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(fotogramma)

Si dimette Nikki Haley, il volto più amato di Trumplandia

L’ambasciatrice Usa all’Onu si dimette: “Non mi candiderò contro il presidente”
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NEW YORK - Quando il 27 gennaio 2017 Donald Trump l’aveva scelta, un po’ a sorpresa, come ambasciatrice degli Stati Uniti all’Onu, a Foggy Bottom (la paludata sede della diplomazia americana) non pochi avevano storto il naso. Perché Nikki Haley, navigata politica repubblicana (è stata deputata e governatrice della South Carolina), sembrava non avere troppa dimestichezza con il complicato ruolo nello scacchiere internazionale della superpotenza planetaria. Chi a priori aveva criticato la sua nomina (anche nel Grand Old Party) si è dovuto ben presto ricredere, perché questa donna di 46 anni, nata da una coppia di indiani Sikh emigrati nel sud degli Stati Uniti pochi anni prima della sua nascita (il padre professore universitario, la madre insegnante) in quasi due anni ha dimostrato di non essere soltanto la ‘voce’ della politica estera di The Donald.

Nel 2016 non era ‘trumpista’ e non lo è mai diventata fino i…
NEW YORK - Quando il 27 gennaio 2017 Donald Trump l’aveva scelta, un po’ a sorpresa, come ambasciatrice degli Stati Uniti all’Onu, a Foggy Bottom (la paludata sede della diplomazia americana) non pochi avevano storto il naso. Perché Nikki Haley, navigata politica repubblicana (è stata deputata e governatrice della South Carolina), sembrava non avere troppa dimestichezza con il complicato ruolo nello scacchiere internazionale della superpotenza planetaria. Chi a priori aveva criticato la sua nomina (anche nel Grand Old Party) si è dovuto ben presto ricredere, perché questa donna di 46 anni, nata da una coppia di indiani Sikh emigrati nel sud degli Stati Uniti pochi anni prima della sua nascita (il padre professore universitario, la madre insegnante) in quasi due anni ha dimostrato di non essere soltanto la ‘voce’ della politica estera di The Donald.

Nel 2016 non era ‘trumpista’ e non lo è mai diventata fino in fondo. Ha marcato una certa indipendenza, cercando di limitare le ondivaghe scelte di The Donald e provando a mantenersi nel solco della più classica politica estera repubblicana. E ha avuto il coraggio - che pochi uomini alla Casa Bianca hanno avuto - di schierarsi apertamente (quando lo riteneva giusto) contro The Donald, come sull’immigrazione o dopo i sanguinosi raid razzisti di Charlottesville. «Non potevo tacere», disse allora, ricordando come da governatrice della South Carolina si fosse schierata per l’abolizione della bandiera confederata dai luoghi pubblici.

Ieri, altrettanto a sorpresa, si è dimessa, lasciando di stucco i media e anche pezzi grossi della Casa Bianca come il vicepresidente Mike Pence e il capo dello staff John Kelly. Si è dimessa, non è stata come tanti altri cacciata via dalla furia di The Donald (che ha ringraziato «la mia amica Nikki, che ha fatto un lavoro fantastico»), ma ormai le cose che non condivideva della linea diplomatica degli Usa erano arrivate al livello di guardia. Le aperte divergenze sulla Russia (è sempre stata favorevole a sanzioni più dure), la linea equivoca sulla Corea del Nord e con gli alleati europei e della Nato, la debolezza verso la Siria e gli scontri sempre più frequenti con il segretario di Stato Mike Pompeo, l’hanno convinta: meglio andarsene adesso (resterà in carica fino al termine del 2018).

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Nel 2020 non mi candiderò contro Trump, ha voluto precisare nel giorno del suo addio. Perché un futuro presidenziale per l’indiana-americana Nikki sono in tanti a ipotizzarlo. Di tutta la Casa Bianca è da tempo il personaggio più popolare, il 63 per cento degli elettori la vede con favore (percentuale che sale al 75 nell’elettorato repubblicano), con un gradimento bipartisan che non ha eguali da quando Trump (la sua di popolarità è sotto il 40 per cento) è diventato presidente. Non si candiderà contro Trump, forse per aspettare il 2024 (l’età gioca a suo favore) o forse perché nel 2020 sarà chiamata a far parte del ticket con l’amico The Donald. Una donna come vice, per battere le possibili candidate democratiche.