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Dar es Salaam, Oyster Bay 

Scene dall’alto di una metropoli con disuguaglianze

Con l’aiuto di un drone l’americano Johnny Miller ha fotografato le città del mondo a volo d’uccello. Svelando i confini tra zone di ricchezza e di povertà, tra il bello e il brutto, che dal basso non sono immediatamente percepibili. Nasce così “Unequal Scenes”, la serie di scatti in mostra all’Umbria World Fest di Foligno
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Avendo vissuto a San Francisco non dovrei stupirmi. Eppure l'ultima visita che ho fatto alla capitale mondiale delle tecnologie digitali mi ha turbato più del solito. L'esercito dei poveri continua a crescere, le tendopoli si allargano ovunque. Zone affollate dai turisti (Union Square), centri amministrativi e poli museali-culturali (Civic Center) sono ormai accampamenti. Il fenomeno è più visibile che a New York e Los Angeles perché San Francisco, essendo molto più piccola, sembra sotto occupazione. Fa più scandalo perché lì vicino si concentrano aziende che valgono 1.000 miliardi di capitalizzazione. E la questione del "che fare di questi homeless" (o che fare "per" loro) domina la campagna elettorale per il sindaco di San Francisco. Colpisce soprattutto l'atteggiamento dei Padroni della Rete: Apple, Google, Facebook, Netflix, Twitter hanno le loro sedi a pochi chilometri di distanza.

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Avendo vissuto a San Francisco non dovrei stupirmi. Eppure l'ultima visita che ho fatto alla capitale mondiale delle tecnologie digitali mi ha turbato più del solito. L'esercito dei poveri continua a crescere, le tendopoli si allargano ovunque. Zone affollate dai turisti (Union Square), centri amministrativi e poli museali-culturali (Civic Center) sono ormai accampamenti. Il fenomeno è più visibile che a New York e Los Angeles perché San Francisco, essendo molto più piccola, sembra sotto occupazione. Fa più scandalo perché lì vicino si concentrano aziende che valgono 1.000 miliardi di capitalizzazione. E la questione del "che fare di questi homeless" (o che fare "per" loro) domina la campagna elettorale per il sindaco di San Francisco. Colpisce soprattutto l'atteggiamento dei Padroni della Rete: Apple, Google, Facebook, Netflix, Twitter hanno le loro sedi a pochi chilometri di distanza.

Ixtapaluca, Mexico City 

La crescita delle diseguaglianze nel cortile di casa loro dovrebbe interpellarli con un'urgenza estrema. Ma proprio loro che teorizzano di avere le chiavi di un futuro migliore voltano lo sguardo altrove, indifferenti o impotenti. Non che sia tanto diverso nella New York dove abito adesso. Anche qui ci siamo abituati ad una promiscuità molto speciale: a pochi isolati dagli iper-grattacieli per miliardari bivaccano degli homeless; quartieri in preda alla febbre della gentrification come Harlem vedono insediarsi un'alta borghesia colta e raffinata, ma East Harlem resta per lo più ispanica e povera.

Santa Fe2, Città del Messico 

Ogni tanto qualcuno decide una velleitaria "bonifica", per esempio sono sparite nelle ultime settimane tante panchine dalle stazioni Grand Central e Penn, in modo da ridurre lo spazio "abitativo" dei poveri. I palazzi di lusso obbligano i fattorini delle consegne a presentarsi alla porta di servizio, ma i ricchi li incrociano comunque quando sfrecciano in bici: sono la nuova classe operaia, la loro catena di montaggio sono i marciapiedi della città. Tutti costeggiano tutti, le diseguaglianze non sono un problema astratto e distante; non hai bisogno di andarle a cercare, sono in mostra permanente nel paesaggio urbano. E l'estrema povertà in un certo senso viene esibita, perché si accompagna a marginalità, malattie mentali, alcolismo, quindi comportamenti e stili di vita anomali, che tutti possiamo vedere. Ben più vasto, e semi-invisibile, è invece l'universo dei quasi-poveri: persone dai mestieri "normali", che hanno perso accesso al Sogno Americano. Salari bloccati per decenni, costo delle abitazioni che cresce, l'istruzione sempre più cara per i figli, l'assistenza sanitaria che va e viene a seconda dei capricci della politica. Eppure il tema delle diseguaglianze che trasformano il capitalismo in una società feudale, ha avuto fiammate di attenzione politica e culturale. Abbiamo letto Piketty, abbiamo osservato Occupy Wall Street, abbiamo ascoltato Bernie Sanders.

Mumbai 

Non è mancata l'attenzione. Conseguenze concrete: zero. O forse, non le conseguenze che ci aspettavamo. Un pezzo dell'America più penalizzata dalle diseguaglianze ha votato Trump, e forse continuerà a farlo se la buona salute dell'economia risveglia i salari dal letargo. Un altro pezzo dell'America, impoverita e derubata dei suoi sogni, non vota più da tanto tempo. Colpa sua? Bisogna pur aprire gli occhi davanti a questo dato: le metropoli della East e West Coast dove si concentrano al tempo stesso la massima ricchezza capitalistica e le punte più abnormi delle diseguaglianze, sono tutte sotto governo della sinistra, da tanto tempo.

Kya Sands_Bloubosrand, Johannesburg