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Una bandiera canadese con il logo della marijuana a Montreal (ap)

Canada, marijuana legale: è l’oro verde di Trudeau

Liberalizzato il commercio di cannabis per uso ricreativo. Lunghe file ai negozi e feste ovunque. Per il premier un successo politico e un giro d'affari miliardario che entra nel circuito legale. E' il primo dei paesi industrializzati, e il secondo dopo l'Uruguay, a trasformare la "maria" in un bene di consumo normato da regole precise
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NEW YORK - "La mia prima bustina di marijuana legale non intendo affatto fumarla. La metto in cornice". Ian Power, 46 anni, da mercoledì notte è l'uomo più popolare del Canada: dopo il premier Justin Trudeau, s'intende. Complice il fuso orario dell'isola di Terranova dove vive, quei trenta minuti di vantaggio sul resto del Paese che gli hanno permesso di accaparrarsi per primo un grammo di quella cannabis che da ieri in Canada è completamente lecita. La bustina che ora Power sventola felice nelle immagini mandate a loop su tutte le tv.
(reuters)
Sì, Justin Trudeau ce l'ha fatta. Ha mantenuto la promessa avanzata tre anni fa in campagna elettorale liberalizzando, dopo un iter legislativo complicato, il commercio di cannabis ricreativa (quella medica lo è già dal 2001). Facendo del Canada il secondo paese al mondo dopo l'Urugua…
NEW YORK - "La mia prima bustina di marijuana legale non intendo affatto fumarla. La metto in cornice". Ian Power, 46 anni, da mercoledì notte è l'uomo più popolare del Canada: dopo il premier Justin Trudeau, s'intende. Complice il fuso orario dell'isola di Terranova dove vive, quei trenta minuti di vantaggio sul resto del Paese che gli hanno permesso di accaparrarsi per primo un grammo di quella cannabis che da ieri in Canada è completamente lecita. La bustina che ora Power sventola felice nelle immagini mandate a loop su tutte le tv.
(reuters)
Sì, Justin Trudeau ce l'ha fatta. Ha mantenuto la promessa avanzata tre anni fa in campagna elettorale liberalizzando, dopo un iter legislativo complicato, il commercio di cannabis ricreativa (quella medica lo è già dal 2001). Facendo del Canada il secondo paese al mondo dopo l'Uruguay - e il primo fra i sette più industrializzati - a trasformare la "maria" in un bene di consumo regolato da norme e limiti precisi.
Il premier Justin Trudeau (ap)
Il New York Times lo definisce: "Un grande esperimento nazionale", la Bbc parla di "tentativo seguito con interesse da tutti gli altri paesi del mondo". Ma per Trudeau è soprattutto una grande scommessa, nata col sostegno del 68 % dei suoi connazionali convinti che le leggi restrittive non dessero benefici. Ma anche il frutto di un preciso calcolo economico: far rientrare nella legalità un giro d'affari da 6,5 miliardi di dollari - circa 4,3 miliardi di euro - la cifra che 4,9 milioni di canadesi si sono letteralmente fumati l'anno scorso, consumando mediamente 20 grammi di cannabis comprata in nero ciascuno. Un business immenso, che secondo le previsioni è destinato ad ampliarsi anche grazie allo sviluppo di prodotti specifici: raggiungendo 32 miliardi di dollari entro il 2022.  
(ap)
(ap)
Il nuovo oro verde del Canada, insomma, ha le foglie sfaccettate e il profumo pungente della marijuana: con buona pace dell'opinione espressa dall'ordine dei medici sulla rivista di settore, dove la nuova legge è definita "esperimento incontrollato che privilegia i profitti dei produttori e i proventi del monopolio statale ai danni della salute dei cittadini".
File fin dalle prime ore del mattino davanti ai negozi che vendono marijuana ricreativa (reuters)
(reuters)
(reuters)
Quei cittadini che, a dire il vero, hanno accolto la novità con euforia. Organizzando feste di piazza e passando lunghe file aspettando - da Terranova a Calgary, da Montreal a Quebec City - l'apertura a mezzanotte in punto dei nuovi punti vendita, asettici come farmacie. La dose massima è 30 grammi, quanto basta a preparare 60 "spinelli", si possono comprare anche semi e fino a 4 piantine. Ma non prodotti alimentari: mancano leggi certe e bisognerà aspettare ancora un po'.
Si festeggia la legalizzazione intorno a una gigantesca riproduzione di una pianta di marijuana a Toronto (reuters)
(afp)
Sì, perché in parte le regole si stanno ancora scrivendo. E se il governo federale concede le licenze per la coltivazione e controlla la qualità del prodotto, si è preferito nell'ambito di un quadro legislativo generale, lasciare ad ogni provincia il potere di organizzare e supervisionare vendite e consumo di cannabis secondo regole interne: che stanno generando un po' di confusione.
(afp)
Se in Ontario, infatti, serve una speciale licenza, in Quebec - dove il limite d'età per l'acquisto è 21 anni mentre altrove è 19 - la cannabis si vende nei negozi di alcolici. E se è già stata annunciata un'amnistia per tutti coloro che hanno avuto problemi per possesso di cannabis fino a 30 grammi - la proporzione ora legale - le sanzioni per chi contravviene alle nuove regole si sono inasprite: 14 anni di carcere a chi vende marijuana ai minori. Cinque a chi guida sotto gli effetti del fumo.
I prodotti derivati da cannabis in vendita in un negozio canadese (reuters)
(ap)
(ansa)
Nonostante le attese di molti, è invece difficile che il premier Trudeau si mostri in pubblico con una bustina come quella di Ian Power in mano: in passato, si sa, ha detto di aver fumato marijuana. Ma ha anche ammesso: "Non mi è mai piaciuta". In cornice, lui, per ora, ci mette il suo successo elettorale.
(reuters)
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