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Proteste davanti alla Corte suprema contro la nomina del giudice Brett Kavanaugh (afp)

Sesso e potere, i 30 anni che hanno cambiato l’America

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Il caso del giudice Kavanaugh, la cui designazione alla Corte suprema potrebbe naufragare sulle accuse di molestie sessuali, mostra un mutamento radicale nei rapporti di forza tra i sessi. Le donne non tacciono più, e gli uomini non possono più agire nella sicurezza di rimanere impuniti
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WASHINGTON - Era il crimine muto, soffocato con una mano sulla bocca, come le donne che lo subivano in silenzio e tacevano. Una generazione fa, negli anni '80 quando avvenne il tentato stupro che potrebbe sgambettare la corsa del giudice trumpista Brett Kavanaugh verso la Corte Suprema, il tentato stupro non era neppure reato. Era una semplice "infrazione" conciliabile, che la polizia non avrebbe investigato e la magistratura non avrebe perseguito. L'uomo era ancora "cacciatore" e le donne, lo sapevano tutti, se la cercavano. La prescrizione scattava dopo appena un anno.

Basta prendere il metro dei 36 anni che corrono fra la notte dell'estate 1982 - quando in una casa dei sobborghi di Washington, Chevy Chase nella Contea di Montgomery, il dottor Christine Blasey Ford ricorda di essere stata aggredita dal futuro giudice Kavanaugh, certo dell'impunità - e i 25 anni di carcere che oggi alcuni Stati americani infliggono a chi tenta di violentare…
WASHINGTON - Era il crimine muto, soffocato con una mano sulla bocca, come le donne che lo subivano in silenzio e tacevano. Una generazione fa, negli anni '80 quando avvenne il tentato stupro che potrebbe sgambettare la corsa del giudice trumpista Brett Kavanaugh verso la Corte Suprema, il tentato stupro non era neppure reato. Era una semplice "infrazione" conciliabile, che la polizia non avrebbe investigato e la magistratura non avrebe perseguito. L'uomo era ancora "cacciatore" e le donne, lo sapevano tutti, se la cercavano. La prescrizione scattava dopo appena un anno.

Basta prendere il metro dei 36 anni che corrono fra la notte dell'estate 1982 - quando in una casa dei sobborghi di Washington, Chevy Chase nella Contea di Montgomery, il dottor Christine Blasey Ford ricorda di essere stata aggredita dal futuro giudice Kavanaugh, certo dell'impunità - e i 25 anni di carcere che oggi alcuni Stati americani infliggono a chi tenta di violentare un minore, per misurare quanta strada sia stata fatta, dall'indulgenza maschile delle leggi alla rivolta delle donne, divenuta anche il messaggio di #metoo.
Christine Blasey Ford giura prima della testimonianza davanti alla commissione giustizia del Senato (reuters)
La condanna del silenzio, alla quale milioni di donne, di ragazze, di ragazzine si sono ribellate, ritenuta inevitabile appena 30 anni or sono, è diventata il grido di una denuncia che può demolire il trono di maschi potentissimi come il King Kong di Hollwyood, Harvey Weistein, o il signore assoluto del network televisivo Fox, e consigliere di vari presidenti repubblicani, Roger Ailes. Nell'eterno duello fra sesso e potere, non è più un solo genere a vincere sempre.
Il produttore cinematografico Harvey Weinstein, sotto processo per le accuse di molestie e violenza sessuale ricevute da numerose attrici (afp)
Ma se è chiara la traiettoria dagli anni dei dormitori universitari nei quali il "Giudice Vergine", il piagnucoloso Kavanaugh, apparteneva a una "animal house" che aveva come motto: "il NO vuol dire SÍ, il SÍ vuol dire sesso anale", il percorso del lungo viaggio è stato tortuoso e accidentato ed è ben lontano dall'arrivare al traguardo della giustizia. In una nazione che perennemente oscilla fra gli estremi del puritanesimo moralista e del permissivismo hippy, che predica la più rigorosa astinenza sessuale nelle cavernose cattedrali del telepredicatori ma poi compra la musica "gangsta" che canta la più truculenta sessualità.
Monica Lewinsky: la sua relazione, tra il '95 e il '97, con Bill Clinton portò all'impeachment dell'allora presidente democratico (ansa)
Bill Clinton fu assediato e incriminato per aver mentito e nascosto le sue squallide performance con una stagista ventenne, Monica, da una Destra cristianissima e sdegnata, della quale faceva parte, nel team degli inquisitori, anche il giudice oggi sotto scrutinio, ironico karma della Storia. Ma è quella stessa Destra cristianissima e perbenista che ha inghiottito le sedici denunce per assalti e molestie sessuali contro Donald Trump e ha accettato come innocente fanfaronata da spogliatoio maschile il suo galante corteggiamento preferito: allungare la mani e afferrare le donne per i genitali.

La linea sulla spiaggia della giustizia arretra e poi ritorna, ma a ogni onda si spinge più avanti. Nel 1991, quando la collaboratrice di un altro candidato al massimo scranno della magistratura, l'avvocata Anita Hill, accusò Clarence Thomas di stalking sessuale, i repubblicani ricorsero alla più trita delle tattiche, quella della vittima colpevole. "Lei è una donna respinta", proclamò un senatore, dunque offesa nella propria vanità e decisa a vendicarsi. Oggi, i senatori repubblicani, terrorizzati dall'idea di apparire come vecchi capri all'assalto della dottoressa Ford, neppure hanno avuto il coraggio di interrogarla, appaltando le domande a una donna megistrato, ingaggiata per l'occasione. È stata lei, la Ford, a intimidire quei decrepiti mandarini che nel 1991 avevano cercato di intimidire Anita Hill.

Da un eccesso all'altro, obiettano i benpensanti, agitando l'incubo di donne isteriche e mitomani o buttandola nel pecoreccio del varietà televisivo da domeniche pruriginose. È sempre una questione di "lei dice, lui dice", rispondono coloro che costruiscono dighe di sabbia con il secchiello contro l'onda e il mondo ribolle di donne con troppa immaginazione o di cercatrici d'oro. Ma anche questa diga si sfarina di fronte alle richerche sui quasi 300 mila casi all'anno di violenza sessuale sulle donne che indicano in una percentuale massima del cinque per cento le "false denunce".
Bill Cosby dopo la condanna per molestie sessuali (ap)
Crollano, in attesa di sapere se il caso Kavanaugh sarà irrobustito dall'indagine affidata allo Fbi dopo che Trump ha accettato - primo caso di una visibile retromarcia del presidente irremovibile e infallibile - stelle dei media e della politica, in quella Fox News tanto cara alla destra, ma anche nella politicamente correttissma CBS, la "Tiffany del giornalismo", dove il presidente Les Moonves ha dovuto dimettersi dopo le accuse di un donna. Si è sfatto il "Papà d'America", l'adorabile attore Bill Cosby che a 81 anni è entrato in un carcere federale per scontare almeno tre anni, colpevole di avere drogato almeno una sua collaboratice ventenne per potersi sollazzare.

Se la strada di Brett Kavanaugh dovesse precipitare, sarebbe un caso di studio, un segnale storico che neppure la prepotenza e il privilegio di casta possono mettere una mano sulla bocca delle donne. Lo sanno i suoi sponsor, come Trump, come quei decrepiti sepolcri imbiancati in Senato, figli della cultura di "Mad Men", del tempo di donne costrette ad accettare tutto e sorridere facendosi "carine".

Che cosa ricorda di più di quella sera?, ha chiesto un senatore democratico a Christine. "Le risate". Quali risate? "Le risate di Brett Kavanaugh e del suo amico, che ridevano, ridevano e si divertivano mentre lui mi teneva schiacciata sul letto e cercava di soffocarmi". Ridono ancora, ma sempre meno.