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(afp)

Elezioni Midterm Usa: Trump bocciato, ma non c’è l’onda blu democratica

L’opposizione dem conquista la Camera: la presidenza Trump nel secondo biennio sarà dimezzata. Ma i Repubblicani limitano i danni mantenendo il Senato
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NEW YORK. L'opposizione democratica conquista la maggioranza alla Camera dei deputati, inaugurando un secondo biennio in cui la presidenza di Donald Trump sarà indebolita e contrastata. È durato solo un biennio il "monocolore" repubblicano, quando la destra ha cumulato il potere esecutivo, i due rami del Congresso, e la Corte suprema. Si apre una fase più conflittuale in cui l'opposizione avrà il potere di bloccare gran parte dell'azione di governo.

Il partito del presidente mantiene però il controllo del Senato, limitando i danni di questa elezione legislativa di Midterm. Il verdetto degli elettori è negativo per il presidente, ma quest'ultimo può consolarsi ricordando che prima di lui Barack Obama, Ge…

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NEW YORK. L'opposizione democratica conquista la maggioranza alla Camera dei deputati, inaugurando un secondo biennio in cui la presidenza di Donald Trump sarà indebolita e contrastata. È durato solo un biennio il "monocolore" repubblicano, quando la destra ha cumulato il potere esecutivo, i due rami del Congresso, e la Corte suprema. Si apre una fase più conflittuale in cui l'opposizione avrà il potere di bloccare gran parte dell'azione di governo.

Il partito del presidente mantiene però il controllo del Senato, limitando i danni di questa elezione legislativa di Midterm. Il verdetto degli elettori è negativo per il presidente, ma quest'ultimo può consolarsi ricordando che prima di lui Barack Obama, George Bush e Bill Clinton subirono sconfitte ben più pesanti alle elezioni di Midterm. Non si è realizzata quella che certi media avevano pronosticato come una "onda blu", una riscossa democratica di ampie proporzioni.

Il forte aumento di affluenza alle urne non è stato a senso unico: la figura di Trump ha aiutato la sinistra a motivare i propri elettori e a portarli in massa ai seggi, ma lo stesso effetto di mobilitazione è avvenuto anche nella base di destra. L'elezione si risolve in una sconfitta ai punti, non un k.o. per il presidente. L'aspettativa creata dalle manifestazioni di piazza, o dai pronunciamenti delle celebrity, era di un plebiscito anti-Trump che non c'è stato.

Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane rappresentante alla Camera conquistata dai Democratici (Reuters) (reuters)

Il secondo biennio inizia in salita per il presidente. La maggioranza democratica alla Camera significa che qualsiasi legislazione di rilievo - in particolare tutte le leggi di bilancio - andrà negoziata e concordata con la sinistra o finirà su un binario morto. Inoltre la Camera eserciterà la sua funzione costituzionale di controllo sul presidente, aprendo inchieste parlamentari sulle sue finanze, le sue tasse, gli scandali e i conflitti d'interessi che pullulano attorno a lui e al suo business familiare. È una situazione inedita per un presidente che nei primi due anni non era stato sfidato né controllato dal Congresso e ora dovrà prendere le misure di un'opposizione in grado di contenerne le iniziative.

Subito il partito democratico aprirà i giochi per designare la sua nuova leadership e si manifesteranno presto le prime candidature per la nomination presidenziale del 2020. Una lezione appresa in queste ore è che non bisogna sottovalutare la tempra di combattente di Trump. Il presidente si è gettato nella mischia nelle ultime settimane e probabilmente è stato decisivo per contenere i danni in casa repubblicana.

La possibilità di una sua rimonta nel 2020 non va scartata. La sinistra dovrà decidere come investire il capitale politico della sua maggioranza alla Camera, che tipo di opposizione fare; per Trump comincia subito la campagna elettorale per la rielezione. Peserà sugli equilibri interni al partito democratico il fatto che sono stati sconfitti alcuni degli esponenti del rinnovamento, che avevano fatto campagna con posizioni radicali: Beto O'Rourke non è riuscito a impedire la rielezione di Ted Cruz come senatore del Texas; Andrew Gillum non ha conquistato il governo della Florida.

Da qui al 2020 andrà aggiornata anche la mappa elettorale. I democratici hanno consolidato il loro dominio sui due Stati costieri della California e di New York espugnandovi alcune "enclave" repubblicane; hanno conquistato seggi parlamentari in Texas che è una roccaforte repubblicana. La Florida però è rimasta a destra. E il partito repubblicano ha confermato il radicamento nella classe operaia del Midwest estendendolo al Minnesota, uno Stato dove l'immigrazione storica dai paesi scandinavi aveva consentito in altri tempi la nascita di un forte partito socialista.

Lo speciale elezioni Midterm su Repubblica.it