Amazon aumenta gli stipendi ma la paga è sempre bassa
Federico Rampini , dal nostro corrispondente Federico RampiniLa piena occupazione costringe Bezos a portare il compenso orario a 15 dollari
New York. L'annuncio suona clamoroso, Amazon alza d’un sol colpo del 50% il salario minimo dei suoi dipendenti meno pagati, a 15 dollari l'ora. Questo vale per tutti i lavoratori di basso rango, 250.000 a tempo pieno, più i 100.000 assunti a part-time o contratti stagionali. Molti sono addetti alla logistica, come i depositi delle merci o le consegne. Appartengono a un’altra categoria ovviamente i “cervelli” dell’azienda, che lavorano sugli algoritmi o la nuvola informatica. E' un'ottima notizia, che viene dal numero uno del commercio digitale e da una delle aziende più capitalizzate del mondo; conferma la buona salute dell’economia americana e il recupero di potere contrattuale dei lavoratori. Ma è anche un gesto tardivo e parziale, un’operazione di relazioni pubbliche per un’azienda contestata per il trattamento della forza lavoro. Lo ammette fra le righe il fondatore e chief executive Jeff Bezos: &…
New York. L'annuncio suona clamoroso, Amazon alza d’un sol colpo del 50% il salario minimo dei suoi dipendenti meno pagati, a 15 dollari l'ora. Questo vale per tutti i lavoratori di basso rango, 250.000 a tempo pieno, più i 100.000 assunti a part-time o contratti stagionali. Molti sono addetti alla logistica, come i depositi delle merci o le consegne. Appartengono a un’altra categoria ovviamente i “cervelli” dell’azienda, che lavorano sugli algoritmi o la nuvola informatica. E' un'ottima notizia, che viene dal numero uno del commercio digitale e da una delle aziende più capitalizzate del mondo; conferma la buona salute dell’economia americana e il recupero di potere contrattuale dei lavoratori. Ma è anche un gesto tardivo e parziale, un’operazione di relazioni pubbliche per un’azienda contestata per il trattamento della forza lavoro. Lo ammette fra le righe il fondatore e chief executive Jeff Bezos: “Ho ascoltato le critiche e ho riflettuto”. Tra le offensive recenti c’è una proposta di legge del senatore Bernie Sanders (già candidato alla nomination presidenziale nel 2016) per tassare le grandi aziende che pagano così poco i dipendenti da qualificarli per l’assistenza pubblica. Sanders ha battezzato il suo progetto di legge Stop Bezos Act.
A guardare nei dettagli l’annuncio di Bezos, non tutti ci guadagnano. Attualmente la manodopera di Amazon “a paga oraria” (che esclude gli ingegneri di software) è in una forchetta tra i 10 e i 14 dollari. Per i meno remunerati l’aumento a 15 dollari rappresenta un miglioramento del 50%. Che altri pagheranno, però, con la perdita di premi di produttività e stock-option, sicché l’operazione si configura in parte come una redistribuzione all’interno dei salariati. Che rimangono abbastanza poveri: la busta paga media di un dipendente Amazon è di 28.446 dollari lordi, da confrontare con la soglia della povertà a 22.000. Per un’azienda “regina di Borsa”, che ha superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, non sono dati esaltanti.
Più che un gesto di magnanimità, la mossa di Amazon conferma una nuova tendenza. Dopo un lungo periodo – che ebbe inizio negli anni 80 – in cui la condizione dei lavoratori è andata deteriorandosi, il potere contrattuale era indebolito, i redditi in declino come potere d’acquisto, negli ultimi mesi c’è un’inversione di tendenza. Le normative ancora stentano a riconoscerlo. Ma le aziende che devono reclutare hanno interesse a prenderne atto.
Il salario minimo federale negli Stati Uniti è di 7,25 dollari l'ora. E' fermo dal 2009. Non è passata la proposta di legge di Bernie Sanders per alzarlo a 15 dollari. Se avesse seguito sia l'inflazione sia gli aumenti di produttività, dovrebbe essere già a 18,50 dollari l'ora. Numerosi Stati Usa in realtà hanno dei salari minimi superiori. California e New York, ad esempio (che sono due dei tre Stati più ricchi e popolosi) hanno alzato il loro a 15 dollari orari, cioè il livello che ora viene concesso da Amazon. (Ci sono delle eccezioni: il minimo legale è più basso per chi lavora nei "mestieri delle mance" come la ristorazione; New York applica delle "gabbie salariali" nelle zone rurali depresse dove il minimo è inferiore).
Bezos non è all’avanguardia. Altre aziende, più piccole e meno ricche di Amazon, hanno alzato i loro minimo a 15 dollari: il caso più noto la Walt Disney ha concesso l'aumento al personale dei suoi parchi attrazione ad agosto.
Infine è utile paragonare le condizioni della “nuova classe operaia” – di cui fanno parte certamente i fattorini di Aamazon – con quelli dei colletti blu tradizionali. Donald Trump ha messo nel trattato post-Nafta un obbligo di produrre almeno il 40% degli autoveicoli in fabbriche che pagano 16 dollari l'ora o più. Questo dà un'idea dei livelli salariali nell'industria automobilistica (anche se non esistono salari nazionali; a differenza dall'Italia i sindacati Usa firmano contratti solo aziendali). Un metalmeccanico di Detroit già adesso guadagna più di un dipendente di Amazon; eppure Gm Ford e Fca sono dei nani in confronto, valgono una frazione della sua quotazione in Borsa.
Il gesto di Amazon è indicativo della buona salute del mercato del lavoro. E' più una conseguenza che un giocare d'anticipo: ormai siamo vicini al pieno impiego, la manodopera scarseggia, chi cerca un lavoro anche poco qualificato può permettersi di scegliere.
A guardare nei dettagli l’annuncio di Bezos, non tutti ci guadagnano. Attualmente la manodopera di Amazon “a paga oraria” (che esclude gli ingegneri di software) è in una forchetta tra i 10 e i 14 dollari. Per i meno remunerati l’aumento a 15 dollari rappresenta un miglioramento del 50%. Che altri pagheranno, però, con la perdita di premi di produttività e stock-option, sicché l’operazione si configura in parte come una redistribuzione all’interno dei salariati. Che rimangono abbastanza poveri: la busta paga media di un dipendente Amazon è di 28.446 dollari lordi, da confrontare con la soglia della povertà a 22.000. Per un’azienda “regina di Borsa”, che ha superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, non sono dati esaltanti.
Più che un gesto di magnanimità, la mossa di Amazon conferma una nuova tendenza. Dopo un lungo periodo – che ebbe inizio negli anni 80 – in cui la condizione dei lavoratori è andata deteriorandosi, il potere contrattuale era indebolito, i redditi in declino come potere d’acquisto, negli ultimi mesi c’è un’inversione di tendenza. Le normative ancora stentano a riconoscerlo. Ma le aziende che devono reclutare hanno interesse a prenderne atto.
Il salario minimo federale negli Stati Uniti è di 7,25 dollari l'ora. E' fermo dal 2009. Non è passata la proposta di legge di Bernie Sanders per alzarlo a 15 dollari. Se avesse seguito sia l'inflazione sia gli aumenti di produttività, dovrebbe essere già a 18,50 dollari l'ora. Numerosi Stati Usa in realtà hanno dei salari minimi superiori. California e New York, ad esempio (che sono due dei tre Stati più ricchi e popolosi) hanno alzato il loro a 15 dollari orari, cioè il livello che ora viene concesso da Amazon. (Ci sono delle eccezioni: il minimo legale è più basso per chi lavora nei "mestieri delle mance" come la ristorazione; New York applica delle "gabbie salariali" nelle zone rurali depresse dove il minimo è inferiore).
Bezos non è all’avanguardia. Altre aziende, più piccole e meno ricche di Amazon, hanno alzato i loro minimo a 15 dollari: il caso più noto la Walt Disney ha concesso l'aumento al personale dei suoi parchi attrazione ad agosto.
Infine è utile paragonare le condizioni della “nuova classe operaia” – di cui fanno parte certamente i fattorini di Aamazon – con quelli dei colletti blu tradizionali. Donald Trump ha messo nel trattato post-Nafta un obbligo di produrre almeno il 40% degli autoveicoli in fabbriche che pagano 16 dollari l'ora o più. Questo dà un'idea dei livelli salariali nell'industria automobilistica (anche se non esistono salari nazionali; a differenza dall'Italia i sindacati Usa firmano contratti solo aziendali). Un metalmeccanico di Detroit già adesso guadagna più di un dipendente di Amazon; eppure Gm Ford e Fca sono dei nani in confronto, valgono una frazione della sua quotazione in Borsa.
Il gesto di Amazon è indicativo della buona salute del mercato del lavoro. E' più una conseguenza che un giocare d'anticipo: ormai siamo vicini al pieno impiego, la manodopera scarseggia, chi cerca un lavoro anche poco qualificato può permettersi di scegliere.