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Il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman (ansa)

Turchia-Arabia Saudita: una schiarita sul Qatar per il silenzio su Khashoggi

Il principe ereditario Mohammed Bin Salman parla con il presidente turco Erdogan, suo principale accusatore nel caso del giornalista ucciso. E tenta di rinsaldare il suo potere nel regno e nell'area, anche a costo di nuovi equilibri strategici
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RIAD - La morte di Jamal Khashoggi è un "crimine odioso" e i responsabili saranno "portati davanti alla giustizia". Mohammed Bin Salman affronta a viso aperto la crisi più grave dei suoi due anni di potere e lo fa cercando di distanziarsi il più possibile da uno scandalo che nelle ultime settimane ha minato profondamente la sua posizione di principe ereditario e di uomo forte dell'Arabia Saudita.

Bin Salman è apparso sul palco della Future Investment Iniative, il forum economico internazionale da lui stesso creato per offrire al mondo l'immagine di un Paese moderno e aperto agli investimenti e, fra una selva di cellulari a riprenderlo e round di applausi a sottolineare ogni passaggio del suo intervento, ha subito messo in chiaro che il presente e il futuro del regno è lui. E  che questa crisi non scalfirà la sua posizione: né a Riad né nel mondo arabo. "Chi sta usando questo incidente per te…
RIAD - La morte di Jamal Khashoggi è un "crimine odioso" e i responsabili saranno "portati davanti alla giustizia". Mohammed Bin Salman affronta a viso aperto la crisi più grave dei suoi due anni di potere e lo fa cercando di distanziarsi il più possibile da uno scandalo che nelle ultime settimane ha minato profondamente la sua posizione di principe ereditario e di uomo forte dell'Arabia Saudita.

Bin Salman è apparso sul palco della Future Investment Iniative, il forum economico internazionale da lui stesso creato per offrire al mondo l'immagine di un Paese moderno e aperto agli investimenti e, fra una selva di cellulari a riprenderlo e round di applausi a sottolineare ogni passaggio del suo intervento, ha subito messo in chiaro che il presente e il futuro del regno è lui. E  che questa crisi non scalfirà la sua posizione: né a Riad né nel mondo arabo. "Chi sta usando questo incidente per tentare di dividere Turchia e Arabia Saudita deve sapere che non accadrà fino a quando in questo Paese ci sono re Salman e il principe ereditario Mohammed Bin Salman e in Turchia il presidente Erdogan", ha detto. Le due nazioni, ha concluso, "lavorano insieme" per arrivare alla verità.

Un ramoscello d'ulivo offerto al leader turco che due giorni fa, nel suo discorso sul delitto Khashoggi, non aveva fatto nulla per allontanare l'idea che dietro al delitto ci fosse proprio lui. Un ramoscello di ulivo che si spiega con la conversazione telefonica che, su richiesta di Mbs, i due leader hanno avuto ieri pomeriggio: la prima dal giorno dell'omicidio. I contenuti della  telefonata non sono stati diffusi, ma le parole fraterne rivolte a Erdogan e i riferimenti in termini concilianti verso l'arcirivale Qatar, strettissimo alleato della Turchia da un anno e mezzo sottoposto a embargo da parte di Riad, fanno pensare che all'orizzonte di questa crisi ci sia un accordo.

La speranza qui a Riad è che la promessa di trasparenza fatta dal principe serva a chiudere lo scandalo: da quando Khashoggi è entrato nel consolato di Istanbul per non uscirne più vivo, il 2 ottobre, il governo saudita ha più volte cambiato versione sul suo destino, arrivando ad ammetterne la morte solo dopo 17 giorni.
Manifestazioni per Jamal Khashoggi (ansa)
Il susseguirsi delle versioni contrastanti e le prove sapientemente diffuse dai turchi hanno provocato una crisi senza precedenti per l'erede al trono, chiamato in causa come colui a cui rispondevano gli uomini del commando che ha ucciso il giornalista. Negli ultimi giorni, anche la Casa Bianca sembrava essersi allontanata da lui, con il presidente Donald Trump che era arrivato a dire al Wall Street Journal se qualcuno poteva sapere quello che era realmente accaduto, quello doveva essere il principe ereditario. Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali da giorni l'Amministrazione Trump lavora senza sosta per sanare la frattura fra Turchia e Arabia Saudita, entrambi alleati chiave: l'ultimo tassello del puzzle potrebbe essere stato la missione, appena conclusa, della numero uno della Cia Gina Haspel ad Ankara.

Mohammed Bin Salman ieri ha chiuso il suo intervento con una battuta rivolta a Saad Hariri, il primo ministro libanese seduto al suo fianco. L'uomo che proprio lui, un anno fa, aveva costretto alle dimissioni e poi trattenuto a Riad per due settimane. "Saad è qui solo per due giorni. Lo metto subito in chiaro così nessuno dirà che lo abbiamo rapito", ha scherzato. Sicuro e sorridente, Mbs ieri si è ripreso il trono. Se mai qualcuno avesse pensato che lo avrebbe lasciato andare.