente rigettare le proposte senza fornire spiegazioni dettagliate o controproposte". Downing Street ora si aspetta di conoscere dall'Unione europea "quali sono i reali problemi (della proposta britannica, ndr) e quali le alternative, in modo da poterne discutere. Fino a quando non lo facciamo, non ci potranno essere progressi. Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo".
La questione più delicata del negoziato riguarda il confine tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord che Londra vorrebbe tenere aperto, con controlli "morbidi" sulle merci provenienti dall'Unione europea. Una questione che però Bruxelles non accetta, pretendendo che l'intera regione (compreso il Nord) rimanga all'interno dell'unione doganale. Ma Belfast ha chiesto di staccarsi dalla Ue, e su questo May non ha intenzione di arretrare: "Non stravolgerò i risultati del referendum".
Duro il commento del leader del Labour britannico, Jeremy Corbyn: "La strategia negoziale di Theresa May è un disastro. I Tory hanno passato più tempo litigando fra loro che negoziando con l'Unione europea. Dal primo giorno, la prima ministra è parsa incapace di portare a un buon accorso sulla Brexit per il Regno Unito. I giochi politici sia dell'Ue sia del nostro governo devono finire, perché il no deal non è un'opzione".
Una critica che May non ha digerito: "Nel corso dei negoziati ho trattato la Ue con assoluto rispetto e mi aspetto lo stesso. I buoni rapporti alla fine del processo dipendono da ciò. A questo punto dei negoziati non è possibile semplicemente rigettare le proposte senza fornire spiegazioni dettagliate o controproposte". Downing Street ora si aspetta di conoscere dall'Unione europea "quali sono i reali problemi (della proposta britannica, ndr) e quali le alternative, in modo da poterne discutere. Fino a quando non lo facciamo, non ci potranno essere progressi. Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo".
La questione più delicata del negoziato riguarda il confine tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord che Londra vorrebbe tenere aperto, con controlli "morbidi" sulle merci provenienti dall'Unione europea. Una questione che però Bruxelles non accetta, pretendendo che l'intera regione (compreso il Nord) rimanga all'interno dell'unione doganale. Ma Belfast ha chiesto di staccarsi dalla Ue, e su questo May non ha intenzione di arretrare: "Non stravolgerò i risultati del referendum".
Duro il commento del leader del Labour britannico, Jeremy Corbyn: "La strategia negoziale di Theresa May è un disastro. I Tory hanno passato più tempo litigando fra loro che negoziando con l'Unione europea. Dal primo giorno, la prima ministra è parsa incapace di portare a un buon accorso sulla Brexit per il Regno Unito. I giochi politici sia dell'Ue sia del nostro governo devono finire, perché il no deal non è un'opzione".